Tradizioni natalizie … curiosità

Gli antichi festeggiavano il 25 dicembre con feste e cerimonie, perchè lo identificavo con il solstizio d'inverno che cade il 21dicembre....

Tradizioni natalizie … curiosità  –  Gli antichi festeggiavano il 25 Dicembre con feste e cerimonie, perché lo identificavo con il solstizio d’inverno che cade il 21dicembre, giorno in cui le giornate iniziano ad allungarsi, l’inverno raggiunge il suo culmine e a poco a poco inizia a lasciare il posto alla primavera.
In Siria e in Egitto era celebrato come il giorno della nascita del Sole,  perché i giorni iniziavano ad allungarsi e la potenza del sole aumentava.
Nell’antica Roma i Saturnalia, che avevano inizio il giorno 19 dicembre e si prolungavano fino al  25, erano feste di gioia, di speranza per il futuro e in tale occasione si rinnovavano i contratti agrari. 
Il Natale come giorno della nascita di Gesù nasce nel IV secolo dopo Cristo, i vangeli non facevano alcun riferimento circa la data di nascita di Gesù.
Nel corso degli anni furono commemorate le date più disparate: il 6 gennaio, il 25 marzo, il 10 aprile, il 29 maggio.
La Chiesa d’Oriente si decise per il 6 gennaio che era, presso i Greci, il giorno dell’Epifania (apparizione) di Dionysos. Per la Chiesa D’Occidente la data del 25 dicembre apparve ufficialmente nel corso del quarto secolo dopo Cristo, al fine di fare coincidere la nascita di Gesù con le festività del solstizio d’inverno e della nascita del Sole, celebrate da tempo immemorabile dai popoli europei. In entrambi i casi ciò che il Cristianesimo fece fu di incorporare nelle proprie tradizioni popolari preesistenti.

Dolci della tradizione

Il pandoro è un dolce tipico della tradizione dolciaria di Verona, il suo antenato è il Nadalin, un dolce a forma di stella che le famiglie veronesi preparavano a Natale.
Il pandoro è stato, fin dall’Ottocento, la più tipica produzione dolciaria di Verona.
Oggi il Pandoro è consumato in tutta Italia ed è diventato, insieme al Panettone, uno dei dolci tipici delle festività natalizie.
La consistenza è soffice e leggera, come la pasta brioche, da cui probabilmente deriva.
Proprio per questo la tecnica di lavorazione del pandoro è lunga: consta di tre fasi di impasto alternate a pause di lievitazione.

Il panettone nasce quasi per caso, da un errore di un grande chef della corte del Duca Ludovico il Moro, salvato dall’idea di uno sguattero di nome Toni, che per sostituire il dolce bruciato dalla chef propose un dolce che aveva preparato per sé, usando degli ingredienti che aveva trovato a disposizione tra gli avanzi della precedente preparazione. 
Presentò uno strano pane dolce, profumato di frutta candita e burro, con una cupola bruna, che fu accolto da fragorosi applausi e, in un istante, andò a ruba. Tutti vollero sapere il nome dell’autore e del dolce, così Toni si fece avanti dicendo di non avergli ancora dato nessun nome. Il Duca allora lo battezzò con il nome del suo creatore e da quel momento tutti mangiano e festeggiano con il “pan del Toni”, ossia il Panettone.

Il torrone sarebbe stato creato nel 1441, a Cremona, in occasione del banchetto di nozze di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, consisteva in un composto di mandorle, miele e bianco d’uovo, molto compatto, modellato in modo da riprodurre la forma del campanile del duomo, il noto Torrazzo.
Questo dolce probabilmente ha origini molto più antiche visto la semplicità dei suoi ingredienti diffusissimi in tutto il Mediterraneo già da molto tempo e che permettevano di preparare prodotti facilmente conservabili anche al caldo. I Romani e gli Arabi preparavano dolciumi chiamati rispettivamente Cupedia e Turun dai quali, attraverso una lenta evoluzione, sembra sia derivato il nostro torrone. In Italia non c’è regione che non abbia il suo torrone: in provincia di Verona, la supremazia appartiene a quello denominato “di Colonia veneta”. Molto più morbido è quello di Benevento, arricchito anche da frutta secca, prodotto ancora oggi secondo una ricetta antica di un secolo, quando ancora era chiamato Copeta. Il torrone Aquilano è al cioccolato e morbidissimo. Nella Sicilia orientale si prepara con i semi di sesamo e prende il nome di Giuggiulena (dall’arabo “giulgiulan”, forma dialettale della parola sesamo). Nella Sicilia occidentale è detto invece Cubbaita, dall’arabo Qubbiat.

Ricordiamo oltre alle leggende e alle storie di questi tre dolci le calorie, 100g di panettone apportano dalle 350 alle 400 Kcal a secondo degli ingredienti e se si tratta di prodotto industriale o artigianale, 100g di pandoro 450 Kcal e 100g di torrone circa 470 Kcal.

Auguri !!!!!

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