Storia della colomba Buona Pasqua

La colomba pasquale così come l'uovo di cioccolato, simboli di pace, rinascita e amore invaderanno le nostre tavole, vediamo un po' da quale tradizione nasce la colomba......

Storia della colomba Buona Pasqua

 

La colomba pasquale così come l’uovo di cioccolato, simboli di pace, rinascita e amore invaderanno le nostre tavole, vediamo un po’ da quale tradizione nasce la colomba.

Le leggende si sprecano, anche se i più consumisti ritengono che sia nata dall’idea di Dino Villani, direttore della Motta, che ha pensato di riciclare l’impasto del panettone per il periodo di pasqua, togliendo le  uvette,  aggiungendo più glassa e mandorle e dandogli la forma di una colomba.

Sembra che la colomba come dolce affondi le sue radici nel medioevo, quando Re Alboino giunto in Italia assediò Pavia per tre anni e riuscì ad espugnare la città appena prima di Pasqua.

Gli abitanti della città per evitare che venisse distrutta, gli offrirono vari regali fra i quali anche tre meravigliose fanciulle, mentre il re decideva il destino della città si presentò un vecchio artigiano portando con sé dei pani dolci a forma di colomba, glieli porse in segno di pace, quando Alboino li assaggiò ne fu talmente colpito, che promise in onore di queste colombe di rispettare la città e i suoi abitanti, in realtà il regalo nascondeva un sotterfugio per salvare le tre fanciulle, infatti quando il re chiese alle ragazze i loro nomi scoprì che tutte si chiamavano Colomba, ma nonostante il raggiro scoperto mantenne la promessa fatta, risparmiando sia la città che le tre fanciulle.

A Milano e a Pavia si racconta un’altra leggenda legata questa volta a San Colombano, che arrivato in città fu invitato insieme ai suoi monaci ad un ricco pranzo dai sovrani longobardi. Furono  servite numerose portate di selvaggina finemente cucinata, ma Colombano e i suoi monaci rispettosi della quaresima che precede la Pasqua, le rifiutarono.

La regina Teodolinda si sentì offesa, così Colombano per non sembrare irrispettoso disse che le avrebbero consumate solo dopo averle benedette, ma dopo la benedizione le succulente pietanze si trasformarono in colombe di pane bianche come le tuniche dei monaci, grazie a tale prodigio la regina donò ai monaci il territorio di Bobbio e la colomba divenne il loro simbolo.

Dopo tanta storia cerchiamo di valutare le caratteristiche nutrizionali di questo dolce, le calorie sono circa 400-450 calorie per 100g di prodotto tradizionale, fatto con farina bianca, burro, scorze di cedro candite, zucchero, lievito, mandorle, uova, le calorie salgono per i prodotti confezionati più elaborati, che presentano creme o glasse, ottenute spesso con l’uso di grassi vegetali idrogenati e non, poco salutari per il nostro organismo, quindi è meglio preferire i prodotti fatti secondo le ricette tradizionali controllando bene l’elenco degli ingredienti utilizzati.

Come per tutti i dolci delle feste, il problema non sono le calorie della porzione in sé, è il fatto che di solito viene assunta alla fine di un pasto piuttosto sostanzioso facendo aumentare notevolmente l’introito calorico,  meglio consumarla  a colazione, o se proprio non si riesce a farne a meno, approfittare del giorno di Pasquetta per smaltire le calorie assunte con una bella gita fuori porta e un po’ di attività fisica.

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