La pancetta fa aumentare il rischio di infarto e ictus

La pancetta fa aumentare il rischio di infarto e ictus

Da sempre sottolineiamo l’importanza di tenere sotto controllo la circonferenza vita, non solo per motivi estetici, ma perché valori al di sopra di 102 cm per l’uomo e 88 cm per la donna favoriscono l’insorgere della sindrome metabolica.

Ricordiamo che dal 2005 l’International Diabetes Federation (IDF) ha stabilito per la circonferenza addominale dei nuovi parametri 94 cm uomini e 80 donne. Questo è un problema che riguarda ormai un italiano su quattro – circa 15 milioni di adulti – e si sta diffondendo perfino fra bambini e adolescenti, ma che soprattutto aumenta del 50% il rischio di infarti e ictus.

All’inizio di giugno per richiamare l’attenzione su questa sindrome e sui fattori di rischio, la Società italiana di medicina interna (Simi) e la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) avevano indetto la prima Giornata nazionale della medicina interna sulla sindrome metabolica e i fattori di rischio cardiovascolari.

Altri campanelli d’allarme sono: 

  • Una pressione minima superiore a 85 mmHg e/o una massima più alta di 130, oppure essere già in trattamento antipertensivo;
  • Una glicemia a digiuno superiore a 100 mg/dl o la presenza di una terapia ipoglicemizzante.
  • Trigliceridi oltre 150 mg/dl o una cura ipolipemizzante in atto.
  • Colesterolo buono Hdl inferiore a 40 mg/dl nell’uomo o 50 mg/dl nella donna.

La sindrome metabolica è una condizione sempre più diffusa caratterizzata dalla coesistenza nella stessa persona di più condizioni o fattori di rischio che aumentano molto il pericolo di andare incontro a malattie cardiovascolari e diabete. La sindrome, che si sta pericolosamente diffondendo anche fra i bambini e gli adolescenti, è considerata un grave fattore di rischio: la probabilità di eventi cardiovascolari come infarti e ictus aumenta infatti del 50 per cento.

Pochissimi sono, però, consapevoli di rischiare, proprio perché magari i valori sono sballati di poco e non si pensa che la pancetta unita a troppi grassi nel sangue e la pressione un po’ alta possa fare così tanto male, se non si è chiaramente obesi, ipertesi, diabetici. I cinque parametri di cui tenere conto possono essere ciascuno anche solo leggermente fuori dai limiti: la loro compresenza, tuttavia, incrementa considerevolmente il rischio complessivo del paziente e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie più importanti, dalle coronarie cardiache alle carotidi che portano sangue al cervello.

Attenzione anche alle diete, infatti se si pensa di risolvere il problema pancetta, soprattutto in vista dell’estate, saltando qualche pasto si rischia invece di peggiorare la situazione. Quest’abitudine potrebbe avere una controindicazione: far aumentare la pancetta, tanti sforzi e ‘il digiuno forzato’ potrebbe essere controproducente.

Questo quanto emerge da una ricerca appena pubblicata sul Journal of nutritional biochemistry, i ricercatori della Ohio University hanno fatto una serie di esperimenti sui topi da laboratorio. A un primo gruppo di topolino è stato dato un solo pasto al giorno, lasciando gli animali a digiuno per il resto della giornata. Al secondo gruppo è stato invece dato libero accesso al cibo.

All’inizio le cavie del primo gruppo hanno perso più peso delle altre, ma hanno sviluppato una maggiore insulino resistenza, con una maggiore produzione di glucosio. I topi che avevano seguito la dieta ferrea hanno ripreso in fretta il peso perduto, quando hanno incominciato a mangiare di più. Inoltre il grasso localizzato a livello addominale, la cosiddetta pancetta, era maggiore nei topi che avevano saltato i pasti.

Un eccesso di questo tipo di grasso è associato a insulino-resistenza e al rischio di sviluppare diabete 2 e malattie cardiache. I risultati evidenziano come piccoli pasti nel corso della giornata possano essere utili per perdere peso, anche se potrebbe essere complicato organizzarsi. Non bisogna saltare i pasti per ‘risparmiare’ calorie, perchè questo provoca troppe fluttuazioni di insulina e glucosio e può portare all’aumento di peso. Riportandoci così all’evidenza che un girovita “rotondo” espone a un maggiore rischio di morte legata a una patologia cardiaca. 

La “pancetta” è pericolosa perchè fatta di grassi “cattivi” che sono anche attivi dal punto di vista metabolico, e rilasciano nell’organismo componenti tossici e infiammatori che aumentano il rischio di malattie cardiache.

Ecco il decalogo per un corretto stile di vita anti-sindrome metabolica

  1. Segui una alimentazione sana secondo la tradizione della dieta mediterranea
  2. Consuma spesso alimenti di origine vegetale: legumi, verdure e frutta
  3. Ricorda che alcuni alimenti come la pasta, il riso, il pesce, i vegetali e i legumi sono chiamati ‘amici del cuore’, perché quasi privi di grasso e colesterolo
  4. Modera l’assunzione di cibi grassi
  5. Per condire le pietanze scegli di preferenza l’olio extra-vergine di oliva e usa poco sale
  6. Bevi almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, anche durante i pasti e limita il consumo di bevande gassate e zuccherate. Assumi le bevande alcoliche solo ai pasti e con moderazione
  7. Distribuisci le calorie giornaliere in 5 pasti: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena. Mangia lentamente e con tranquillità, gustando i tuoi pasti
  8. Svolgi ogni giorno un po’ di attività fisica: 30 minuti di cammino a passo svelto consentono di mantenere una forma fisica ottimale; 60 minuti aiutano a perdere i chili di troppo
  9. Sfrutta ogni occasione per muoverti: passeggia il più possibile, vai a fare la spesa o accompagna i figli a scuola a piedi, preferisci le scale all’ascensore, ecc.
  10. Non fumare
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