Cattive abitudini

Sono numerose, ultimamente, le ricerche che si occupano delle nostre abitudini alimentari e, nonostante tutte le campagne di sensibilizzazione, il quadro che ne esce è abbastanza preoccupante sia per i bambini che per gli adulti...

Sono numerose, ultimamente, le ricerche che si occupano delle nostre abitudini alimentari e, nonostante tutte le campagne di sensibilizzazione, il quadro che ne esce è abbastanza preoccupante sia per i bambini che per gli adulti.

Iniziamo con un interessante studio realizzato  dall’Università del Missouri-Kansas City e dal Kansas University Medical Center che ha monitorato alcuni piccoli volontari con tecniche di neuro- imaging, e che ha rilevato come nel cervello dei bambini, alla vista di un marchio di fast food, si attivano le aree deputate al controllo dell’appetito.

Alla vista dei marchi legati al cosiddetto junk food (cibo spazzatura), come quello delle grandi catene  McDonald’s o Burger King, nei bimbi si attivavano automaticamente le aree cerebrali deputate al piacere e all’appetito, mentre davanti ad altri brand famosi come BMW, Nike o FedEx il meccanismo non si è ripetuto e non si è verificata alcuna risposta.

I ricercatori hanno utilizzato la tecnica dell’imaging a risonanza magnetica su bambini dai 10 ai 14 anni, mostrando loro una serie di foto relative a 120 marchi, alcuni di cibo, altri no, osservando il flusso sanguigno del cervello e individuando in questo modo le zone cerebrali più attive. La conclusione sorprendente dell’esperimento porta dunque a pensare che questi loghi siano stati interiorizzati dai ragazzini proprio perché i loro cervelli sono stati in qualche modo marchiati da alcune immagini. I bambini sono portati a scegliere quei brand che suscitano in loro un maggior senso di familiarità, le conclusioni della ricerca sono scoraggianti considerati i difetti di quella tipologia di prodotti in termini di grassi e calorie che li rendono decisamente poco sani per la crescita.

Oltre al condizionamento psicologico della pubblicità, il sovrappeso di molti bambini è la conseguenza del poco tempo che le madri dedicano alla preparazione delle pietanze dei pasti, spesso per mancanza di tempo ricorrono a snack e piatti pronti.

Secondo alcuni studi condotti negli USA, i bambini hanno maggiori probabilità di essere sovrappeso se la mamma lavora. Uno dei fattori in gioco può essere il minor tempo che può essere dedicato alla dieta e all’attività fisica dei bambini.

In italia fortunatamente si è registrata una tendenza opposta, i figli di donne lavoratrici sono meno in sovrappeso degli altri. Forse il maggior tempo mediamente dedicato alla tv dai figli di casalinghe (tendenza condivisa con le mamme) è uno dei fattori coinvolti. Però, in accordo con lo studio americano, c’è da dire che il poco tempo a disposizione delle madri lavoratrici può effettivamente essere d’ostacolo alla realizzazione di menu sani e gustosi.

Per ovviare a questo problema il consiglio è quello di pianificare i pasti, condividendo le scelte con i bambini, questo assicurerà una maggiore varietà e alternanza dei piatti nella settimana, e la possibiltà di inserire con una certa frequenza pesce e legumi, non sempre sufficientemente presenti nella dieta.

Un altro elemento molto sottovalutato è la considerazione del momento dei pasti come un momento di condivisione di idee, affetti, quotidianità e non solo cibo. É molto importante, per  adulti e bambini, condividere anche la preparazione dei piatti che siano semplici o elaborati, e se dovesse capitare di trasgredire con cibi poco salutari è meglio che tutti siano consapevoli che si tratta di una trasgressione.

Infine un’indagine nazionale sui consumi alimentari in Italia condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione su oltre tremila persone fra il 2005 e il 2006 ha evidenziato che gli italiani fanno ancora troppi errori a tavola.

I partecipanti sono stati arruolati in tutto il Paese ed è stato chiesto loro di compilare un diario alimentare per tre giorni consecutivi, bilanciando giorni festivi e feriali e ripetendo la rilevazione in diversi momenti dell’anno per tenere conto della variabilità stagionale.

Il primo dato emerso è che dedichiamo davvero poco tempo e attenzione alla colazione, che dovrebbe essere il pasto principale, c’è chi beve solo un caffè, chi magari aggiunge due biscotti, così in media il primo pasto della giornata è meno abbondante del dovuto. La colazione dovrebbe apportare il 20 % delle calorie, mentre di solito ne introduciamo solo l’11 %, la conseguenza è arrivare a pranzo affamati e introdurre molte più calorie del necessario, circa il 43 % delle calorie giornaliere, con il conseguente aumento di peso.

Altro errore commesso nel tentativo di perdere peso è quello di non ridurre in modo equilibrato l’apporto calorico,  eliminiamo pane e pasta, ma non proteine e grassi che consumiamo sempre in eccesso. Infine a cena introduciamo il 38 %  delle calorie giornaliere, decisamente troppe per il pasto che precede il riposo.

Anche le scelte alimentari non sono sempre corrette, di frutta e verdura ne consumiamo circa 418 grammi al giorno decisamente troppo poca, il frutto preferito degli italiani è la mela, mentre per le verdure, escludendo il pomodoro in tutte le sue forme (come le conserve), le più utilizzate sono lattuga e carote. Pane, pasta e pizza sono le regine delle tavole il 90 % del campione li aveva assunti almeno una volta nei tre giorni dell’indagine, di pane ne mangiamo quasi un etto al giorno a cui si aggiungono 50 grammi di pasta. Purtroppo pesce e uova, alimenti salutari e buoni, vengono consumati una volta alla settimana soltanto dal 70 % degli italiani, mentre i legumi, fra i cibi più salutari a nostra disposizione, vengono consumati una volta a settimana solo da un italiano su tre. In compenso mangiamo davvero troppa carne fresca e conservata, in media 700 grammi di carne rossa alla settimana, mentre l’International Agency for Research on Cancer consiglia di limitarsi a 400 per non aumentare il rischio di tumore. Prediligiamo la carne di bovino, rispetto al pollo e altre carni bianche: insomma, un vero disastro. Infine introduciamo il doppio delle quantità raccomandate di salumi e in media una porzione di carne al giorno mentre i legumi, fonte di proteine e preziose fibre, li mangiamo meno di una volta alla settimana.

Basterebbe sostituire due-tre porzioni di carne con fagioli, lenticchie o ceci per migliorare l’alimentazione e anche dimagrire: abbiamo infatti il poco invidiabile primato della popolazione più sovrappeso d’Europa.

Informazioni su Studio Medico Perrone & Associati (546 Articoli)
Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.