Appuntamenti Mese di Ottobre

Sono due gli appuntamenti importanti del mese di Ottobre con la Dott. Giovanna Perrone:23 Ottobre ore 18.15 TelelombardiaSera24 Ottobre Palazzo Castiglioni, Corso Venezia 49 dalle 14.30

Appuntamenti Mese di Ottobre  –  Sono due gli appuntamenti importanti del mese di Ottobre con la Dott. Giovanna Perrone:

23 Ottobre ore 18.15 TelelombardiaSera, si parlerà di Uva e Vendemmia e delle proprietà del vino
24 Ottobre presso la sede dell’Unione del Commercio di Milano Palazzo Castiglioni, Corso Venezia 49 dalle 14.30, evento organizzato da “Il Sapore del sapere” la dott. Giovanna Perrone si occuperà di “Intolleranze Alimentari: un aiuto al benessere dell’intestino”.

Abstract dell’intervento:
In questi ultimi anni si è registrato un aumento delle allergie e/o delle intolleranze alimentari definite come reazioni avverse agli alimenti.
Statisticamente le allergie alimentari colpiscono 1-2 persone su 10, le intolleranze alimentari circa 5-6 persone su dieci.
Le allergie sono reazioni mediate da meccanismi immunologici, in cui vengono coinvolte le Immunoglobuline E, esse sono caratterizzate da una reazione istantanea, per esempio l’orticaria dopo aver mangiato le fragole o l’edema dopo aver assunto nocciole o crostacei, le intolleranze alimentari invece hanno un’insorgenza più lenta legata a lunghi periodi di assunzione di particolari alimenti, o dopo continue sollecitazioni del sistema immunitario.
Se ci fermiamo a riflettere sulla quantità di cibo e soprattutto sulla frequenza con cui ingeriamo particolari cibi, per comodità o preferenza, numerose sono le occasioni di incorrere in una possibile ipersensibilizzazione, e quindi in una risposta anomala da parte del nostro organismo che può o meno coinvolgere il sistema immunitario.
Le intolleranze alimentari possono dipendere dalla difficoltà da parte dell’ organismo di digerire e/o metabolizzare un alimento, e possono essere mediate da meccanismi enzimatici e farmacologici. Un esempio di intolleranza mediata da meccanismi enzimatici, che risulta essere per altro la più diffusa sul piano epidemiologico, è l’intolleranza al lattosio caratterizzata dal deficit dell’enzima lattasi: il lattosio non viene trasformato in zuccheri assorbibili rimane nell’intestino, dove fermenta provocando flatulenza, addominalgia e diarrea a volte grave. 
Tra le intolleranze dobbiamo ricordare ovviamente la celiachia (detta anche morbo celiaco o sprue celiaca) è un’intolleranza permanente e geneticamente determinata alla gliadina, contenuta nel glutine, una proteina a sua volta contenuta nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel farro, nel Kamut ed in altri cereali minori. Ciò rende tossici – nei soggetti affetti o predisposti – tutti gli alimenti derivati dai suddetti cereali o contenenti glutine in seguito a contaminazione. L’intolleranza al glutine genera infatti gravi danni alla mucosa intestinale, quali l’atrofia dei villi intestinali. La forma tipica ha come sintomatologia diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), quella atipica si presenta tardivamente con sintomi prevalentemente extraintestinali (ad esempio anemia), quella silente ha come peculiarità l’assenza di sintomi eclatanti e quella potenziale (o latente) si evidenzia con esami sierologici positivi e con biopsia intestinale normale.
Ci sono infine tutti quei fenomeni che la gente chiama comunemente“Intolleranze alimentari”  che in realtà sono state ridefinite come “allergie alimentari ritardate” che invece, esprimono per lo più una reazione lenta, determinata dall’intervento di cellule o anticorpi diversi dalle IgE (cellule Th intestinali), insorgono dopo ore o giorni di assunzione ripetuta della sostanza alimentare (o di contatto con un agente ambientale non necessariamente alimentare) verso la quale abbiamo una reattività: nell’organismo esistono infatti meccanismi di controllo che – in caso di intolleranza meglio che in caso di allergia – riescono a evitare lo scatenamento della reazione. Questo meccanismo prevede dunque il superamento di un “livello di soglia”.
Le intolleranze alimentari e in generale le connessioni tra cibo e infiammazione sono ormai una realtà scientifica inconfutabile, avvalorata da lavori di rilievo pubblicati su autorevoli riviste internazionali; in particolare ricordiamo: Sampson H. Update on Food Allergy. J Allergy Clin Immunol 2004 May;113(5):805-19; quiz 820, articolo che anticipa proprio l’esistenza delle allergie alimentari ritardate, fenomeni immunologici legati alla ripetizione per più giorni consecutivi dello stimolo allergenico sulle cellule intestinali.
Curare una intolleranza alimentare o meglio uno stato infiammatorio generalizzato, significa migliorare lo stato di salute del nostro intestino, al quale sin dall’antichità è stato attribuito un ruolo fondamentale nella cura delle patologie più diverse.
Le funzioni che l’intestino svolge sono stupefacenti: da un lato infatti è un organo di assorbimento dei nutrienti, ma dall’altro costituisce una barriera fisica e immunitaria al passaggio di tossine, microrganismi, cibi indigeriti e proteine allergizzanti. Basti ricordare che nel nostro intestino è localizzato circa l’80% del nostro sistema immunitario (GALT) è facile quindi comprendere quanto sia importante per la nostra salute che s’instauri un processo eubiotico
Il carico tossico intestinale è tenuto in parte sotto controllo da una flora batterica simbiotica “buona” che qui risiede, contrastando la proliferazione di batteri nocivi, miceti, virus, parassiti ed esplicando numerose altre attività essenziali, tra cui la sintesi di alcune vitamine e la neutralizzazione di diverse sostanze cancerogene.
Viene definito eubiosi uno stato fisiologico in cui è presente un equilibrio simbiotico tra l’organismo e la flora batterica intestinale, di contro l’alterazione della flora batterica dell’intestino e la conseguente  rottura di tale equilibrio dà luogo alla Disbiosi, i bacilli della flora diventano dannosi, iniziano a produrre un eccesso di ammoniaca e nitrosamine, sostanze tossiche per il nostro organismo che possono danneggiare non solo l’intestino, ma anche altri organi come per esempio il fegato, lo stomaco e possono influire anche sul sistema neurovegetativo. Secondo la letteratura la disbiosi viene definita come l’insieme dei sintomi e dei disturbi funzionali gastroenterici che possono evolvere in malattie anche coinvolgenti organi o apparati distanti dal colon attraverso la semina linfogena microbica con blocco di MALT E GALT (Gebbers 1981)
I batteri della flora intestinale sono saprofiti, si nutrono di materiale organico che attingono dall’organismo ospite e producono sostanze che l’uomo utilizza.
I germi della flora batterica intestinale hanno un ruolo fondamentale anche nel modulare il funzionamento del nostro sistema immunitario, infatti esperimenti condotti su cavie da laboratorio mostrano come l’eliminazione della flora batterica provochi una decisa regressione del sistema immunitario.
Soltanto una flora batterica intestinale sana può garantire il buon funzionamento del nostro sistema immunitario.
E’ proprio da questo legame con il sistema immunitario che nasce la relazione tra benessere intestinale e intolleranze alimentari o allergie alimentari ritardate.
Una flora batterica sana, in grado di stimolare le reazioni immunitarie, può salvaguardare l’efficienza dello stesso sistema immunitario; un suo deficit infatti è spesso causa della successiva comparsa di sintomi come crampi allo stomaco, vomito, gonfiore addominale, meteorismo, alvo alternato diarrea/stipsi,   o evidenziarne altri correlabili alla presenza di una continua e persistente alterazione immunitaria e ad un continuo perpetuarsi di uno stato infiammatorio
I sintomi più frequenti della disbiosi sono cattiva digestione, gonfiore, stitichezza alternata a dissenteria, cambiamenti dell’umore, disturbi del sonno, candidosi vaginale.
Le cause, prevalentemente sono da attribuire ad:

  • uno stile di vita errato,
  • alimentazione poco equilibrata, che non garantisce il giusto apporto di tutti i nutrienti, diete scarse di fibre, assunzione di alimenti raffinati (farina, sale, zucchero) ed una dieta poco diversificata.
  • stress lavorativo e ritmi di vita irregolari con alterazioni del ritmo sonno-veglia,
  • mancanza di attività fisica , basta anche una semplice camminata all’aria aperta
  • utilizzo di farmaci particolari come antibiotici, antinfiammatori, antidepressivi, ansiolitici e lassativi,
  • la presenza di  intolleranze alimentari che nascono nell’intestino, e a loro volta squilibrano la flora batterica,
  • malattie infettive, dovute ad agenti infettivi e parassitosi

 Il trattamento effettivo dipende dalle cause della disbiosi, dal quadro complessivo, dalla persona e dalla situazione del momento. La prima misura da adottare in un paziente con disbiosi è però, previa identificazione di eventuali intolleranze alimentari, il cambiamento delle sue abitudini alimentari .

 

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Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.