Cellulite: i cibi utili a combatterla

Se si consulta la letteratura scientifica si osserva che il dimagramento non sempre produce un effetto positivo sulla PEFS ovvero panniculopatia edemato-fibro-sclerotica ovvero "la cellulite" come dimostra uno studio pubblicato

Cellulite: i cibi utili a combatterla

Le diete “anticellulite” che generalmente vengono proposte hanno come scopo la disintossicazione e il calo ponderale, ma se si consulta la letteratura scientifica si osserva che il dimagramento non sempre produce un effetto positivo sulla PEFS ovvero panniculopatia edemato-fibro-sclerotica ovvero “la cellulite” come dimostra uno studio pubblicato su Plastic and Reconstructive Surgery e condotto allo Skin Sciences Institute di Cincinnati (USA) che ha valutato gli effetti del dimagrimento sulla cellulite in 26 donne, partecipanti a vari programmi dimagranti.

Se per 17 donne la perdita di peso si è rivelata utile per migliorare la cellulite, in altre 9 ha portato a un peggioramento, come dimostrato dalla rugosità superficiale della pelle e dalle alterazioni del tessuto dermico sottocutaneo.

Vediamo nel dettaglio in cosa si differenziavano i due gruppi e quali sono risultati i fattori che hanno influenzato il risultato:

  • l’entità della perdita di peso (in media, 7,2 kg nel gruppo del miglioramento e 2,7 kg nell’altro),
  • il peso di partenza (in media 107 kg contro 88 kg)
  • la riduzione della circonferenza della coscia (rispettivamente 8,1 cm, contro 3 cm)

Come commenta Isabella Savini, Prof. di Scienze Dietetiche  dell’Università di Roma Tor Vergata in un’intervista al Corriere della Sera “il peggioramento della cellulite in queste donne non è sorprendente, poiché al calo ponderale non era associata alcuna riduzione della percentuale di grasso nelle cosce.   
È importante ricordare che la cellulite è caratterizzata da alterazioni del tessuto sottocutaneo e l’ipertrofia (esagerato aumento di dimensioni) degli adipociti gioca un ruolo chiave. La deposizione di grasso non è però l’unico fattore che concorre a questa alterazione: la stasi venosa e linfatica e le modificazioni del microcircolo, spesso dovute a sedentarietà, sono tra le principali cause.

Questi dati sono molto interessanti ma ricordiamoci che come è emerso nel 2012 al Congresso di Medicina Estetica di Roma, il tessuto adiposo agisce come un organo endocrino, infiamma e acidifica i tessuti innescando le trasformazioni della pelle a buccia di arancia; pertanto prima di iniziare  qualsiasi trattamento “anticellulite” sarebbe opportuno seguire uno schema nutrizionale finalizzato a deacidificare i tessuti, aumentando frutta, verdura e legumi,  rispetto a carni,  zuccheri e dolci. La causa del disturbo sarebbe nel tessuto adiposo: possibile contrastarlo con una dieta a base di frutta, verdura e legumi

Una precisazione: la cellulite è un processo infiammatorio del tessuto connettivo, causato da processi come la glicazione proteica (eccesso di zucchero e radicali liberi nella membrana cellulare), stress ossidativo, accumulo di sostanze tossiche per stasi linfatica tessutale che porta anche una riduzione dell’ossigenazione tessutale; per questo occorre imparare a depurare i tessuti e vascolarizzarli per aumentare l’ossigenazione.

Non dimentichiamoci poi che quanto emerso al congresso non è altro che l’ennesima conferma di quanto l’infiammazione da cibosia fondamentale nella gestione di qualsiasi dieta ecco perché da sempre prima di intraprendere qualsiasi trattamento “anticellulite” valutiamo la presenza di eventuali intolleranze alimentari (allergie alimentari ritardate) oltretutto seguire un programma nutrizionale finalizzato alla desensibilizzazione dalle intolleranze alimentari riduce la percentuale di Body Fat dell’organismo migliorando il rapporto massa magra /massa grassa

E’ bene precisare che vi sono alcuni alimenti come gli zuccheri semplici e i grassi saturi che favoriscono la proliferazione e l’ipertrofia degli adipociti, l’infiammazione e lo stress ossidativo, e conseguentemente l’insorgenza della cellulite 

Attenzione anche all’eccesso di sale che determina ritenzione idrica, a tale proposito è consigliabile mantenere  una adeguata idratazione bevendo almeno 1,5 litri di acqua al giorno. Al contrario, secondo alcuni studi di laboratorio sono consigliabili alcuni costituenti degli alimenti come l’acido ferulico contenuto in alcuni cereali integrali, i fitoestrogeni dei legumi, i capsaicinoidi dei peperoni e del peperoncino . . . . perché hanno un ruolo positivo sul mantenimento del peso, regolando con diversi meccanismi la deposizione di grasso e le funzioni vascolari. E’ scontato precisare che è fondamentale  praticare un’attività fisica

 

Cibi sì

 

Consiglati

Effetti metabolici

Farro, Frumento integrale

Minor deposizione di grasso e infiammazione più difese antiossidanti

Legumi

Minor deposizione di grasso e infiammazione più difese antiossidanti

Cipolle, lattuga, mele, broccoli, asparagi,

Migliorano le funzioni vascolari

Arancia pompelmo, Vitamina C, composti fenolici

Migliorano elasticità della cute e funzioni vascolari, minor deposizione di grasso

 

Cibi da evitare-limitare

Da evitare/ limitare

Burro e strutto

(acidi grassi saturi)

Salumi snack salati

(acidi grassi saturi, sodio)

Cibi fritti

(acidi grassi saturi e trans e acroleina)

Carni rosse

 (acidi grassi saturi)

Bevande zuccherate e dolciumi

(zuccheri, acidi grassi saturi e trans)

 

Una loro eccessiva assunzione induce stress ossidativo e infiammazione favorendo la proliferazione  degli adipociti, la deposizione di grasso, la ritenzione idrica , con possibile alterazione  dei segnali di fame e sazietà

 

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Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.