Coliche renali…aumentano con la bella stagione

Abbiamo deciso di parlare di calcoli renali ora perchè con la fine dell'inverno si registra un aumento fisiologico delle coliche renali e, l'alimentazione invernale sembra avere un ruolo molto importante come concausa.

Coliche renali…aumentano con la bella stagione

 

Fin dall’antichità “il mal della pietra ha tormentato la vita di tanti: sassolini e pietruzze sono stati trovati persino nelle vie urinarie delle mummie. Abbiamo deciso di parlare di calcoli renali ora perché con la fine dell’inverno si registra un aumento fisiologico delle coliche renali e, l’alimentazione invernale sembra avere un ruolo molto importante come concausa.

La calcolosi renale è una patologia caratterizzata dalla formazione di aggregati cristallini, sali di calcio per lo più, che si depositano  nelle vie urinarie e che muovendosi con il flusso urinario provocano la colica. La formazione dei calcoli è dovuta a una eccessiva concentrazione di elementi minerali, ovvero superiore a quella che può essere disciolta nelle urine. Il termine colica viene utilizzato per indicare qualsiasi dolore legato alla contrattura o allo spasmo di un organo cavo, come per esempio l’intestino, l’uretere, il coledoco, la colecisti o cistifellea, spesso il problema è causato dalla presenza di renella o di fango biliare o ancora a ispessimento del succo pancreatico. Tra le cause troviamo familiarità, alimentazione, stagionalità e, ovviamente, patologie metaboliche o malformazioni a carico delle vie urinarie. Per molto tempo il calcio è stato ritenuto il principale responsabile della formazione dei calcoli renali, in realtà i danni peggiori sono da imputare al cloruro di sodio (sale) e alle proteine. Un recente studio dell’università di Parma pubblicato sul New England Journal of Medicine, al contrario evidenzia come una dieta povera di calcio potrebbe aumentare il rischio. Per evitare le coliche è necessario mantenere l’organismo in equilibrio, assumendo la giusta quantità di liquidi e seguire una sana e corretta alimentazione. Quindi la prima regola è bere molto, una corretta idratazione è fondamentale, soprattutto quando la temperatura si alza o si fa attività fisica, e si perdono più facilmente i liquidi. Bere in modo corretto consente di diluire le sostanze presenti nelle urine, responsabili della formazione dei calcoli, riducendo la possibilità che precipitino portando alla formazione dei calcoli. Per capire se si è sufficientemente idratati è sufficiente controllare il colore delle urine, se è giallo limpido sono perfette, più il giallo diventa scuro più dobbiamo bere. Per quanto riguarda l’alimentazione, la dieta mediterranea dovrebbe essere sempre considerata un punto di riferimento. Le coliche renali estive sono la conseguenza di un’alimentazione invernale scorretta, troppo ricca di cloruro di sodio e proteine come: carne, formaggi stagionati……. Anche le bibite zuccherate come la cola ma anche  tè, caffè, cioccolato, frutta secca (se in quantità abbondante), verdura a foglia larga e succhi di frutta andrebbero limitati. Sono tutti alimenti ricchi di acido urico, ossalato e fosfati che precipitano e si aggregano al calcio formando il calcolo, a meno che l’urina non sia abbastanza diluita.
Ecco alcuni consigli relativi ad alcune scelte alimentari a cui riservare una particolare attenzione:
Ridurre l’utilizzo del sale massimo 4-5 grammi al giorno, tra quello già presente nei cibi e quello utilizzato per cucinare e condire.          
Incrementare l’assunzione di liquidi fino a 2 litri al giorno usando acqua con basso contenuto di sodio e calcio
Limitare il consumo di latte, caffè, e succhi di frutta
Tra le verdure scegliere quelle che contengono meno ossalati come carote, sedano, carciofo, cavolo e  cavolfiore.          
Tra la frutta preferire le arance e le mele, il limone in particolare ha potere solvente sui calcoli ne facilita lo scioglimento e agisce da “scudo”.          
Anche la cipolla aiuta: con il suo effetto diuretico favorisce l’eliminazione di acido urico.
Inoltre attenzione particolare per le purine e la renella, le prime sono molecole che il metabolismo trasforma in cristalli di urato che producono, in ambiente acido, calcoli di urato o depositi (la cosiddetta renella), per questo è meglio assumere con cautela alimenti che ne sono ricchi come salumi, insaccati, alici, sardine, scampi, gamberi e cozze, merluzzo e trote, ma anche fegato, pancetta affumicata, tacchino, interiora, estratti di carne e selvaggina.  
Invece pane, riso e pasta, ma anche alcuni formaggi, vegetali verdi, uova ne sono meno ricchi.
Per quanto riguarda la frutta sarebbe meglio evitare frutta molto matura, marmellate, o sciroppi, perché favoriscono la ritenzione di acido urico.  

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