Ambrosia: allergia di fine estate

Sono circa 300 mila i lombardi che starnutiscono, piangono e tossiscono in queste giornate di fine estate, e molti altri nel resto d'Italia, tutta colpa dell'Ambrosia...

Siamo alla fine dell’estate, mentre gran parte dell’Italia ha fatto i conti con le solite graminacee (grano, mais e riso), con la parietaria (una parente dell’ortica che cresce sui muri) e con l’artemisia, ci sono circa 300 mila lombardi che starnutiscono, piangono e tossiscono a causa dell’ambrosia. Il record di allergici, ben il 15% della popolazione, spetta a Castellanza (Varese) anche se il fenomeno dilaga un po’ in tutta la regione complice la contemporanea presenza di elevate concentrazioni anche di altri allergeni che favoriscono la sensibilizzazione delle persone.
Il segreto della grande diffusione dell’ambrosia, che invade i bordi di strade e autostrade, sta tutto nel seme: esso è come un chicco di riso ma ha piccolissimi aculei che gli permettono di agganciarsi ai pneumatici delle auto
L’ambrosia è una pianta infestante appartenente alla famiglia delle ‘asteraceae o composite’: il nome deriva dalla parola greca ἀμβροσßα (ambrosia)che indicava il cibo “nettare”degli dei . Esistono più di trenta varietà di ambrosia al mondo, ciascuno dei quali produce in media fino ad un miliardo di grani di polline. Sono considerate piante infestanti e ne esistono più di trenta specie in tutto il mondo, pur essendo molto diffuse, passano frequentemente inosservate. Sono piante annuali o perenni, che crescono in folti gruppi fino ad un’altezza di 70-100 cm. I pollini di ambrosia sono presenti nell’aria nel periodo che va da metà agosto fino alla fine di ottobre, con il picco più elevato dalla metà alla fine di settembre per il bollettino dei pollini consigliamo di consultare il seguente Link , scegliendo la zona che vi interessa.
Chi soffre di allergia a questo polline presenta i sintomi tipici dell’allergia: raffreddore, occhi rossi, naso che cola, fino all’asma che si manifesta quando le concentrazioni dei pollini raggiungono livelli molto elevati.
È indubbio che in alcuni casi tale allergia andrà controllata attraverso le classiche preparazioni di antistaminici, di cortisonici inalatori o per via generale e di dilatatori bronchiali (come i beta 2 stimolanti). Utili possono essere anche i vaccini per via sublinguale o per iniezione sottocutanea, che però vanno somministrati tre mesi prima della stagione delle allergie.
Tuttavia vale la pena di considerare anche alcuni interventi “più dolci”:
 
Histaminum : mentre il dosaggio standard è di solito di 3 granuli  da assumere 2-3 volte al giorno, molto più importante è l’impiego del rimedio in fasi acute. In fasi acute  il rimedio può essere preso anche ogni 10-20 minuti, riducendo la frequenza di assunzione in relazione al beneficio ottenuto. Spesso l’uso di Histaminum si affianca alle terapie iposensibilizzanti per le allergie stagionali nel caso di giornate di carica pollinica elevata
 
Manganese-Rame-Zinco: se si utilizza sotto forma di oxiprolinati la dose consigliata è di 2,5 ml die
 
Olio di ribes nero: presente in commercio in capsule da 500 mg  sarà assunto al dosaggio di 2 – 4 capsule al giorno, durante o  dopo i pasti, distribuendo l’assunzione nella giornata per un trattamento prolungato. Nei casi acuti la posologia può essere aumentata da 4 a 6 capsule al giorno per 2 o 3 giorni e riducendo poi l’assunzione in relazione al miglioramento ottenuto
 
Olio di Perilla:  la posologia standard può andare da 2 a 3 capsule(da 500 mg) al giorno, durante o  dopo i pasti, distribuendo l’assunzione nella giornata per un trattamento prolungato. In caso di fenomeni acuti il dosaggio per l’adulto, limitato ad alcuni giorni di trattamento, può anche essere di 6-8 capsule al giorno da scalare nel momento del miglioramento dei sintomi
 
Ribes nigrum 1D: è di circa 40-50 gtt 2 volte al giorno, per periodi anche prolungati L’uso in una fase acuta può anche arrivare a 40-50 gocce anche 5-6 volte al giorno per qualche giorno. Poi normalmente il dosaggio va a scalare progressivamente in relazione ai benefici ottenuti.
 
Viburnum lantana 1D, l”uso standard è di circa 40-50 gtt 2 volte al giorno, per periodi anche prolungati  L’uso in una fase acuta può anche arrivare a 40-50 gocce anche 5-6 volte al giorno per qualche giorno. Poi normalmente il dosaggio va a scalare progressivamente in relazione ai benefici ottenuti.
Tutti i rimedi sopraelencati potrebbero essere un valido aiuto nel migliorare la sintomatologia anche se la scelta del rimedio più idoneo e l’impiego corretto si ottiene solo dal confronto con il medico di riferimento, non dimentichiamoci poi che non bisogna chiedersi solo a cosa si è allergici ma perché si è allergici e se oltre a tale sintomatologia esistono dei segnali che possono farci pensare al coinvolgimento di altri apparati o ambiti, come ad esempio l’alimentazione, al fine di ottenere la totale regressione della sintomatologia. A tale proposito è consigliabile sottoporsi ad un test DRIA o ad un test Mini DRIA in particolare Test DRIA Respiro che consentono di individuare eventuali intolleranze alimentari ed effettuare una terapia personalizzata.
 
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