La dieta giusta è individuale

Ogni organismo ha caratteristiche uniche e bisogni particolari, per questo non possono esistere diete universali perché non sarebbero in grado di soddisfare i bisogni specifici di ognuno di noi.

La dieta giusta è individuale

Ognuno di noi è diverso dall’altro, alle differenze estetiche si sommano quelle fisiche, questo vale anche per l’alimentazione ed è per questo motivo che la dieta giusta  deve essere studiata per ognuno di noi
Ogni organismo ha caratteristiche uniche e bisogni particolari, quindi non possono esistere diete universali perché non sarebbero in grado di soddisfare i bisogni specifici di ognuno di noi.
In molti articoli abbiamo sottolineato come una cattiva alimentazione danneggi il nostro sistema immunitario e affatichi il nostro organismo, sostenendo uno stato infiammatorio causa di diverse patologie.
Ci sono state ricerche che hanno identificato il ruolo del BAFF (e successivamente del PAF) come mediatori delle reazioni da cibo, e altre che hanno meglio definito il ruolo segnaletico delle Immunoglobuline G, cioè degli anticorpi di classe G nei confronti dei cibi.
Attenzione: prima di intraprendere qualunque programma nutrizionale sarebbe utile valutare i fenomeni infiammatori legati al cibo.
La presenza di una o più intolleranze alimentari può favorire un processo infiammatorio, causa di aumento di peso e di squilibri sulla regolazione insulinica, che può essere contrastato con un adeguato periodo di rotazione dei cibi responsabili dell’infiammazione, che possono essere individuati mediante Test DRIA o F.I.T.
Spesso la reattività verso un cibo è dovuta ad un abuso del cibo stesso, ovvero viene assunto in modo ripetitivo, anche in piccole quantità, senza mai lasciare spazio per il riposo immunologico all’organismo che svilupperà dopo un certo periodo degli anticorpi IgG, segnalando un possibile sovraccarico temporaneo nella assunzione di quell’alimento.
L’impostazione della dieta successiva ai test che effettuano questo tipo di analisi, consente la reintroduzione fin dall’inizio dei cibi “responsabili”, purché si lasci il giusto tempo tra una reintroduzione e l’altra, (dovrà essere effettuata una rotazione) consentendo all’organismo un respiro immunologico adeguato.
Questo percorso permette inoltre di migliorare lo stato di salute e benessere generale dell’organismo, molte patologie (colon irritabile, cefalea, dermatite, candida e cistite…..) sono dovute all’infiammazione da cibo. Intraprendere un percorso in cui l’individuo si alimenta secondo una personale realtà immunologica può aiutare a controllare molte delle reazioni infiammatorie, e conseguentemente a riconquistare e mantenere il proprio benessere.
Per una corretta dieta ricordiamo inoltre di:

  • Mantenere sotto controllo l’assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico (zucchero, pane, pasta bianca), dando la preferenza a frutta e verdura e controllando inoltre che il carico complessivo di carboidrati in ogni singolo pasto non sia eccessivo.
  • Assumere la giusta quantità di proteine, 0,9 g o 1,0 g di proteine per chilo di peso corporeo, questa è la quantità minima da garantire per non incorrere in carenze, ciò significa che una persona sana del peso di 70 chili ha la necessità di mangiare circa 70 g di proteine durante una intera giornata. Importante anche il pasto in cui assumerle, la prima colazione del mattino è uno dei punti fondamentali di stimolo del metabolismo e la quota di proteine da utilizzare fin dal mattino deve essere molto più elevata di quella abitualmente utilizzata. Impariamo quindi a dividere equamente l’apporto giornaliero di proteine nei tre pasti (1/3 a colazione 1/3 a pranzo e 1/3 a cena) perché alterando questi rapporti si genera resistenza insulinica che porta ad ingrassamento, diabete, obesità e ad altre malattie metaboliche e cardiovascolari.
  • Assumere frutta e verdure fresche, crude e senza condimento anche all’inizio del pasto, tuttavia sono consentite anche al di fuori dei pasti. Preferire quelle provenienti da coltivazioni biologiche che, pur non garantendo una sicurezza assoluta, offrono sicuramente una riduzione nell’assunzione di sostanze inquinanti.
  • Assumere giornalmente una adeguata quantità di fibra alimentare indigeribile, perché garantisce un funzionamento ottimale dell’apparato gastrointestinale. Si raccomanda inoltre l’assunzione di farine il più possibile integrali e di frutti e verdure il più possibile interi (con bucce, semi, ecc.). L’apporto di acqua, sia naturale sia proveniente da frutta e verdura, non va mai trascurato, perché le scorie possano essere eliminate con facilità.
  • Dedicare tempo al pasto assaporare e masticare a lungo ogni cibo prima di deglutirlo. La maggiore attenzione verso il cibo e i tempi più lunghi determinerà segnali di sazietà più tempestivi e una maggiore facilità nella digestione. Anche le fermentazioni indesiderate si ridurranno, così come il rischio di sgradevoli fenomeni degenerativi del tratto intestinale.
  • Evitare i cibi esageratamente impoveriti dalla raffinazione, dalla cottura, dalla lavorazione industriale ricchi di grassi idrogenati, conservanti, coloranti, antibiotici, aromatizzanti, e di additivi in genere, … sostituendoli il più possibile, con cibi sani. Attenzione al “cibo spazzatura”!
  • Inserire tra le proprie abitudini l’attività fisica di tipo aerobico costante e regolare, chi è del tutto sedentario non può raggiungere l’equilibrio psicofisico.

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