Attenzione a cosa mangi controllerai il peso e l’allergia

Numerose sono le ricerche che evidenziano lo stretto legame tra obesità, infiammazione, aumento dei fattori di rischio per l'ipertensione, la malattia coronarica e il diabete di tipo 2.

Attenzione a cosa mangi controllerai il peso e l’allergia

Numerose sono le ricerche che evidenziano lo stretto legame tra obesità, infiammazione, aumento dei fattori di rischio per l’ipertensione, la malattia coronarica e il diabete di tipo 2.
La perdita di peso implica un miglioramento dei fattori di rischio, ed è strettamente associato ad una diminuzione dello stato infiammatorio cronico riscontrato nei soggetti obesi.
Un articolo pubblicato sull’ International Journal of Obesity (Zeyda M et al, Int. Obes(Lond) 2007 Jun 26) spiega come l’obesità sia associata ad uno stato di infiammazione cronica accompagnata da presenza di un elevato numero di macrofagi nel tessuto adiposo, (macrofagi = fagociti che inglobano antigeni,cellule infette, danneggiate o vecchie essi intervengono quando è in corso un’infiammazione, nella risposta immunitaria, sia cellulo-mediata sia anticorpale) questi stimolati dalla dieta e da questo stato infiammatorio favoriscono una produzione pro-infiammatoria e inducono insulino-resistenza, riconosciuta come una delle principali cause dell’aumento di peso.

Questo studio conferma ancora una volta quanto sia indispensabile non proporre diete standardizzate, senza valutare gli equilibri personali, non esistono infatti “diete ideologiche”, norme alimentari che vadano bene per tutti; alla base di ciascuna dieta vi sono sempre considerazioni spesso innovative e sicuramente utili, ma anche la migliore dieta dal punto di vista teorico, si scontra talora con l’ipersensibilità alimentare di un singolo soggetto e può rendere quindi inutili gli sforzi che vengono compiuti.
Il confronto con il cibo, che ha in sè una realtà immunologica fino ad oggi molto spesso sottovalutata, proietta nel futuro possibilità terapeutiche di estremo interesse diventa quindi molto chiaro perché è fondamentale valutare lo stato infiammatorio generale e quindi perché da anni prima di proporre un programma nutrizionale finalizzato al calo ponderale e non solo valutiamo sempre eventuali ipersensibilità alimentari che sostengono questo stato infiammatorio.
Questo spiega come persone in cui vengono riscontrate intolleranze alimentari possono sviluppare più facilmente una resistenza all’insulina, proprio perché la persistenza delle intolleranze comporta un aumento dello stato infiammatorio dell’organismo, controllare le proprie intolleranze può quindi aiutare a recuperare il proprio “peso ragionevole”, favorendo la perdita di peso ma si badi bene non come massa magra (che comporterebbe una diminuzione del metabolismo) ma come percentuale di massa grassa.

Gli studi continuano e la relazione tra stato infiammatorio, peso, resistenza insulinica e metabolismo trova nuove conferme se non approfondimenti.
Un recente studio condotto in Corea (Jung SH et al, J Nutr Biochem 2007 Jul 3; [Epub ahead of print]), ha messo in relazione la perdita di peso in persone obese con un aumento di Interleuchina 10, una semplice molecola prodotta da cellule regolatorie, in grado di tenere sotto controllo l’attività infiammatoria, aumentando la capacità dell’organismo di contrastare processi allergici, ossidativi e di invecchiamento.

Lo studio ha preso in esame un gruppo di 10 soggetti obesi sottoposti a regime ipocalorico accompagnato dalla somministrazione di un farmaco coadiuvante la perdita di peso (sibutramina) e da un programma di esercizio fisico per 12 settimane.
Dopo le 12 settimane tutti i parametri antropometrici (peso, Body Mass Index, circonferenza vita, circonferenza fianchi e % Body Fat) erano significativamente diminuiti, così come i valori di colesterolo totale e trigliceridi, anche il fattore TNF-Alfa, una citochina pro-infiammatoria che viene sintetizzata da diversi tipi di cellule in risposta a stimoli infettivi o infiammatori, era diminuito, e si era verificato invece un aumento della produzione di Interleuchina10.
Tutto questo dimostra come la perdita di peso aiuta a controllare meglio non solo i processi infiammatori ma anche le reazioni allergiche ad essi correlati, non che i processi di invecchiamento cellulare.
Una scorretta alimentazione porta inevitabilmente ad un aumento dello stato infiammatorio con conseguente aumento di peso e peggioramento dello stato metabolico.

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