Alimentazione salute e ritmi circadiani

Le caratteristiche della nostra alimentazione oltre ad influire sul nostro stato di salute, possono influenzare anche i nostri ritmi circadiani.

Le caratteristiche della nostra alimentazione oltre ad influire sul nostro stato di salute, possono influenzare anche i nostri ritmi circadiani.

Come molte ricerche hanno evidenziato il ritmo circadiano è coinvolto nella regolazione e nella produzione di enzimi e ormoni, a loro volta cruciali per il metabolismo, un’alterazione in questo delicato centro di comando fisiologico può portare a sua volta a uno squilibrio ormonale, a obesità, a problemi psicologici e disturbi del sonno.

Alcuni gruppi di ricercatori si sono occupati proprio dell’influenza che una dieta ricca di grassi può avere sui nostri ritmi circadiani.

Uno studio pubblicato sulla rivistaCell Metabolism”, realizzata da ricercatori della Northwestern University e dell’Evanston Northwestern Healthcare (ENH) hanno mostrato come il consumo eccessivo di cibo possa alterare le basi dei ritmi circadiani, e in particolare del controllo dell’appetito, con importanti conseguenze in termini di controllo del peso.

E’ stato valutato un gruppo di topi di laboratorio con le stesse caratteristiche genetiche. Dopo averli nutriti regolarmente per due settimane, li hanno poi suddivisi in due gruppi per le successive sei, somministrando al primo gruppo una dieta regolare e al secondo  una dieta ad alto contenuto di grassi. L’intero studio è stato condotto in condizioni di oscurità in modo che il comportamento degli animali riflettesse solo il ciclo del loro orologio interno.

Al termine del periodo previsto, i topi che avevano seguito una dieta ricca di grassi presentavano un’alterazione dei normali schemi di attività/nutrimento e di riposo/sonno.

Lo studio ha dimostrato come il cibo sia in grado di alterare l’orologio biologico, i topi del secondo gruppo tendevano a mangiare in momenti inappropriati rispetto al loro ciclo sonno/veglia, e le calorie assunte in eccesso venivano consumate quando l’animale avrebbe dovuto dormire, applicato all’essere umano è come se una persona si alzasse di notte e svuotasse il frigorifero.

I cicli del metabolismo e quelli dei ritmi circadiani, si alimentano l’uno con l’altro, creando un circolo vizioso. L’aumento di peso comporta una variazione dell’orologio biologico, e il metabolismo viene influenzato negativamente aumentando la propensione a sviluppare obesità e diabete.
Anche se la luce è il fattore più importante nella regolazione dei ritmi circadiani, un gruppo di ricercatori dell’Istituto di biochimica, scienze dell’alimentazione e nutrizione della Hebrew University di Gerusalemme, ha dimostrato su topi di laboratorio l’esistenza di un rapporto di causa-effetto tra dieta e squilibrio del ritmo circadiano.

I ricercatori hanno controllato il legame tra l’orologio biologico e i meccanismi di segnalazione dell’adiponectina nel fegato, e in che modo il digiuno e una dieta ricca di grassi influenzino tale controllo.

L’ Adiponectina è un ormone che controlla il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati; sembra sia in grado di incrementare il consumo dei lipidi (per le funzioni vitali) e modulare l’effetto dell’insulina, per quanto non esistano conoscenze approfondite relative a questo ormone è stato notato che  bassi livelli di adiponectina sono presenti in condizioni di adiposità (sovrappeso/obesità) e di insulino-resistenza.

I topi utilizzati nell’esperimento sono stati sottoposti a una dieta a basso o ad alto contenuto di grassi seguita da un giorno di digiuno, ed è stata misurata la presenza di adiponectina a vari livelli di attività.

I topi sottoposti a una dieta a basso contenuto di grassi hanno mantenuto il ritmo circadiano corretto, il gruppo sottoposto a una dieta ricca di grassi ha fatto registrate bassi livelli della proteina AMPK, che svolge un ruolo cruciale nel metabolismo degli acidi grassi, il quale può essere danneggiato proprio dai bassi livelli di AMPK e un disequilibrio dei ritmi circadiani. I ricercatori hanno così concluso che l’obesità conseguente a una dieta ricca di grassi è sicuramente determinata dall’alto introito calorico, ma anche dal disequilibrio portato nel ritmo circadiano attraverso i segnali dell’adiponectina.

Purtroppo gli effetti negativi di una dieta ricca di grassi non si limitano all’aumento di peso e alla variazione dei ritmi circadiani, ma sembrano predisporre allo sviluppo del tumore al colon, dovuto in parte all’accumulo di acido litocolico come sottoprodotto della digestione.

Uno studio pubblicato su Science di un gruppo di ricercatori del Southwestern Medical Center dell’Università del Texas a Dallas sembra fornire una prima conferma del legame tra dieta ricca di grassi e rischio di sviluppare tumori al colon, da un punto di vista statistico il tasso di tumori al colon e al retto è molto più alto negli Stati Uniti, dove una dieta ricca di grassi è comune, rispetto al Giappone, dove vige un regime dietetico completamente diverso.

Le nuove scoperte sembrano imputare questa differenza alla difficoltà del  corpo di gestire grandi quantità di acido litocolico prodotto durante la digestione dei grassi.

Mentre la maggior parte dei grassi secondari circolano nel fegato quello litocolico si accumula nel colon, ed essendo altamente tossico, può essere la causa di questo tipo di tumore poichè le persone che ne sono affette di solito presentano un’alta concentrazione di questo acido.

Tratto da “Le Scienze”

 

Informazioni su Studio Medico Perrone & Associati (546 Articoli)
Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.