Calorie vuote cosa sono

Spesso sentiamo parlare di calorie vuote, cerchiamo di capire cosa sono...le calorie indicano l'energia che il nostro organismo ha a disposizione dopo l'assunzione di una determinata sostanza...

Calorie vuote cosa sono
 
Lo zucchero è uno di quegli alimenti spesso messi sotto accusa da medici e nutrizionisti, poiché un suo consumo eccessivo può creare diversi problemi di salute.
Effettivamente i nostri progenitori cacciatori avevano un’alimentazione abbastanza povera per quanto riguarda gli zuccheri, saccarosio, glucosio e fruttosio, che invece noi abbiamo largamente disponibili; e quindi sembra legittimo chiedersi se l’abuso di queste sostanze possa davvero avere conseguenze negative sulla nostra salute, e possa essere correlato a gravi patologie come l’obesità.
Numerose sono le ricerche in atto e anche se non sono ancora emerse delle evidenze definitive sulla nocività degli zuccheri “liberi”, ad esclusione dei carboidrati complessi come l’amido di pasta e riso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne consiglia comunque un’assunzione moderata.
Spesso sentiamo parlare di calorie vuote, cerchiamo di capire cosa sono; le calorie indicano l’energia che il nostro organismo ha a disposizione dopo l’assunzione di una determinata sostanza, 1g di zucchero fornisce circa 4 Kcal, mentre 1g di grassi ne fornisce circa 9 Kcal, le calorie vuote sono legate all’assunzione di zucchero (saccarosio, glucosio, fruttosio) che essendo una sostanza pura, non è associato a vitamine, minerali o altri micronutrienti essenziali per l’organismo.
In questi ultimi anni il consumo pro-capite di zucchero è notevolmente aumentato, si consumano in effetti più dolci e bevande gassate dolcificate, lo zucchero viene aggiunto ai cereali per la colazione, ai succhi di frutta e ad altri alimenti, quindi sembra legittimo chiedersi se diete ricche di zuccheri siano associate anche ad un minor introito di micronutrienti essenziali.
Per questo tipo di valutazioni è necessario seguire un gruppo di persone che compilano un diario alimentare, ma sappiamo che quando si tratta di cibo le persone tendono a mentire e affermano di mangiare molto meno di quanto effettivamente consumano, così spesso gli studi risultano discordanti, ma ciò che è emerso è che tendenzialmente diete povere di zuccheri sono più ricche di grassi, così sembra necessario per prevenire le malattie cardiovascolari e l’obesità porre l’accento sull’attività fisica oltre che su un corretto regime alimentare.
Due rassegne sistematiche (Associations between dietary added sugar intake and micronutrient intake: a systematic review British Journal of Nutrition (2007), 97 : 832-841 e Dietary sugars intake and micronutrient adequacy: a systematic review of the evidence Nutrition Research Reviews (2007), 20 : 121-131 ) relative a vari lavori scientifici che analizzavano le correlazioni tra assunzione di zuccheri e carenze di micronutrienti hanno concluso che dai dati disponibili, non vi è una indicazione chiara e consistente di un effetto di diluizione o concentrazione di micronutrienti associati all’assunzione di zuccheri aggiunti.
Questo non comporta l’assoluzione degli zuccheri, ma afferma che la caccia alle streghe fatta nei confronti delle calorie vuote forse è eccessiva.
Il vero problema è che mangiamo troppo rispetto all’attività fisica che svolgiamo, e ci illudiamo che dare la merendina di Kamut con zucchero di canna biologico ai nostri bambini sia meno dannoso delle classiche merendine industriali, ma se le calorie della prima merendina non vengono consumate i nostri bambini diventeranno ugualmente obesi.
Un interessante studio condotto dall’Istituto superiore di Sanità, dimostra per la prima volta i benefici di una dieta ipocalorica sui processi di invecchiamento del cuore.
Che le diete ipocaloriche allungassero la vita nelle cavie da laboratorio lo si sapeva, ma fino ad ora non si era ancora valutato ‘effetto di un’alimentazione a basso contenuto calorico, ma con il giusto apporto dei nutrienti essenziali, nel rallentare l’invecchiamento dell’organismo umano e del cuore in particolare.
Lo studio “ The scientific basis of caloric restiction leading long life”pubblicato su Pubmed condotto da Luigi Fontana presso il Dipartimento di Sanità Alimentare ed Animale dell’Istituto Superiore di Sanità e presso il Centro di Nutrizione Umana della Washington University School of Medicine (St. Louis, Missouri, USA), ha dato fondamento alla teoria che mangiare meno “calorie vuote “ mantiene giovane il cuore.
La ricerca ha coinvolto 25 volontari sani che si sono sottoposti e si sottopongono tuttora ad una dieta di circa 1700 Kcal ricca di proteine (1.8 g/Kg/die) e di tutte le vitamine, sali minerali e micronutrienti essenziali, e un gruppo di controllo costituito da 25 individui che seguivano la classica dieta occidentale ricca di cibi raffinati circa 2.500 calorie al giorno, di cui il 17% fornito dalle proteine, il 52% dai carboidrati e il 31% dai grassi.
La quantità di sale giornaliera era di circa 2.6 mg per il primo gruppo e 3.4mg per il secondo.
Tutti i soggetti coinvolti erano sani non fumavano, non assumevano anti-ipertensivi o farmaci per abbassare la quantità di lipidi nel sangue e non avevano malattie croniche.
Lo studio ha confermato per la prima volta come la restrizione calorica accompagnata da una corretta assunzione dei nutrienti essenziali (vitamine, sali minerali ..) è in grado di rallentare il fisiologico invecchiamento del tessuto cardiaco anche nell’uomo.
Il cuore di chi segue un regime alimentare equilibrato di restrizione calorica è più giovane, elastico, ed efficiente di chi segue una dieta ad elevato apporto calorico, il rilascio da parte del ventricolo sinistro di un marcatore di invecchiamento primario, nei soggetti che seguono il suddetto regime alimentare, è paragonabile a quello di un soggetto di 10-15 anni più giovane.
I risultati sono molto interessanti perché fanno presupporre che se un regime alimentare a ridotto contenuto calorico ma equilibrato mantiene giovane il cuore è verosimile pensare che siano più giovani anche gli altri organi, anche se questa ipotesi va ancora confermata.
La restrizione calorica ha un effetto benefico sulla riduzione dei livelli di infiammazione e di fibrosi, fattori che portano all’irrigidimento del tessuto miocardico che diventa sempre meno efficiente.
Mangiare meno fa vivere più a lungo, ma è necessario mangiare bene assumendo tutti i nutrienti essenziali e svolgere attività fisica per mantenersi in salute, se mangio hamburger tutti i giorni non è sufficiente mangiarne metà, è meglio sostituire i cibi industriali raffinati con frutta, verdura, cereali integrali, pesce e legumi, tornando così all’originale dieta mediterranea.
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