La Curcuma protegge il cervello

Più volte ci siamo occupati di questa spezia, poco usata in Italia ma dalle mille proprietà benefiche. La curcuma è un alleato naturale della salute del cervello, tra le sue proprietà, infatti, c’è anche un importante effetto protettivo. Sui benefici di questa spezia, usata anche nella preparazione del curry, si sono concentrati gli studi di alcuni ricercatori guidati da Fernando Gomez-Pinilla della University of California, Los Angeles.

Il curry contiene circa il 2% di curcumina, il principio attivo della curcuma. Dai test condotti è emerso che una dieta ricca di curcuma favorirebbe la conversione di un acido grasso della serie omega-3 essenziale per il buon funzionamento del cervello, in particolare l’apprendimento e la memoria. Inoltre, sottolineano gli scienziati, grazie alla sue proprietà la curcuma sarebbe utile per contrastare gli effetti negativi dei traumi cranici e riduce lo stress ossidativo.

L’alimentazione può favorire un miglioramento del funzionamento del cervello, in molti casi, malattie croniche legate all’età, tra cui quelle cardiovascolari, neurodegenerative e i tumori sono associate a fattori di rischio socio-comportamentale, come il fumo, la cattiva alimentazione, l’inattività fisica e, ancora più importante, le condizioni predisponenti, come l’obesità, il diabete, la sindrome metabolica, la dislipidemia. Negli ultimi anni sta chiaramente emergendo il ruolo dell’alimentazione nel prevenire o ridurre il rischio di malattie croniche. In particolare, numerosi studi epidemiologici indicano come la “dieta mediterranea” sia associata a un ridotto rischio non solo di eventi cardiovascolari ma anche di malattie neurodegenerative.

Inoltre, l’integrazione alimentare può avere un impatto significativo sulle capacità cognitive (Gomez-Pinilla, 2008 e 2015) anche in assenza di stati patologici. Ad esempio è ben consolidata l’idea che gli acidi grassi omega-3 siano essenziali per la funzione cerebrale (Viti et al., 2012). Al contrario, una dieta povera di acidi grassi omega-3, in particolare durante lo sviluppo del cervello, è associata a una diminuita plasticità neuronale e un emergere di cambiamenti comportamentali legati all’ansia (Bhatia et al., 2011). È pertanto necessario un nuovo tipo di ricerca che, concentrandosi su specifiche classi di composti bioattivi, ponga le basi per la comprensione dei meccanismi di azione di nuovi nutrienti e ne valuti l’efficacia nella promozione della salute e nella riduzione dell’impatto delle malattie croniche».

Oltre all’estratto di curcuma, i composti oggetto di ricerca sono i polifenoli che svolgono un ruolo nella protezione dalle malattie cardiovascolari e nelle malattie neurodegenerative legate all’età. Polifenoli e antociani mostrano un elevato potenziale nella promozione della memoria, dell’apprendimento e delle funzioni cognitive, sia durante l’invecchiamento fisiologico che nel corso di malattie neurodegenerative, quali la malattia di Alzheimer.

Nonostante queste evidenze, i meccanismi di protezione contro le malattie cardiovascolari e cerebrali sono ancora incerti. Tuttavia numerose prove indicano che lo ione magnesio possa avere effetti positivi sul cervello e in particolare sulle capacità cognitive e sulla memoria.

L’uso di magnesio come integratore alimentatore è in corso d’indagine su modelli sperimentali di deficit di memoria e disturbi cognitivi. Infine, tra gli alimenti con potenziale attività epigenetica, c’è il tè verde che contiene vitamina P con proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie e neuroprotettive. 

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