“Cena Consapevole” del 13 Novembre

In questa news riportiamo i protagonisti e le fotografie della "cena consapevole" del 13 novembre che ha avuto come protagonisti "I cibi elisir di giovinezza"

In questa news troverete le proprietà nutrizionali dei cibi  assaporati durante la “cena consapevole” del 13 novembre che ha avuto come protagonisti “I cibi elisir di giovinezza” nonché  le fotografie della cena 

Tutte le foto della serata

Il Vino Rosso è particolarmente ricco di polifenoli, una classe di pigmenti vegetali di cui sono note le proprietà antiossidanti e antimicrobiche “in vitro”, ma di cui non si conoscono ancora gli esatti meccanismi molecolari che sono alla base dei loro potenziali effetti benefici “in vivo”. 

Quantitativi apprezzabili di questi composti sono presenti non solo nell’uva rossa, ma anche in molti altri alimenti di origine vegetale, quali i frutti di bosco, il cacao, il tè e il caffè, ecc. La fermentazione dell’uva e la presenza di alcol distinguono però il vino da altre fonti di polifenoli: l’attività metabolica dei microoganismi non si limita alla trasformazione dello zucchero in alcol, ma comporta anche cambiamenti a carico dei polifenoli e, inoltre, la presenza di alcool influenza il grado di estrazione di questi composti dalla matrice vegetale e il loro assorbimento nel  tratto gastrointestinale.

Ma attenzione a non abusare nel consumo di vino rosso, perché i polifenoli del vino agiscono contro le malattie cronico-degenerative solo con un’assunzione moderata di alcool, cioè un bicchiere al giorno per le donne e due per gli uomini, corrispondenti a circa 0.5-1 g di polifenoli.

Recente è uno studio dal titolo “Red wine polyphenols protect n−3 more than n−6 polyunsaturated fatty acid from lipid” che ha esaminato la capacità dei polifenoli contenuti nel vino rosso italiano di proteggere dalla degradazione gli acidi grassi polinsaturi omega-3 (in particolare gli acidi eicosapentaenoico EPA, e docosaesaenoico DHA) e omega-6 (in particolare l’acido arachidonico) che circolano nel sangue. I dati ottenuti indicano che questi polifenoli proteggono dall’ossidazione tutti gli acidi grassi polinsaturi del plasma più efficacemente della vitamina E, e che salvaguardano gli omega-3 più degli omega-6, esercitando un’azione antinfiammatoria, contrastando quindi il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Periodicamente capita di leggere articoli che tessono gli elogi di un consumo costante di vino perché contiene resveratrolo, ma è davvero così salutare? Soprattutto cos’è il resveratrolo e a cosa serve? Il resveratrolo appartiene alla famiglia dei composti polifenolici ed è presente negli acini dell’uva, nel vino, in alcune bacche e semi oleosi (arachide) e in particolari piante. Nell’uva è contenuto solo nella buccia, mentre il contenuto nel vino dipende dalla pianta della vite, dalla locazione geografica di coltivazione e dal tempo di fermentazione. Come conseguenza, il contenuto di resveratrolo dipende dal tipo di vino ed è maggiore nel vino rosso.

Il resveratrolo è considerato un antiossidante, è attivo contro alcuni radicali liberi e impedisce l’ossidazione del colesterolo LDL. Questo primo effetto è quindi la motivazione di chi sostiene la sua efficacia contro l’invecchiamento, e nella riduzione del rischio cardiovascolare, calcolato basandosi sui valori di colesterolo.

Tuttavia gli effetti antiossidanti sono stati osservati in vitro, e non in vivo, un altro dubbio circa l’utilità del resveratrolo sorge a proposito del dosaggio e della biodisponibilità. Tutti gli esperimenti condotti riguardavano dosi di resveratrolo molto elevate. Perché il resveratrolo possa avere effetto, deve avere una concentrazione nel sangue consigliata di almeno 10 mg/l. In altri termini devono circolarne nel nostro corpo circa 50 mg. La buccia dell’acino di uva rossa contiene circa 50-100 microgrammi di resveratrolo/grammo di peso secco e la sua  concentrazione nel vino rosso è dell’ordine di 0,3-0,5 mg/l. Un individuo di 70 kg, per assumere le stesse dosi testate in laboratorio, dovrebbe mangiare 3-6 kg di buccia di acini di uva al giorno!

Approfondiamo, infine, la conoscenza dei cibi protagonisti della nostra cena consapevole, che abbiamo definito “Cibi Elisir di Giovinezza”.

Oramai è scientificamente provato che una sana e corretta alimentazione prevede l’assunzione di frutta e verdura fresche, alimenti preziosi per la nostra salute, ma pochi sanno che i loro vantaggi sono legati oltre che alla loro composizione anche al loro colore.

In particolare le loro proprietà salutari sono dovute ad un gruppo di composti organici esclusivi dei vegetali i phytochemical, ovvero dei pigmenti antiossidanti che  catturando l’energia dei raggi solari conferiscono i caratteristici colori, verde, bianco, giallo, arancione, rosso, viola, blu notte, così ad ogni colore possiamo associare una proprietà protettiva.

I Broccoli e i crauti (cavolo cappuccio) appartengono alla famiglia delle  crocifere o brassicacee, verdure tipicamente invernali, uno studio realizzato nel Regno Unito e pubblicato da Molecular Cancer,  ha evidenziato come il sulforafano, sostanza antiossidante di cui sono ricche, svolge un ruolo protettivo nei confronti del tumore alla prostata e al polmone, ma anche dai danni causati dall’inquinamento.

Il termine “crucifere” o “brassicacee” identifica la vasta famiglia a cui appartengono i cavoli, e comprende anche  cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo nero, cavolo rosso, cavolo riccio, cavolini di Bruxelles, broccoli, cime di rapa, ma anche la senape, il ravanello e la rucola

Si tratta di piante ampiamente diffuse in tutti i continenti e in tutti i climi, chiamate così per la forma del fiore, che con i suoi quattro petali ricorda appunto una croce.

Tutte queste verdure sono una fonte preziosa di sostanze bioattive, quali fitocomposti, vitamina  C, K , niacina e riboflavina, sali minerali  come zolfo, calcio, iodio, potassio, magnesio e fibra, possono essere considerati dei veri e propri “cibi funzionali” naturali.

Le crocifere svolgono un’attività antinfiammatoria e antiossidante, hanno proprietà depurative  e rimineralizzanti.

I broccoli, in particolare, che tanto ricordano le tradizioni contadine sono stati oggetto di uno studio Americano-Giapponese, da cui è emerso l’importante ruolo del sulforafano nella lotta all’Helicobacter pylori responsabile della gastrite e dell’ulcera;i broccoli siciliani ricchi di ferro  e sali minerali risultano particolarmente indicati in soggetti astenici, demineralizzati o in chi svolge un’intensa attività fisica.

  

La Zucca è originaria del Messico, appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee,  ne esistono diversi tipi, differenti per forma, fusto, colore e dimensioni del frutto e del seme. Il colore arancione suggerisce come la zucca sia ricca di carotenoidi e pro-vitamina A, di minerali, tra cui fosforo, ferro, magnesio e potassio; e ha un buon quantitativo di vitamina C e di vitamine del gruppo B.

Anche i semi hanno la loro importanza perché in essi è possibile trovare fitosteroli, oli, grassi, melene e fitolecitina.

I semi della zucca sono anche in grado di alleviare le infiammazioni della pelle e di prevenire le disfunzioni delle vie urinarie.

Le proprietà terapeutiche della zucca sono dovute specialmente al betacarotene, che riesce a prevenire l’insorgenza di varie patologie. In effetti proprio il betacarotene riesce a proteggere il sistema circolatorio, è un antinfiammatorio e presenta delle proprietà antiossidanti: contrasta l’azione dei radicali liberi e rallenta l’invecchiamento delle cellule. Questa sostanza riesce ad avere anche degli effetti diuretici e lassativi.

Inoltre la zucca presenta delle proprietà sedative: è indicata per chi soffre di ansia, di nervosismo e di insonnia.


L’Uva
in particolare la specie Vitis vinifera, cui appartengono le viti coltivate per la produzione di uva sembra essere originaria dell’area compresa tra l’Asia occidentale, l’Europa e l’Africa settentrionale e per questo viene chiamata vite asiatico-europea. Nel 600 a.C. arrivò in Europa (Francia) ad opera dei Fenici, mentre nel II secolo d.C. fu introdotta in Germania dai Romani. La leggenda racconta che fu Dionisio, protettore della salute, ad insegnare agli uomini a coltivare la vite. L’uva è un frutto ricchissimo di zuccheri, svolge infatti un’azione energizzante, tuttavia nonostante le innumerevoli proprietà benefiche, ha un valore calorico piuttosto elevato circa 60 calorie per 100 g. Contiene  fibre, calcio, ferro, magnesio, fosforo ed una buona concentrazione di potassio, tra le vitamine ricordiamo la A, la C e buone quantità di vitamine del gruppo B. Ha proprietà diuretiche, lassative, disintossicanti, e svolge un’azione benefica su fegato, stomaco, intestino, cistifellea, pancreas. Tra le principali sostanze benefiche ricordiamo la presenza del Resveratrolo, un fenolo non flavonoide contenuto nella buccia dell’uva con importanti proprietà benefiche sull’organismo: fluidifica il sangue, svolge un’azione antinfiammatoria, antibatterica e antifungina, ipocolesterolemizzante e antitumorale.

 

Il Pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanacee ed è originario dell’America sud-occidentale (Cile, Ecuador, Perù). Nonostante nel Nuovo Mondo il pomodoro facesse parte della dieta quotidiana degli indigeni, l’ortaggio simbolo della cucina mediterranea venne importato in Europa inizialmente per usi ornamentali. Il suo consumo alimentare iniziò in Italia nella seconda metà del 1500, anche se solo verso la fine del 1700 la sua coltivazione conobbe un forte impulso.

Ultimamente ha attirato l’attenzione dei ricercatori perché ricco di licopene, la cui assunzione sembrerebbe prevenire il rischio di insorgenza di tumori dell’apparato digerente e della prostata.

Il licopene è il principale responsabile del colore rosso del pomodoro maturo e di altri pigmenti gialli e rossi di alcuni frutti e verdure come il cocomero, l’albicocca, il pompelmo rosa, l’uva e la papaia. La struttura del licopene sembra essere molto stabile dato che la quantità di licopene presente in tutti i derivati trattati del pomodoro sembra essere molto alta (100-150mg per Kilo) superando i livelli relativi alla quantità nei pomodori rossi freschi.

Il corpo umano non è in grado di sintetizzare il licopene, ma una volta assunto si trova in concentrazioni più alte nel fegato, nei testicoli, nelle ghiandole surrenali e nella prostata. Assumere ogni giorno attraverso i pasti una piccola quantità di licopene per almeno trenta giorni protegge dall’invecchiamento cellulare provocato dai radicali liberi, purchè l’organismo disponga di quantità normali di vitamina E. Inoltre l’accumulo di licopene nell’organismo lo difende anche nei periodi in cui eventualmente non è possibile assumerlo. L’aggiunta dei flavonoidi potenzia inoltre l’attività antiossidante del licopene.

Inoltre il licopene come potente antiossidante agisce anche contro l’ossidazione del colesterolo LDL, che è considerata una delle cause più rilevanti nella formazione della placca ateromasica responsabile dell’ostruzione delle arterie coronariche, delle arteriopatie in genere nonché dell’eventuale inizio e sviluppo dell’arteriosclerosi. È importante sottolineare quindi l’importanza di questa sostanza nella prevenzione dell’ictus e dell’infarto.

Un’altra possibile applicazione del licopene è rappresentata dall’azione protettiva che esso esercita sulla pelle in caso di lunga esposizione ai raggi UV.

Sulla base di quanto detto precedentemente siamo in grado di consigliare una dieta ricca di licopene a tutte le età, a partire dai dieci mesi di vita, poiché la prevenzione di alcune patologie è condizionata anche da un’alimentazione equilibrata in grado di fornire all’organismo tutte quelle sostanze nutritive e protettive che possono intervenire a migliorare la salute e il benessere fisico.
 

 

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