Intolleranze alimentari – infiammazione – aumento di peso

Il 10 e 11 settembre a Milano si è tenuto il Congresso Regionale SIO (Società Italiana Obesità) dal titolo: "Nuove evidenze scientifiche in tema di approccio clinico e farmacologico all'obesità e alle sue complicanze", dai vari interventi sono arrivate ulteriori conferme sul legame tra infiammazione e aumento di peso.

Da vari interventi a un Congresso Regionale SIO (Società Italiana Obesità) tenutosi  presso l’Università Statale di Milano dal titolo: ”Nuove evidenze scientifiche in tema di approccio clinico e farmacologico all’obesità e alle sue complicanze”, sono arrivate ulteriori conferme sul legame tra infiammazione e aumento di peso. 
Abbiamo affrontato in numerosi articoli pubblicati sul nostro sito questa importante evidenza scientifica, che riguarda il legame tra la presenza di uno stato infiammatorio di basso grado e aumento di peso e lo stretto legame tra sistema immunitario e sistema metabolico (inteso come insieme di tessuti e reti molecolari che garantiscono il mantenimento del bilancio energetico del corpo umano),  corroborando le nostre affermazioni con riferimenti a lavori scientifici, vogliamo quindi continuare nel nostro tentativo di pubblicare nuovi aggiornamenti di nuovi studi che cercano di fornire ulteriori conferme a questa importante scoperta scientifica.
Non ci stancheremo mai di ricordare che l’obesità è una patologia cronica grave che colpisce in particolare il mondo occidentale, ed è strettamente legata all’aumento della diffusione di patologie cardiovascolari e del diabete di tipo II, per questo è importante comprendere come l’eccesso di tessuto adiposo possa compromettere le normali funzioni metaboliche.
Nello studio sopracitato l’autore afferma che l’obesità non coinvolge solo il metabolismo glucidico e lipidico, ma anche la risposta immunitaria. In condizioni di eccesso nutrizionale, infatti si osserva la presenza di uno stato infiammatorio cronico di basso grado, denominato “metainflammation”, ovvero infiammazione legata a disordini metabolici in grado di alterare l’omeostasi sistemica.
Nell’articolo viene precisato che il reticolo endoplasmatico svolge un ruolo importantissimo nella regolamentazione delle vie metabolica e immunitaria, e che una disfunzione di tale organulo è significativa nel determinare una patologia cronica legata all’ omeostasi metabolica.
 
RETICOLO ENDOPLASMATICO
E’ un complesso componente della cellula costituito da una rete di tubi e canali ripieni di liquido che si intrecciano e arrotolano nel citoplasma, e si estendono dalla membrana nucleare a quella cellulare. Il RE funziona come un mini sistema circolatorio per la cellula, premette il trasporto delle sostanze (proteine) da una parte all’altra della cellula e come via di passaggio di materiali necessari per la funzione cellulare all’interno della cellula. Vi sono due tipologie di RE differenti per morfologia e funzione, il reticolo endoplasmatico rugoso (RER) e quello liscio (REL), il  prevalere dell’uno sull’altro dipende dalla tipologia cellulare di cui fa parte, in particolare il RE liscio serve per la sintesi e la demolizione del colesterolo, dei grassi e per detossificare sostanze altrimenti dannose per l’organismo, come ad esempio l’etanolo delle bevande alcoliche.
 
Riprendiamo il discorso sull’infiammazione, e ricordiamo che classicamente è considerata  la risposta del nostro organismo all’aggressione da parte di agenti patogeni, caratterizzata dai classici quattro segni (gonfiore, rossore, dolore e calore), ed è una risposta adattativa a breve termine. In presenza di un’infiammazione persistente, anche di minima entità si creano invece le condizioni per lo sviluppo di alcune patologie e soprattutto tale “low grade inflammation” = “metainflammation” può contribuire al loro mantenimento, o interferire considerevolmente con la loro guarigione. Non dimentichiamoci che alcune malattie dipendono dal ‘consumo del sistema immunitario’ che può essere causato, come più volte abbiamo detto, dalla presenza di un’ipersensibilità alimentare. Ricordiamoci che quando la somma dei fattori infiammatori indotti dalle reazioni di ipersensibilità o preesistenti nell’organismo supera un determinato livello (livello soglia), il sintomo patologico compare in modo evidente. Il livello di soglia è quindi l’elemento discriminante tra il fatto che una reazione avvenga o non avvenga. Al di sotto di quel livello invece l’organismo tollera il livello di infiammazione e non compaiono sintomi specifici. In presenza di un qualsiasi disturbo con componente infiammatoria cronica di cui non si riesca a comprendere l’origine, è corretto pensare e verificare l’eventuale presenza di una ipersensibilità alimentare. Concludiamo sottolineando come l’obesità non sia solo un problema estetico o di eccesso di calorie, ma comporta un malfunzionamento dell’intero sistema metabolico che può compromettere in modo anche grave la nostra salute, di qui l’importanza di una valutazione seria e approfondita della componente infiammatoria che sembra essere la principale causa di questa grave patologia.

Per ulteriori approfondimenti potete leggere i seguenti articoli:
Sovrappeso-Obesità: malattia infiammatoria ? 
 
Intolleranze Alimentari e aumento di peso, tutta colpa dell’infiammazione!!!!  
Intolleranze alimentari: aumenta il peso e l’infiammazione.
 

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