Pelle: come proteggerla

Il sole, i raggi UVA ed UVB, la pelle, la struttura e la sua protezione . . .

La cute è l’organo che riveste la superficie corporea, protegge i tessuti.
Pur variando in rapporto al peso di una persona, ogni individuo ha una superficie cutanea totale di circa 2 metri quadrati, ed uno spessore di pochi millimetri.
La cute protegge i tessuti da traumi meccanici, danni chimici, infezioni, radiazioni UV, lesioni termiche, essiccamento o disidratazione; partecipa ai meccanismi controllati dal SN per la perdita e il trattenimento del calore (termoregolazione); partecipa all’eliminazione dell’urea e dell’acido urico (funzione escretoria); sintetizza la vitamina D.

E’ composta da due strati . . .

  • epidermide (tessuto epiteliale), epitelio pavimentoso stratificato (max spessore nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi). E’ composta da 5 strati, i primi 3 strati sono continuamente eliminati e desquamati.
  • derma (tessuto connettivo) composto da uno strato papillare e strato reticolare.
    Sotto al derma troviamo l’ipoderma o tessuto sottocutaneo, costituito da tessuto adiposo. 

Epidermide . . . L’epidermide è divisa in strati che dipendono dallo stato di maturazione dei cheratinociti. Essi sono delle cellule epiteliali, dalla cui stratificazione origina la stessa epidermide, che migrano progressivamente dallo strato basale verso la superficie cutanea subendo un processo di differenziazione definito cheratinizzazione.
Durante il suo transito intraepidermico, il cheratinocita acquisisce delle caratteristiche modificazioni della sua morfologia che permettono di suddividere istologicamente l’epidermide in cinque strati: basale, spinoso, granuloso, lucido (solo in alcuni distretti cutanei) e corneo.
Nell’epidermide tra i cheratinociti si trovano i melanociti, cellule la cui funzione principale è quella di produrre melanina (pigmento giallo marrone) trasferendola poi ai cheratinociti.
Il colore della pelle è legato alla presenza di pigmenti come la melanina (gialla, marrone-rossiccia, nera) posta nell’epidermide, il carotene che si deposita nello strato corneo e sottocutaneo (pigmento giallo-arancio), e l’emoglobina presente nei GR del sangue.
I melanociti sono più numerosi nelle zone foto-esposte come il viso e meno al tronco; infatti la melanina serve per proteggere il DNA delle cellule dalle radiazioni UV dei raggi solari.
Al di sopra delle cellule basali, troviamo lo strato spinoso. Nelle aree sottoposte a stimoli pressori, ad esempio i gomiti, le palme delle mani e le piante dei piedi, esso è molto più spesso; in altre aree, come viso ed avambraccio, può essere più sottile.
Al di sopra delle cellule spinose, mano a mano che esse maturano e cominciano a cheratinizzare, troviamo lo strato granuloso, che di solito ha uno spessore di 1-2 cellule.
Lo strato lucido è situato al di sopra del granuloso ma è ben evidente solo in alcune sedi, soprattutto palmo delle mani e la pianta dei piedi.
Lo strato superficiale dell’epidermide è lo strato corneo, solitamente di uno spessore equivalente a 3-4 cellule. In esso, le cellule sono composte principalmente di filamenti di cheratina e si aggregano dandogli un aspetto a “canestro intrecciato”. Nelle aree sottoposte a pressione o traumi è addensato ed ispessito.
Le cellule cornee vengono continuamente desquamate e rimpiazzate ad un ritmo tale da consentire all’epidermide di rinnovarsi ogni 3-4 settimane.

Derma . . .   E’ un involucro molto resistente ed elastico costituito da tessuto connettivo fibroso che contiene fibre collagene (che conferisce una notevole resistenza alla trazione ed inoltre legando l’acqua conferisce una buona idratazione alla cute), fibre elastiche (donano elasticità), glicosamminoglicani (conferiscono idratazione e turgore).
Nel derma sono contenuti inoltre gli annessi cutanei, cioè i follicoli piliferi e le strutture ad esso associate (ghiandole sebacee e muscoli erettori del pelo).
Man mano che si invecchia diminuisce il numero delle fibre collagene ed elastiche così la cute diventa meno elastica e inizia a raggrinzirsi.
Il derma si divide in 2 strati . . .
. . . il Derma papillare . . . è la parte superiore del derma, posto sotto all’epidermide, presenta delle digitazioni, le papille dermiche dove si trovano i capillari che nutrono l’epidermide, i recettori dolorifici e tattili, che vanno ad incastrarsi con l’epidermide sovrastante.
. . . il Derma reticolare . . . è lo strato più profondo della cute, contiene vasi sanguigni, ghiandole sudoripare e sebacee, recettori pressori. 
 
Quando ci si espone al sole bisogna quindi gradualmente preparare la pelle a difendersi dagli effetti dei raggi ultravioletti (UV). Molti studi hanno evidenziato che non solo i raggi UVB provocano danni alla pelle, ma anche gli UVA. Essi rappresentano circa il 95% delle radiazioni UV che giungono al suolo, sono presenti tutta la giornata e tutto l’anno e quindi i loro effetti a lungo termine sono importanti quanto quelli degli UVB.
Raggi UVA – Sono presenti tutto l’anno e quindi anche in inverno, ad ogni ora del giorno. Rappresentano il 94,9% dei raggi solari ricevuti. Solo il 50% di questi raggi giunge al derma, il vetro non ci protegge da tali raggi. I raggi UVA sono i raggi che determinano l’abbronzatura, ma anche quelli che provocano stress ossidativi e quindi la formazione di radicali liberi.
Raggi UVB – Questi raggi sono maggiormente presenti in estate, soprattutto tra le ore 10,00 e le 14,00; la loro presenza aumenta con l’aumentare dell’altezza e della latitudine. Rappresentano il 5,1% dei raggi solari ricevuti. Questi raggi sono fermati per il 70% dallo strato corneo della cute; anche il vetro è in grado di proteggerci da tali raggi, infatti solo il 20-30% di essi giunge sino al derma . . . tutto questo può avvenire solo grazie alla presenza della melanina. Essi possono provocare alterazioni del DNA, eritema solare; sono 1000 volte più eritemigeni dei raggi UVA.
Anche se il sole ci dona energia e vita è importante ricordare che l’esposizione ai raggi solari può determinare la comparsa di danni immediati come scottatura ed eritema, fino a danni alla vista, macchie cutanee, fotoinvecchiamento della cute e comparsa di tumori. Bisogna SEMPRE tener presente che ci si può scottare anche rimanendo all’ombra o in una giornata nuvolosa . . . inoltre oltre all’esposizione diretta, i raggi UV possono arrivarci anche in modo indiretto ovvero in modo riflesso; questo accade quando ci troviamo, sdraiati sull’erba, sulla sabbia, immersi in acqua, sulla neve, dove la riflessione dei raggi solari è del 5-20-30 fino all’85%.

Quindi cosa fare ?
Dobbiamo prendere dal sole ciò che di buono può darci e proteggerci in modo “serio” verso i possibili danni provocati da un’eccessiva e smodata esposizione ai raggi UV. Bisogna ridurre la durata dell’esposizione e soprattutto evitare di esporsi nelle ore centrali della giornata, dove i raggi solari sono praticamente perpendicolari alla superficie terrena. Ricordarsi di indossare un cappello, un abbigliamento leggero che faccia passare aria nella trama del tessuto, è sempre consigliato l’utilizzo degli occhiali da sole, oltre naturalmente l’OBBLIGATORIO utilizzo dei prodotti con protezione solare. A tal proposito molti studi scientifici confermano che la protezione solare, può risultare efficace nel prevenire non solo le scottature, ma anche i danni e/o patologie della cute come ll fotoinvecchiamento e alcuni tipi di carcinoma.
La protezione della cute è una procedura irrinunciabile nei soggetti con pelle chiara, con efelidi o teleangectasie del volto (couperose), con estrema fotosensibilità (fototipo I e II) o in condizioni patologiche (albinismo e vitiligine) nonché in condizioni di sensibilità costituzionale alla luce solare.
A proposito di fototipo . . . in dermatologia, il fototipo è determinato dalla qualità e dalla quantità di melanina presente nella cute; esso indica le reazioni della stessa all’esposizione alle radiazioni UV ed il tipo di abbronzatura che è possibile ottenere. Conoscere il proprio fototipo è di fondamentale importanza per poter mettere in atto quei provvedimenti e quelle precauzioni che consentano di mantenere in salute la nostra pelle durante una esposizione solare. 

   Composizione del Fototipo secondo Fitzpatrick

 Fototipo

Sensibilità agli UV 

Comportamento della cute all’esposizione del sole 

 I

 Elevata

 Si scotta semrpe con facilità, non si abbronza mai

 II

 Elevata

 Si scotta semrpe con facilità, si abbronza poco

 III

 Media

 Si scotta sempre moderatamente, si abbronza gradualmente

 IV

 Scarsa

 Si scotta minimamente, si abbronza sempre con rapidità

 V

 Minima

 Raramente si scotta, si abbronza intensamente e con rapidità

 VI

 Nulla

Non si scotta mai, sempre intensamente pigmentato 

 

 Fototipo

 Ustione

 Abbronzatura

Tipo 

 I

 Sempre

 Mai

 Irlandese o Anglossassone

 II

 Spesso

 Poco

 Irlandese o Anglossassone

 III

 Talvolta

 Normale

 Tedesco o Italiano

 IV

 Raro

 Intensa

 Mediterraneo

 V

 Mai

 Intensissima

 Indiano o Egiziano

 VI

 Mai

 Negro

 Africano

Per avere le caratteristiche preventive, tali prodotti devono proteggere sia dai raggi UVB che da quelli UVA e garantire un buon bilanciamento del fattore di protezione su tutta la gamma dell’ultravioletto; soltanto in questo caso si può dichiarare che il solare ha una protezione ‘”ad ampio spettro”. 
Naturalmente se è vero che “siamo ciò che mangiamo”, la prima vera attenzione che dobbiamo prendere in considerazione è rivolta all’alimentazione; è consigliabile una dieta che privilegi l’assunzione di frutta e verdura così da poter assumere gli alimenti ricchi in carotenoidi (Alfa- Beta -Gamma-carotene) e licopene che aiutano e favoriscono una buona protezione della cute stessa.
I carotenoidi sono presenti nelle piante, nelle alghe, nella frutta e nella verdura (es. carota) – Il licopene è il responsabile del color rosso del pomodoro, del giallo e del rosso di molta frutta e verdura.
Purtroppo però la percentuale di licopene e carotenoidi assimilata con la frutta fresca è minore rispetto a quella assimilabile dai succhi, dalle spremute o dall’assunzione di integratori alimentari dove vi si può trovare un pull di tali sostanze capaci quindi di apportare un ventaglio di protezione verso i raggi UVA ed UVB.
Molte ricerche dimostrano come gli integratori che contengono i carotenoidi siano efficaci nel ridurre i danni provocati dall’ossigeno singoletto, uno dei ROS più attivi durante l’eritema solare. 

In precedenza abbiamo detto che un buon fotoprotettore, dovrebbe agire contro gli effetti nocivi dei raggi UV come la scottatura, le discromie, il fotoaging e i tumori cutanei; ricordiamo però che molti di questi effetti sono dovuti alla formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e dall’assorbimento di fotoni.
I radicali liberi sono molecole a cui manca un elettrone e per questo risultano instabili; esse cercano di raggiungere un equilibrio catturando elettroni da altre molecole che di conseguenza vengono ossidate e quindi vengono danneggiate.
I radicali liberi più aggressivi (superossido, radicale ossidrile, ossigeno singoletto, perossido d’idrogeno) derivano dall’ossigeno, il quale ha nella sua orbita esterna, elettroni molto aggressivi che cercano disperatamente una loro stabilità, a scapito di molecole come il DNA delle nostre cellule, delle proteine e dei lipidi presenti nelle diverse cellule che compongono il nostro organismo. A livello della cute l’azione dei radicali liberi si evidenzia soprattutto a livello dell’acido ialuronico, del collagene e dell’elastina che altro non sono che i costituenti della matrice (sostanza intercellulare di sostegno) della cute stessa; man mano che i radicali liberi agiscono su di esse si passerà da una disorganizzazione a una disintegrazione delle fibre stesse, a un rallentamento del turnover cellulare, la cute inizia a rilassarsi e compaiono le prime rughe. 
Siamo di fronte ad un fenomeno chiamato stress ossidativo, che è alla base di numerose patologie degenerative, dall’arteriosclerosi al cancro, ma anche, come abbiamo visto, delle rughe e del precoce invecchiamento cutaneo. Per poter neutralizzare, contrastare e resistere a questi fenomeni il nostro organismo mette in atto una serie meccanismi di difesa. Molte sostanze come il Glutatione, Perossidasi, la Catalasi e la Superossidodesmutasi (SOD), hanno questa funzione. Con il passare del tempo il nostro organismo perde un po’ della sua capacità difensiva verso i radicali liberi, questo comporta una minore capacità della pelle di difendersi dalle scottature provocate dai raggi UV.
Per tale motivo, sono stati immessi sul mercato prodotti topici a base di SOD. L’utilizzo degli integratori viene consigliato nelle 8 settimane che precedono l’esposizione al sole.
Se questo è ciò che accade alla cute di un soggetto adulto che ha la capacità di difendersi verso i radicali liberi, pensiamo alla delicatezza e alla necessità . . . meglio OBBLIGATORIETA’ di protezione che può avere la cute di un bambino.
I bambini infatti subiscono maggiori danni e riportano facilmente scottature, anche dopo esposizioni moderatamente prolungate; inoltre alcuni tumori cutanei, come epiteliomi o melanoma, sono più frequenti nei soggetti che, durante infanzia o prima adolescenza, hanno subito gravi danni e ustioni solari con formazione di vescicole o bolle. Per tali motivi è bene non esporre al sole i bambini se hanno meno di 3 anni soprattutto tra le ore 11,00 e le 16,00 – utilizzare filtri solari idrorepellenti con alto fattore di protezione da applicare più volte anche se il bambino è in acqua (i prodotti che riportano la sigla WF ovvero waterproof ovvero resistente all’acqua, sono i più adatti, ricordando comunque di rinnovare l’applicazione dopo il bagno o comunque ogni 2-3 ore) – coprire la testa con un cappello anche nelle giornate nuvolose.
Naturalmente il termine “water proof’” o “water resistant” non significa che il prodotto resiste totalmente all’acqua; significa che tale prodotto garantisce il mantenimento della protezione solare per qualche tempo anche se il soggetto si trova in acqua, ma non per 24 ore e ripetiamo il concetto, che anche l’applicazione di questi prodotti deve essere rinnovata nel tempo in quanto la durata di un filtro solare si aggira sulla 2-3 ore. Più bagni in acqua si fanno . . . più si suda . . . più viene strofinata la cute . . . più si riduce tale durata. 

Per quanto riguarda la scelta del prodotto solare, Anche se il sole ci dona energia e vita è importante ricordare che l’esposizione ai raggi solari può determinare la comparsa di danni immediati come scottatura ed eritema, fino a danni alla vista, macchie cutanee, fotoinvecchiamento della cute e comparsa di tumori. . Tale parametro che viene calcolato, sperimentalmente e in vivo si basa sul rapporto matematico tra l’energia necessaria a produrre la comparsa di arrossamento (eritema) sulla cute protetta dal prodotto e quella necessaria a ottenere la stessa risposta senza protezione; il SPF può quindi essere considerato come una misura della quantità di radiazione che può essere ricevuta dalla pelle protetta prima che compaia l’eritema.

Perché un prodotto solare sia da considerarsi protettivo deve avere un SPF minimo di 6, mentre per SPF superiori è obbligatorio indicare la categoria di protezione, “bassa” SPF da 6 a 10, “media” SPF da 15 a 25, “alta” SPF da 30 a 50, e “molto alta” SPF 50+. Questa terminologia consente di ridurre tutti i numeri utilizzati sulle etichette e rendere più agevole il confronto fra i diversi prodotti. Da ciò risulta evidente che non esiste un solare che possa proteggere al 100% la cute dalle radiazioni, quindi i termini “schermo solare” o “protezione totale” sono ingannevoli.
Per concludere evidenziamo che un buon solare non dovrebbe contenere nessuna sostanza potenzialmente nociva: alcune tra le marche più vendute anche in farmacia, contengono invece benzofenoni, sostanze potenzialmente cancerogene. Un buon prodotto solare, inoltre, non dovrebbe contenere conservanti o profumazione aggiunta, principali cause di sensibilizzazione allergica e fotosensibilizzazione. 

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