Sarcopenia . . . (1a parte)

Il termine sarcopenia, deriva dal greco sarx (carne) e penia (perdita) e fu coniato da Irwin Rosenberg nel 1988. Essa colpisce 1 anziano su 5 sotto i 70 anni ed 1 su 3 oltre gli 80 anni.E' la condizione di riduzione progressiva del numero e della dimensione delle fibre muscolari associata all'invecchiamento e/o a patologie croniche . . .

Il termine sarcopenia, deriva dal greco sarx (carne) e penia (perdita) e fu coniato da Irwin Rosenberg nel 1988. Essa colpisce 1 anziano su 5 sotto i 70 anni ed 1 su 3 oltre gli 80 anni.

E’ la condizione di riduzione progressiva del numero e della dimensione delle fibre muscolari associata all’invecchiamento e/o a patologie croniche.

La definizione della EWGSOP (EuropeanWorking Group on Sarcopenia in Order People) riporta: la sarcopenia è una condizione caratterizzata da una perdita progressiva e generalizzata di massa muscolare e di forza muscolare accompagnata da un aumentato rischio di esiti sfavorevoli come disabilità fisica e ridotta qualità di vita.

Dato che in tale situazione vi è una perdita della massa magra, dobbiamo definire cosa si intende per “massa magra”; è l’insieme di tutti i componenti dell’organismo (circa 75% del peso corporeo) tranne il tessuto adiposo ovvero organi, ossa e muscoli; quest’ultimi sono la componente principale della massa magra.

Il primo campanello d’allarme è rappresentato dalla difficoltà nel compiere un’azione abituale, come salire e scendere le scale, caricare i bagagli in macchina, portare i sacchetti della spesa o le confezioni di acqua minerale. Quando queste azioni di tutti i giorni divengono sempre più difficili da effettuare, è possibile che il nostro organismo sia affetto da sarcopenia. Ci sentiamo più deboli e non più in grado di portare a termine ciò che, fino a pochi mesi prima, facevamo senza alcun problema. Questa malattia può, indirettamente, creare problemi psicologici: il non riuscire più a svolgere azioni del tutto abituali causa spesso depressione, soprattutto in quelle persone che non accettano l’avanzare dell’età e l’inevitabile deterioramento delle condizioni fisiche.

Bisogna aggiungere che con l’età declina in modo continuo ed irreversibile  il numero e la funzione dei motoneuroni del midollo spinale (Roth, Ferrel e Hurley 2000, Roubenoff 2001). I motoneuroni sono responsabili dell’invio di segnali dal cervello ai muscoli per poter iniziare il movimento. La perdita di fibre muscolari inizia con la perdita di neuroni motori. I motoneuroni muoiono con l’età con conseguente denervazione delle fibre muscolari all’interno del blocco motore, questo provoca denervazione delle fibre muscolari,  atrofia ed infine morte, portando ad una diminuzione della massa muscolare (Roth, Ferrel e Hurley 2000). Quando un motoneurone muore, può essere sostituito da uno adiacente, di solito a contrazione lenta, esso può reinnervare le fibre muscolari e prevenire l’atrofia. Questo processo è chiamato unità di rimodellamento motore. Rispetto ai precedenti essi sono più lenti, più piccoli e producono una forza muscolare inferiore, ovvero l’unità di rimodellamento del motoneurone conduce a unità motorie meno efficienti. Il rinnovato gruppo di motoneuroni  avrà un controllo meno preciso dei movimenti, con minor produzione di forza e rallentamento della meccanica muscolare (Roth, Ferrel e Hurley 2000; Roubenoff 2001, Waters, Baumgartner & Garry 2000). Questo può aiutare a spiegare la perdita di equilibrio e di velocità del movimento che si evidenzia con l’età. Inoltre, la quantità di denervazione delle fibre muscolari può superare quelle di reinnervazione, che spiega l’atrofia delle fibre muscolari negli anziani.

Un altro fattore che influenza la sarcopenia è il tasso di sintesi delle proteine ​​muscolari. La qualità e la quantità di proteina nel corpo è mantenuto costante da un processo continuo di riparazione, che comporta sia la disgregazione proteica che la sintesi; l’equilibrio di sintesi proteica e ripartizione determina il contenuto proteico del corpo (Nair 1995). Con l’età, si hanno cambiamenti nel turnover proteico, soprattutto un diminuito tasso di sintesi piuttosto che un aumento del tasso catabolico (Vandervoort & Symons 2001), che conduce alla perdita di massa muscolare (Reference).

 Quindi la perdita fisiologica della massa magra (muscolare) inizia a 20 anni, ma diventa molto rapida solo dopo i 50 anni; tra i 70-79 anni, negli anziani,  in entrambi i sessi si ha una riduzione della massa magra del’1% all’anno.

La sarcopena è ovviamente  una condizione associata all’invecchiamento e/o a patologie croniche soprattutto dei soggetti anziani, in cui si verifica una progressiva riduzione del numero e della dimensione delle fibre muscolari.

Altre cause: patologie croniche, neoplasie, traumi, anoressia (per aumento della proteolisi) – diete eccessivamente ipocaloriche –  invecchiamento, allettamento  o inattività fisica (per riduzione della sintesi proteica).

 

Invecchiamento e riduzione ormoni sessuali  ® SARCOPENIA

Anoressia, cachessia  ® SARCOPENIA

Nutrizione inadeguata, diete ipocaloriche, malassorbimento ® SARCOPENIA

Inattività, immobilità, sedentarietà, assenza di gravità ® SARCOPENIA

Variazioni ormonali (corticosteroidi, GH, IGF-1, Tiroide) ® SARCOPENIA

Malattie neurodegenerative, perdita di motoneuroni  ® SARCOPENIA

 

Come si vede i fattori che concorrono a tale processo sono diversi: il grado di attività fisica, le modificazioni ormonali, in particolare la diminuzione del testosterone nei maschi e degli estrogeni nelle donne , la malnutrizione e diverse malattie croniche.

L’invecchiamento è associato con diversi cambiamenti nei livelli ormonali, compresa una diminuzione delle concentrazioni di ormone della crescita (GH), testosterone, e insulin-like growth factor (IGF-1). Una diminuzione delle concentrazioni di questi ormoni possono essere collegati allo sviluppo della sarcopenia. GH e IGF-1 giocano un ruolo dominante nella regolazione del metabolismo delle proteine, GH e Testosterone sono necessari per il mantenimento delle proteine, e i livelli di IGF-1, sono correlati positivamente con i tassi di sintesi proteica muscolare, in particolare proteina miofibrillare (filamenti di actina e miosina) (Waters, Baumgartner & Garry 2000). Una riduzione di questi ormoni è legata ad una diminuzione della massa muscolare e un aumento del grasso corporeo (Waters, Baumgartner & Garry 2000) – (Reference)

Nelle donne l’abbassamento della concentrazione estrogenica dovuto alla menopausa è un fattore che aumenta la perdita di massa muscolare di circa 3 Kg ed aumenta la massa grassa di circa 2,5 Kg che può essere molto limitata o addirittura eliminata dalla terapia ormonale sostitutiva.

Gli uomini tendono a perdere maggior massa muscolare rispetto alle donne. Queste ultime sono a loro volta maggiormente soggette a quella che invece si definisce “obesità sarcopenica”, dove il grasso in eccesso maschera masse muscolari ridotte.

La sarcopenia va distinta dalla cachessia, che è caratterizzata da perdita sia di massa grassa che di massa muscolare ed ha come principale causa uno stato di infiammazione cronica od un tumore, e dalla perdita di peso conseguente a malnutrizione calorico-proteica.

Sula base delle definizioni elencate possiamo classificare la sarcopenia in . . .

Pre-Sarcopenia = perdita della massa muscolare senza variazione della forza fisica e della performance.

Sarcopenia = perdita della massa muscolare e della forza muscolare o della performance.

Sarcopenia severa = perdita della massa muscolare, della forza muscolare e della performance.

 

Stadio

Massa muscolare

Forza muscolare

 

Performance fisica

Pre-Sarcopenia

¯

 

 

 

Sarcopenia

¯

¯

oppure

¯

Sarcopenia severa

¯

¯

e

¯

 

Conseguenze:

o    diminuzione della forza, potenza e resistenza muscolare e di conseguenza dell’equilibrio

o    diminuzione della massa ossea e di acqua dell’organismo con aumentato rischio di cadute e quindi di fratture

o    diminuzione del metabolismo basale e conseguente alterazione della termoregolazione

Va ricordato che mantenere o aumentare la massa muscolare non è sufficiente a prevenire il declino della forza muscolare associata all’invecchiamento, però la sarcopenia è significativamente inferiore nei soggetti che svolgono una attività fisica regolare.

Uno studio italiano pubblicato su Gerolontology ha evidenziato che la prevalenza di sviluppare sarcopenia tra i pazienti istituzionalizzati con età  > a 70 anni è elevata e corrisponde al 68% negli uomini e al 21% nelle donne.

E’ bene evidenziare che i fattori di rischio per la sarcopenia nell’anziano comprendono sia fattori costituzionali, che lo stile di vita, ma in particolare l’alimentazione, la vita sedentaria, le patologie croniche e la condizione di vita.

Nell’anziano la riduzione della sintesi proteica muscolare riguarda soprattutto le catene di miosina dovuto (si presume) a una minor risposta a segnali anabolici che regolano la sintesi proteica a livello muscolare – ridotta espressione della chinasimTOR. Llivelli ridotti di altre chinasi specifiche di segnale e una ridotta attività di fattori che influenzano la traduzione proteica. Inoltre l’espressione dei geni dei regolatori proteolitici sembra essere maggiore, sia a riposo sia dopo esercizio.

La sarcopenia, quando è particolarmente accentuata, è la principale causa di invalidità e debolezza nell’anziano con compromissione della qualità della vita, infatti comporta equilibrio instabile, incapacità di salire o scendere le scale o portare a casa la spesa; aumenta il rischio di cadute e la loro gravità, si aggrava l’osteoporosi per la riduzione della tensione muscolare sulla struttura scheletrica e per la riduzione dell’effetto cuscinetto del muscolo sull’osso.

La nutrizione influenza il processo di invecchiamento dato che un apporto inadeguato in genere aggrava la composizione corporea , con conseguente  riduzione delle riserve energetiche.

La prevalenza della malnutrizione (stato di nutrizione nel quale una carenza o eccesso di energia, proteine e altri nutrienti che provoca eventi avversi misurabili sulla forma dei tessuti e dell’organismo, sulla funzione e sulla prognosi – Definizione ESPEN  European Society for Clinical Nutrition and Metabolism)  è pari al 22,8%; gli anziani ricoverati presso ospedali, case di riposo e strutture di riabilitazione hanno mostrato un rischio maggiore di malnutrizione rispetto ai soggetti  che vivono in comunità. Indagini eseguite in molti paesi hanno evidenziato un introito inadeguato di uno o più nutrienti nel 24% degli uomini e nel 47% delle donne tra i 74 e i 79 anni.

Vedi Sarcopenia 2…..

 

 
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