I capperi contro le allergie

ll periodo è quello giusto, con il cambio di clima, come ogni anno si ripresentano le allergie stagionali. . . . Una corretta alimentazione può aiutare a migliorare la sintomatologia allergica, e i capperi in particolare hanno spiccate proprietà antiallergiche ....

ll periodo è quello giusto, con il cambio di clima, come ogni anno si ripresentano le allergie stagionali. Starnuti, naso che cola, prurito, lacrimazione, tosse secca e disturbi del sonno, sono solo alcuni dei sintomi che si presentano con maggiore incidenza, abbiamo già scritto come una corretta alimentazione possa essere di aiuto nel migliorare la sintomatologia allergica, ma non abbiamo ancora elencato le meravigliose proprietà dei boccioli di Capparis Spinosa; che al loro interno contengono numerose sostanze attive, in grado di svolgere molteplici azioni benefiche sul nostro organismo. 
I capperi infatti sono buoni in cucina, ma non solo! 
Si è scoperto che la pianta del cappero, che produce i ben noti boccioli ricchi di principi attivi, è utile come risposta naturale nel combattere diverse forme di allergia. La scoperta è tutta italiana sono stati i ricercatori dell’Università di Catania ad aver evidenziato che gli estratti della Capparis Spinosa sono efficaci contro i sintomi di alcune forme allergiche, in particolare quelle attivate dai più diversi e noti tipi di allergeni.   Ad aver incuriosito il Prof. Francesco Bonina, farmacologo dell’Università di Catania coordinatore dello studio, è stata la particolare predisposizione di questa pianta a crescere anche in condizioni climatiche estreme, quali temperature elevate, vento forte, aridità totale. La Capparis Spinosa infatti, appartiene alla famiglia delle Capparidaceae ed è originaria delle regioni africane – questo è uno dei motivi per cui per esempio sopporta le temperature elevate. E’ stata diffusa dagli arabi in Asia e in Europa intorno al XVI secolo, in modo particolare nell’isola di Pantelleria, patria del noto e omonimo cappero di Pantelleria, sicuramente il più pregiato e conosciuto in tutto il mondo. Nel 1996 i capperi provenienti da questi territori hanno ottenuto la certificazione IGP (indicazione geografica protetta). La collocazione geografica ed il terreno di origine vulcanica conferiscono ai capperi di Pantelleria un aroma caratteristico che li distingue da quelli prodotti in altre zone del mondo. La raccolta di questi piccoli boccioli dal colore verde intenso avviene tra la fine di maggio ed i primi di settembre (secondo le zone) poco prima della loro fioritura. In campo erboristico viene utilizzata anche la scorza del cappero che contiene un glucoside amaro (capparirutina) con proprietà diuretiche ed antiartritiche. Partendo da queste constatazioni, il Prof Bonina e la sua equipe hanno deciso di condurre e coordinare una serie di studi sul principio attivo contenuto nei boccioli floreali. I primi risultati e le evidenze scientifiche hanno consentito di individuare un notevole effetto protettivo da parte del cappero nei confronti dei più comuni allergeni.   
I ricercatori hanno  quindi dimostrato che alcune sostanze contenute nel cappero possono influenzare positivamente la salute; possono sostenere le difese dell’organismo soprattutto nei soggetti allergici. In particolare sono in grado di rinforzare la stabilità delle cellule (basofile o mastociti) che sono predisposte all’allergia. Quando gli allergeni vengono in contatto con queste cellule, anziché diventare molto reattive e incominciare a lanciare i mediatori dell’infiammazione che poi producono gli effetti che tutti conosciamo, lacrimazione, starnuti o altro, vengono invece stabilizzate e quindi sono meno sensibili a queste sostanze esterne che possono essere polvere, polline o altro.  I capperi sembrano essere responsabili dell’attività antistaminica (l’istamina è uno dei mediatori chimici responsabile “anche” dei sintomi allergici, ed è un bersaglio indiretto di numerosi farmaci antiallergici), e un loro consumo giornaliero potrebbe portare dei benefici evidenti. Ricordiamo che numerosi alimenti sono in grado di accentuare il fenomeno allergico, grazie alla loro capacità di stimolarne il rilascio di istamina. Di conseguenza, quando è possibile, è consigliato ridurne il consumo, soprattutto nel periodo legato alla manifestazione allergica. L’istamina e le sostanze istaminosimili, sono i principali mediatori dell’immunoflogosi, cioè di tutte quelle reazioni che sono alla base della sintomatologia allergica. E’ evidente pertanto che tutti i soggetti allergici o che presentano una ipersensibilità  alimentare, trarranno notevoli benefici dalla riduzione dei livelli ematici di queste sostanze astenendosi dall’assunzione degli alimenti sotto indicati.
Di seguito riportiamo un elenco dei cibi ricchi di istamina e  istamino liberatori, ci preme ricordare che – per essere efficace – una dieta a basso tenore di istamina (ipoistaminica) deve prevedere anche un controllo su tutti gli alimenti che tendono a mantenere elevati i livelli di infiammazione. Quindi, oltre ai cibi ricchi di istamina preformata (come i formaggi fermentati) e a quelli che inducono la liberazione di istamina nell’organismo (come il cioccolato), vanno assunti con cautela i cibi ad alto contenuto di salicilati, conservanti, tiramina e serotonina.

 

Alimenti

Ricchi di Istamina

Alimenti

Istamino-liberatori

Alimenti

Ricchi di tiramina

Formaggi fermentati, salame, carni in scatola, insaccati, patè, tonno, sardine, acciughe, sgombro, salmone affumicato, spinaci, pomodoro, fegato di maiale, vino, birra, superalcolici.

Cioccolato, fragole, frutta esotica, noci, arachidi, mandorle, pomodoro, crostacei e molluschi, carne suina.

Groviera,emmenthal, parmigiano reggiano, patata, pomodoro, cavolo, uva, aringa affumicata, tonno, cioccolato, chiant

 

Altri alimenti da consumare con attenzione

Funghi, pesche, prugne, albicocche, ciliegie, cicoria, radicchio, indivia, zucchine, peperoni, ravanelli, frutti di bosco, agrumi, banana, tutti i cibi in scatola, estratti di carne, dado da brodo, miele, tè, datteri secchi, uva passa, tutti i prodotti lievitati freschi e ancora caldi.

Tornando ai nostri capperi, sorge spontaneo chiedersi  è sufficiente assumerli come alimento e quanti capperi sono necessari per combattere l’allergia? Da alcuni studi sembrerebbe risultare utile una  quantità di 8-10 capperi al giorno da consumare preferibilmente al naturale, evitando il più possibile la cottura, occorrono almeno 3 settimane  per poter notare i primi benefici. 
Sicuramente gli abitanti di Pantelleria che ne consumano mediamente 10 gr. al giorno possono beneficiare di questi effetti;  per  gli allergici che vogliono usufruire dei benefici che il cappero può dare alla salute,  le aziende si sono adoperate per estrarre queste sostanze e concentrarle in integratori alimentari a volte in associazione  a fitoterapici che svolgono un’azione sinergica nel combattere la sintomatologia allergica. Gli integratori vanno presi con questo preciso obiettivo: quello di rinforzare le difese del nostro organismo nei confronti degli allergeni esterni; peraltro è opportuno iniziare ad assumerli nel periodo che precede quello che notoriamente è il periodo delle allergie. Questo rimedio è indicato per tutti i tipi di allergia (polvere, pollini) perché le allergie sono accomunate dal fatto che nel meccanismo  d’azione sono coinvolte due tipologie di cellule: i mastociti e i basofili. 
Il cappero non è l’unico rimedio naturale contro le allergie stagionali, anche la salvia è fondamentale per contrastare questo fenomeno. Nelle foglie di salvia vi sono delle molecole a struttura diterpenica (carnisolo e picrosalvina), che agirebbero in antagonismo con gli effetti dell’istamina, ma tali principi attivi sono estremamente instabili e soggetti a degradazione, per questo si consiglia di consumare  delle foglie di salvia fresca che garantiscono la massima resa dei principi attivi ad azione antiallergica.
 
 
 

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