Dieta: come mantenere i successi

Solo una piccola percentuale delle persone che modificano il proprio peso è in grado di mantenere un calo ponderale del 10% per almeno un anno, di seguito qualche consiglio post dieta

Dieta: come mantenere i successi

I successi di una dieta dimagrante si mantengono solo cambiando in modo duraturo le proprie abitudini alimentari.  
Solo una piccola percentuale delle persone che perdoono peso è in grado di mantenere un calo ponderale del 10% per almeno un anno di tempo.
Quando si intraprende un percorso finalizzato al calo ponderale, il primo passo è riconsocere l’importanza dell’acquisizione e del mantenimento di sane abitudini alimentari e di uno stile di vita corretti, impegnandosi per non ritornare alle vecchie abitudini appena raggiunto il peso desiderato.

Ecco i principi alla base di un programma nutrizinale giornaliero corretto:

  • Alimentazione finalizzata al controllo dell’infiammazione da cibo e al recupero della tolleranza alimentare. Questo comporta notevoli benefici per numerose patologie, invia all’organismo  segnali positivi di riattivazione del metabolismo  ricreando la giusta sensibilità all’insulina.
  • Colazione ricca e varia, ovvero  un pasto equilibrato  composto da carboidrati e proteine che forniscono dopo il digiuno notturno la disponibilità energetica necessaria per affrontare la giornata.
  • Pranzo e cena: preferire pasti di proteine o carboidrati da associare sempre a verdura, o una giusta combinazione di carboidrati, proteine e verdure.
  • Concedersi   una giornata di “libertà” alla settimana perché è stato dimostrato che è più semplice seguire una dieta che rispetti la regola del 90/10: ovvero mangiare sano il 90% del tempo, strappi concessi per il restante 10%, rispetto a una dieta che non prevede strappi alla regola.
  • Fare attività fisica in modo regolare permette di mantenere attivo e stimolare il nostro organismo.

Per l’approfondimento rimandiamo all’articolo A dieta senza bilancia

Vediamo ora cosa NON FARE una volta terminata la dieta:
Quando desideriamo perdere peso di solito eliminiamo totalmente dalla nostra alimentazione alcuni cibi, un esempio tipico sono i dolci, il rischio è che una volta terminata la dieta ci lasciamo andare a una vera e propria  “abbuffata”, dannosa non solo per il nostro peso, ma anche per l’equilibrio del nostro organismo.
Il comportamento corretto è quello di reintrodurre gradualmente e in piccole porzioni gli alimenti che abbiamo limitato, assaporandoli a fondo ed evitando di farsi prendere da sensi di colpa come osserva la Dott .Vaillat nutrizionista ed esperta in disturbi del comportamento alimentare (DCA)

Un buon rapporto con il cibo è il presupposto fondamentale per non riprendere il peso perso.
Discorso complesso, che va ben oltre l’alimentazione, anche in questo caso si può andare per gradi, cominciare da piccole sfide che appaiono alla nostra portata. «L’obiettivo di chi sta a dieta è recuperare il proprio peso ideale o meglio ancora ragionevole, nonché eliminare il grasso in eccesso.
Per raggiungere questi obiettivi è necessario mangiare sano, accettare di sottoporsi a una rieducazione alimentare che, se ben acquisita, consente di non riprendere più  i chili persi». Secondo la nutrizionista esperta in DCA l’accoppiata restrizione/costrizione è molto negativa per l’organismo e danneggia il comportamento alimentare: è bene quindi evitare fasi troppo punitive, pacificare il proprio rapporto con il cibo e uscire dalla spirale ossessiva delle “diete dimagranti”.

Attenzione ai prodotti light!  Controllare sempre le etichette cercando di capire se quel prodotto ha meno zuccheri o meno grassi …… e che cosa è stato aggiunto per renderlo altrettanto palatabile.  Il rischio dei prodotti «light» è che ci si sente autorizzati a mangiarne di più,  meglio scegliere la versione originale, sapendo che è sempre bene moderare la quantità.

Esiste un peso forma quindi non è corretto voler perdere troppo peso, perchè non si può dimagrire a proprio piacimento.
I chili ideali per una persona vengono calcolati con una formula matematica che tiene conto dell’età e del sesso.
A tale proposito rimandiamo alla pagina Introduzione a sovrappeso e obesità
Il peso da raggiungere deve essere stabilito dal nutrizionista in accordo con il paziente, tenendo conto delle caratteristiche e del peso da cui parte il paziente,  infatti in alcuni casi non è necessario raggiungere il peso ideale, ma è sufficiente il peso ragionevole, che corrisponde alla perdita del 10% del peso iniziale, che già consente una riduzione dei  rischi cardiovascolari.
L’importante  è raggiungere il peso prestabilito e mantenerlo stabilmente.
Le due esperte Foucaut e Vaillat ricordano che esiste anche un peso forma individuale, ovvero quello in cui una persona si sente “a posto”, fisicamente e mentalmente. Voler “strafare” (perdendo troppi chili con l’idea di essere più belli e amarsi di più) può destabilizzare l’organismo ed essere rischioso per la salute.
Per migliorare il rapporto con il cibo sarebbe utile praticare uno sport. Il movimento fisico rappresenta un dispendio energetico globale che migliora l’immagine di sé, aiuta a eliminare lo stress e le tensioni e allontana il rischio di abbuffate compulsive.
Inoltre l’attività fisica è fondamentale per perdere peso: difficilmente la dieta da sola raggiunge l’obiettivo, per questo è importante valutare con un esperto il tipo di movimento più adatto alle proprie caratteristiche ed eisgenze.
Infine cerchiamo di variare la nostra alimentazione, perchè un regime alimentare monotono e basato solo su pochi alimneti potrebbe risultare anche dannoso.
Il nostro consiglio è di mangiare un po’ di tutto,  in modo ragionevole e consapevole,  godendosi e assaporando a fondo ciò che si ha nel piatto.