Spesa ed etichette: Attenzione a cosa si compra

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Spesa ed Etichette . . . Forse non ci avete mai pensato ma il momento fondamentale in cui si decide che tipo di stile alimentare seguire – specie se si ha voglia di perdere qualche chilo di troppo – non è tavola ma è quando si fa la spesa. Una verità che non va mai dimenticata, infatti, e che ciò che entra in casa, prima o poi viene mangiato. Per organizzare una spesa sensata, è utile preparare una lista, pensando già a un meno settimanale di massima, spuntini compresi. Sia la lista che poi la successiva spesa andranno sempre fatte a stomaco pieno: ricerche hanno provato che quando si è a stomaco vuoto si è portati a comprare di più e a scegliere alimenti di scadente qualità nutrizionale ma ricchi di calorie e quindi di pronta soddisfazione (patatine, dolciumi, snack vari ecc.).
Cercate, in accordo coi vostri familiari, di evitare per quanto possibile l’acquisto di cibi già pronti per il consumo.
Riempire il frigorifero o la dispensa pieni di biscotti, snack, formaggi o salumi mette a rischio la riuscita di qualsiasi buon proposito di nutrirsi in modo equilibrato. Al contrario, riserve di pasta, cereali integrali, legumi e verdura non sono pericolose.
Cercate di non cedere alle tentazioni degli sconti tipo 3×2 se sono alimenti che non rientrano nei vostri menu abituali. 
Ogni volta che è possibile, prima di scegliere un prodotto alimentare leggete sempre le etichette nutrizionali. In queste compaiono sia gli ingredienti in ordine decrescente che le percentuali dei principali nutrienti (carboidrati, grassi, proteine) con l’apporto calorico fornito da 100 g o dalla porzione consigliata. Dalla semplice lettura è quindi possibile capire se quell’alimento è troppo ricco di zuccheri semplici o grassi di cattiva qualità (come quelli idrogenati, ad esempio), e se contiene cibi o additivi (conservanti, coloranti ecc.) a cui siamo allergici o intolleranti. Inoltre la lettura dell’etichetta è decisamente consigliata tutte quelle volte che siamo tentati di acquistare un prodotto pubblicizzato come “naturale”, “leggero”: talvolta si tratta di diciture del tutto pubblicitarie, che poi vengono in gran parte smentite dall’etichetta. Anche la dicitura “senza zucchero” dei prodotti da forno non deve trarre in inganno: non vuol dire che questi alimenti sono acalorici, come molti consumatori tendono a pensare, ma semplicemente afferma l’assenza di saccarosio. Dal punto di vista energetico però, le calorie di questo tipo di prodotti sono praticamente sovrapponibili a quelli convenzionali. Il discorso è diverso per le bevande light, dove l’uso di certi dolcificanti quasi azzera le calorie. Insomma, prima di acquistare, rigirare la confezione e leggere.
Se una maggiore razionalizzazione è quindi necessaria, attenzione però a non cadere in un’eccessiva rigidità: negarsi del tutto i cibi golosi che più piacciono è sconsigliato. Può crearsi, infatti, un eccessivo senso di privazione, non sostenibile a lungo e che può portare a controproducenti abbuffate.