Tintarella sicura e prolungata

Una bella abbronzatura dorata, ma soprattutto duratura, piace a tutti, ma per evitare scottature, ottenere un colorito sano e uniforme è molto importante sapere scegliere i prodotti giusti...

Tintarella sicura e prolungata

Il rapporto con la tintarella è cambiato profondamente negli ultimi anni.

Fino alla fine del diciannovesimo secolo, l’accentuata abbronzatura della pelle era prerogativa di contadini e manovali. Questa caratteristica, ai tempi per nulla apprezzata, sottolineava il ceto sociale umile e disagiato dei lavoratori costretti a passare numerose ore sotto il sole rovente.

Al contrario il pallore del volto era sinonimo di nobiltà e benessere economico.

Tale caratteristica veniva addirittura accentuata attraverso il massiccio utilizzo di prodotti cosmetici.

A partire dalla fine della seconda guerra mondiale la reputazione dell’abbronzatura è lentamente migliorata. Il contemporaneo sviluppo economico e del turismo in genere ha portato in questi ultimi tempi ad un vera e propria passione per l’abbronzatura. La tintarella è divenuta sinonimo di benessere e di vita agiata, ricca di

piaceri, viaggi e avventure.

Al contrario il colorito pallido è divenuto un tratto caratteristico delle classi meno abbienti che, costrette a lavorare al chiuso in un ufficio o in una fabbrica, non hanno le possibilità economiche per godersi lunghe vacanze.

Negli ultimi anni, con l’avvento delle nuove tecnologie, e con una pressione sempre più insistente da parte dei media, la pelle bruna è divenuta sempre più sinonimo di bellezza a livello internazionale.

Cerchiamo  però di scoprire tutti i segreti dell’abbronzatura, per goderci la tanto ambita tintarella in totale sicurezza.

Una bella abbronzatura dorata, ma soprattutto duratura, piace a tutti, ma per evitare scottature, ottenere un colorito sano e uniforme è molto importante sapere scegliere i prodotti giusti.

 

Protezione innanzitutto

 

Molti pensano che chi ha una carnagione chiara debba proteggersi più di chi ha la carnagione scura,

in realtà tutti noi dovremmo scegliere il protettivo più corretto, in funzione sia del fototipo, ma anche in funzione di altri fattori come la zona in cui si pensa di esporsi (montagna, tropici, mediterraneo), e la presenza di superfici riflettenti (neve, sabbia, mare).

Il fattore di protezione indicato sulle confezioni, fornisce l’indicazione di quanto tempo possiamo esporci al sole prima di scottarci, dovremo applicare la crema almeno mezz’ora prima dell’esposizione, in modo da consentire alla pelle di assorbire i principi attivi del prodotto.

La sudorazione, lo sfregamento con i teli da spiaggia, i bagni e le docce riducono la capacità protettiva della crema, così è consigliabile rinnovare l’applicazione più volte durante la giornata, garantendo così alla pelle una maggiore idratazione, che permette di conservare più a lungo l’abbronzatura.

 

Quale prodotto solare scegliere?

 

I protettivi solari possono essere in crema, spray, olio, gel, e acqua solare, di solito la crema e i gel sono più idonei per il viso o parti del corpo non estese (spalle e decolleté), mentre le altre formulazione sono indicate per tutto il corpo; in particolare ricordiamo che gli oli solari, che di solito hanno bassi fattori di protezione, conferiscono una maggior lucentezza alla pelle che facilita la penetrazione delle radiazioni, quindi sono consigliati a chi ha la pelle scura o già abbronzata.

Meglio scegliere prodotti resistenti all’acqua, riescono infatti a mantenere la loro efficacia anche dopo 40 minuti di immersione, ma ricordiamo sempre di rinnovare spesso l’applicazione se si suda molto o si fanno molti bagni o docce.

Chiaramente usare una buona crema non è sufficiente a proteggerci dai danni di una scorretta esposizione, ecco alcuni consigli:

  • Esporsi in modo graduale: nei primi giorni di vacanza al mare è opportuno abituare progressivamente la pelle al sole.
  • L’abbronzatura superficiale dei primi giorni è dovuta alla riserva di melanina già disponibile ed è
  • destinata a sparire rapidamente e solo dopo circa una settimana comincia a formarsi un’abbronzatura duratura.
  • Non si dovrebbe stare al sole quando e quanto si vuole: ricordarsi che i  momenti migliori per abbronzarsi sono il mattino fino alle 11 e il tardo pomeriggio. Evitare le ore più calde della giornata (dalle 12 alle 15).
  • Stare in movimento: in questo modo le radiazioni solari si distribuiscono omogeneamente su tutto il corpo. 
  • Dopo un bel bagno è gradevole asciugarsi al sole; attenzione però, l’effetto-lente delle goccioline di acqua sul corpo può favorire le scottature e la disidratazione.

 

Attenzione anche alla dieta

 

Anche l’alimentazione può essere d’aiuto, l’acqua ha un ruolo fondamentale, per mantenere la pelle idratata e reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, quindi è consigliabile scegliere alimenti ricchi di acqua, sali minerali e vitamine.

Tra le sostanze da assumere, il betacarotene è la più importante, non solo perché ci regala un colorito più scuro e ci protegge dagli effetti negativi delle radiazioni solari, ma stimola la formazione di melanina, è un importante antiossidante, in grado di rafforzare il nostro sistema immunitario e proteggere quello cardiovascolare.

Tra gli alimenti che ne sono più ricchi primeggia sicuramente la carota (1200 microgrammi di vitamina A ogni cento grammi di prodotto), in realtà tutti gli alimenti gialli, arancioni e verdi, come pesche, albicocche, angurie, broccoli, rucola e meloni, ne contengono buone quantità

Ricordiamo inoltre che le le vitamine A, C, E, il selenio e il coenzima Q-10, importanti antiossidanti, proteggono la pelle dall’invecchiamneto cutaneo e dai danni dei raggi UV, e le troviamo in tutti gli alimenti di origine vegetale.

Gli integratori di betacarotene possono favorire il colore dorato della pelle, ma non hanno alcun potere protettivo

 

Consigli alimentari pro-abbronzatura

  • Cercate di bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
  • Consumate molta frutta e verdura e se necessario, reintegrate i sali minerali persi con integratori idrosalini;
  • La verdura va consumata preferibilmente cruda o cotta al vapore
  • Al bar scegliete spremute e succhi di frutta limitando il consumo di alcolici e di bibite gassate o eccessivamente zuccherate
  • Tra i condimenti preferite l’olio extravergine di oliva perché aumenta l’assorbimento del betacarotene.
  • I pasti non devono essere troppo ricchi ed elaborati è meglio fare pasti piccoli (almeno 4) che non una o due abbuffate al giorno

          

Autoabbronzanti, fanno bene fanno male? 

Gli autoabbronzanti risultano essere un buon alleato per gli appassionati della tintarella: consentono infatti di  ottenere una buona pigmentazione cutanea, seppur destinata a scomparire nell’arco di 2 o 3 giorni, in poche ore e in assenza di sole. Ottimi dunque per i primi giorni, quando ancora la pelle non è abbronzata, in quanto consentono di esibire una bel colore dorato, ma anche una volta rientrati in città, per conservarlo più a lungo. Applicate l’autoabbronzante massaggiando dolcemente la pelle, dopo aver eseguito uno scrub.  Attenzione: gli autoabbronzanti non conferiscono alcuna protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette.

 

E infine il doposole: dopo l’esposizione la pelle deve essere idratata perché si mantenga elastica. Una crema idratante o un prodotto doposole (che contiene sostanze rinfrescanti e lenitive) assolvono questo compito, eventuali arrossamenti possono essere opportunamente trattati applicando creme lenitive a base di ossido di zinco e magnesio silicato, che svolgono un’azione antinfiammatoria.

Fate attenzione all’ambiente: il condizionatore d’aria, ad esempio, tende a seccare l’aria, e quindi a disidratare la pelle. Stessa cosa per i lunghi spostamenti in aereo: tenete a portata di mano una crema idratante per il viso, e il doposole per le gambe.

Si deve tenere tuttavia presente che la pelle si rinnova continuamente eliminando gli strati superficiali, per cui l’abbronzatura è destinata prima o poi a scomparire.

In circa ventotto giorni, infatti, si completa il naturale ricambio delle cellule della cute, dovuto alla desquamazione; ma già dopo poco  più di una settimana, quando non ci si espone più al sole, lo strato più superficiale della pelle si squama e la pelle può presentare delle chiazze e tende a diventare più secca del solito.

Gli esperti avvertono che per far durare più a lungo l’abbronzatura un rimedio c’è, ed è quello di pensarci già durante le vacanze. La velocità con cui si perde il colorito sano che abbiamo conquistato, infatti, dipende molto dagli stress e dalle irritazioni cui la cute è stata sottoposta durante il periodo di esposizione al sole. Vale quindi la pena, anche per questo motivo, seguire le regole per una corretta fotoesposizione: in questo modo, anche al rientro dalle vacanze potremo sfoggiare più a lungo un colorito sano.

Un altro rischio per la nostra abbronzatura è dato dalla disidratazione.

E’ fondamentale quindi mantenere le buone abitudini apprese durante l’estate anche al rientro. Preferite la doccia al bagno, poiché il lungo contatto con l’acqua tende a desquamare la pelle. Per lo stesso motivo, scegliete detergenti non aggressivi e non schiumogeni, come un olio cosmetico, che protegga e ammorbidisca la pelle durante la pulizia.

Dopo la doccia, evitate di sfregare con troppa energia la pelle, e applicate una dose abbondante di idratante, meglio ancora l’abituale doposole, ad azione emolliente.

Se il viso o il corpo iniziano a “chiazzarsi”, non abbiate paura ed eseguite uno scrub dolce mentre siete sotto la doccia: in questo modo, eliminerete le cellule morte e la pelle tornerà luminosa.

Se avete in programma un ultimo week-end al sole, inoltre, la pelle sarà ancora più ricettiva agli ultimi raggi di sole

 

Un trattamento particolare va riservato ai bambini

 

I cambiamenti climatici hanno reso i raggi ultravioletti più pericolosi, fin dal mese di giugno soprattutto per i bambini. Negli ultimi anni si era diffusa la convinzione che l’esposizione al sole rafforzasse la salute, così via magliette, cappellini e tutto quello che  proteggeva dai raggi solari, purtroppo non è così e i bambini hanno bisogno di protezioni particolari.

Ecco gli errori più comuni:

  1. Molte mamme pensano che il sole di maggio o giugno sia migliore, ma non sanno che in questi mesi i raggi UV sono al massimo, e che gli effetti negativi vengono nascosti dalla brezza fresca che caratterizza questi mesi.
  2. Anche per quanto riguarda l’utilizzo dei filtri solari è necessario stare molto attenti, soprattutto per la presenza di sostanze chimiche che potrebbero essere dannose per bambini molto piccoli, quindi fino a 4 anni la protezione deve essere fatta facendo indossare magliette, cappellini, occhiali da sole e tenendo il bambino all’ombra, dopo i 4 anni mantenere questi accorgimenti ma è possibile un’esposizione controllata utilizzando una crema fattore protettivo 20 sulle zone rimaste scoperte.
  3. Una volta tolti gli indumenti, spalmare grosse quantità di creme fattore di protezione totale non serve a molto, perché in questo caso i danni sono di due tipi, quelli dell’assorbimento della crema solare e quelli del sole, infatti una crema a protezione 20 protegge per il 92% mentre una crema a protezione estrema o totale protegge al massimo per il 96 %, ma è 5/6 volte più carica di filtri chimici, quindi è meglio controllare l’esposizione, evitando le ore più calde 11.00-14.00, e utilizzare una crema massimo fattore 20.
mm
Informazioni su Studio Medico Perrone & Associati (546 Articoli)
Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.