Il Test DRIA per la ricerca delle intolleranze alimentari come si esegue
 

Si fa sedere il paziente su un seggiolone appositamente studiato (vedi Test DRIA) per permettere a chiunque, dai bambini agli atleti, di mantenere una posizione corretta; si lega la caviglia con una cinghia collegata a una cella di carico e quindi ad un computer, si chiede al paziente di eseguire uno sforzo pari a circa il 50% dello sforzo possibile del quadricipite femorale (muscolo della coscia).
Durante l'esecuzione di questo sforzo, cioè mentre il paziente mantiene contratto il muscolo, viene posta sotto la lingua (zona ricca di recettori) una soluzione di alimento. In questo modo vengono successivamente testati tutti i principali alimenti, ed eventualmente conservanti ed inalanti. Un test base comprende circa trentacinque sostanze alimentari e a seconda della patologia  offre la possibilità di testare conservanti e/o inalanti.
Se durante l'esecuzione dello sforzo (effettuato in cieco) viene registrata una caduta di forza (di circa il 10% dello sforzo che si sta eseguendo) che compare entro 3-5 secondi dalla somministrazione dell'alimento, si sospetta la presenza di un'ipersensibilità alimentare non IgE mediata nei confronti della sostanza testata. (le cellule attivate dall'alimento sono in grado di interagire con il sistema nervoso e la velocità di queste reazioni giustifica ampiamente la velocità del riflesso del Test DRIA).
Ovviamente, prima di poter considerare completa la prova, si verifica che la caduta di forza, che come abbiamo detto deve essere superiore al 10% dello sforzo medio eseguibile, si ripeta con uguali caratteristiche a ogni prova con lo stesso alimento, e si confronta la prova con una sostanza placebo.