Acidi grassi Omega-3 . . . effetti sulla pressione arteriosa

Gli acidi grassi Omega-3 hanno lievi ma IMPORTANTI effetti antiipertensivi . . . e non solo

Acidi grassi Omega-3 . . .  effetti sulla pressione arteriosa  –  Molte persone tra i 20 ed i 60 anni presentano un aumento dei livelli della pressione arteriosa. Sempre più la ricerca sta cercando dei fattori dietetici che potrebbero prevenire tali rialzi; gli acidi grassi Omega-3 sono uno di questi.
Da un articolo pubblicato su: Hypertension online 2007. risulta che gli acidi grassi Omega-3 derivanti da alimenti quali il pesce, le noccioline, le sementi e gli olii vegetali hanno un lieve effetto antiipertensivo. L’effetto antiipertensivo può essere ottenuto anche assumendo piccole quantità di tali alimenti; non dimentichiamo infatti che molti di questi alimenti hanno un elevato apporto calorico.
Ricordiamo inoltre che gli effetti benefici degli acidi grassi Omega-3 vanno ben oltre la diminuzione della pressione arteriosa, infatti essi influenzano in modo favorevole anche le dislipidemie ed hanno effetti anticoagulanti ed antiaritmici. Da un punto di vista biologico, infatti gli omega 3 svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento di una corretta stabilità delle membrane cellulari. Queste ultime regolano gli scambi con l’esterno (nutrienti, sostanze di rifiuto, messaggeri cellulari ecc.) e, quindi, tutti i parametri che permettono la vita stessa della cellula. 

Le principali azioni sono:

  • A livello cerebrale sono fondamentali per lo sviluppo e il mantenimento delle strutture nervose. 
  • Modulano la risposta infiammatoria (disturbi articolari, asma, colon irritabile ecc.) -Proteggono l’apparato cardiovascolare, contrastando l’aumento dei trigliceridi, aumentando il colesterolo buono, diminuendo l’aggregazione delle piastrine e migliorando l’elasticità delle arterie 
  • Proteggono la retina 
  • Possono essere d’aiuto in diverse alterazioni della cute (eczema atopico, psoriasi) 
  • Infine, gli omega 3 sembrerebbero favorire il buonumore, aiutandoci a ritrovare il sorriso. Nei Paesi in cui si consuma più pesce, la depressione è meno diffusa: sembra che ciò sia dovuto al fatto che i livelli elevati di omega 3 nel sangue aumentano il livello di serotonina, un neurotrasmettitore direttamente collegato alle sensazioni di benessere

Quindi nell’arco della settimana assumiamo più frequentemente il pesce meglio se selvaggio o azzurro e qualche seme oleoso durante la giornata (senza eccedere in virtù dell’elevato contenuto di calorie nocciole secche 655 Kcal/100 gr; noci secche 689 kcal/100 gr; mandorle secche 603 kcal/100 gr).

 

Informazioni su Studio Medico Perrone & Associati (546 Articoli)
Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.