Lotta al colesterolo: pregi e difetti delle statine naturali

In Italia oltre la metà della popolazione adulta ha un livello di colesterolo elevato e questo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari....

lotta al colesterolo

In Italia oltre la metà della popolazione adulta ha un livello di colesterolo elevato e questo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. La mortalità per malattie cardiovascolari occupa in Italia il primo posto: il 44% di tutte le morti sono dovute a malattie del sistema cardiocircolatorio.

Nonostante questo inizio allarmante, dobbiamo ricordare che il colesterolo è un grasso molto importante per il nostro organismo, oltre ad essere un componente essenziale delle membrane cellulari, è necessario alla biosintesi di vari composti a struttura steroidea (acidi biliari, ormoni surrenalici, androgeni, estrogeni e progesterone) ed è inoltre il precursore della vitamina D, quindi proprio per il suo ruolo metabolico non possiamo farne a meno, ma dobbiamo mantenerlo entro i giusti valori.

I livelli di colesterolemia, dipendono dalla sintesi endogena di colesterolo che ha luogo soprattutto a livello epatico e per il 10-20% dalla nostra alimentazione, attenzione quindi a cosa mangiamo in quanto la prima forma di prevenzione inizia proprio con una sana alimentazione:

-cerchiamo di ridurre l’apporto di acidi grassi saturi (burro, lardo, strutto, tuorlo d’uovo, formaggi grassi, carni grasse, frattaglie…) che tendono ad innalzare il livello ematico di colesterolo;

-via libera agli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi che possono aiutarci a farlo diminuire,

-assumere quotidianamente le ben note 5 porzioni di frutta e verdura così da riuscire a introdurre il fabbisogno giornaliero di 30 gr di fibra in quanto essa può ridurre i livelli di colesterolemia modificando la flora batterica e riducendo così il riassorbimento degli acidi biliari o dello stesso colesterolo.

-introduciamo nel nostro menù giornaliero noci , mandorle , cereali , fruttaverdura, e olio d’oliva,  alimenti ricchi di fitosteroli che hanno effetto competitivo con il colesterolo a livello dei recettori dell’assorbimento intestinale,

-cerchiamo anche di eliminare il fumo di sigaretta in quanto è un fattore che influenza la formazione di radicali liberi 

-dedichiamo parte della nostra giornata a svolgere un’attività fisica costante: migliora il funzionamento del sistema cardiovascolare e riduce il tasso di lipidi nel sangue.

Se nonostante questi accorgimenti i nostri livelli di colesterolemia rimangono elevati è necessario ricorrere ai farmaci, ma per fare ciò è bene mettersi nelle mani di un medico specialista che a seconda del singolo caso saprà scegliere se consigliare una classica statina o l’integratore che più si addice a quel particolare paziente.

E’ bene ricordare comunque che la natura ci viene sempre in aiuto e che dalla fermentazione del riso ad opera di un lievito, chiamato Monascus purpureus o lievito rosso, è stato messo a punto un integratore che contiene tale principio che ha mostrato importanti virtù ipolipidemizzanti. Il Monascus è una sorta di statina naturale (lovastatina), anche il Ministero della Salute ha definito la sua utilizzabilità, quindi in base alla più recente letteratura scientifica, l’integrazione con Monascus Purpureus, unitamente ad idonee modalità dietetiche, può contribuire a migliorare la regolazione della ipercolesterolemia e della ipertrigliceridemia.

Numerosi sono gli articoli (tra cui uno dei primi apparso su Annals of Internal Medicine Red yeast rice for dyslipidemia in statin-intolerant patients: a randomized trial. Becker DJ, Gordon RY, Halbert SC, French B, Morris PB, Rader DJ) che evidenziano come questi integratori debbano essere utilizzati sempre come precedentemente detto sotto stretto controllo medico, e non devono essere autoprescritti, perché come mostrato dallo studio in un numero limitato di soggetti si sono riscontrate reazioni avverse. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori toscani, dopo un’analisi del database italiano delle reazioni avverse ai prodotti naturali, hanno trovato 4 casi di miopatia associata all’assunzione di riso rosso fermentato, ogni paziente riferiva dolori muscolari con elevati valori di creatinifosfochinasi (enzima presente nel tessuto muscolare), i tempi di esordio dai 2 ai 6 mesi dopo l’assunzione del prodotto, tre soggetti sono guariti completamente dopo la sospensione, mentre un paziente intollerante alle statine ha mantenuto alti livelli di creatinifosfochinasi per diversi mesi.
Il riso rosso fermentato è sicuramente un rimedio efficace nella lotta al colesterolo e una valida alternativa alle classiche statine, per quanto riguarda i livelli di sicurezza, è necessario condurre altri studi, medici americani hanno pubblicato un articolo sulla rivista American Journal of Cardiology, dimostrando la buona tollerabilità del prodotto in pazienti precedentemente intolleranti alle statine, anche il centro per lo studio dell’arteriosclerosi e delle malattie metaboliche dell’università di Bologna ha seguito 48 pazienti, intolleranti alle statine trattati con un integratore a base di riso rosso fermentato e solo 4 pazienti hanno interrotto la terapia per alcuni effetti collaterali.
Concludendo è bene precisare che questo tipo di integratore svolge un’importante funzione lipolipidemizzante, ma che l’effetto eulipemico, come dimostrano numerosi studi, è significativamente più pronunciato associando al Monascus purpureus policosanolo, berberina, antiossidanti (coenzima Q10, astaxantina, vitamina E). In alcuni preparati inoltre può essere presente anche l’acido folico che è necessario per la metilazione dell’omocisteina e la sua trasformazione in metionina; una sua carenza provoca iperomocisteinemia, fattore di rischio cardiovascolare.
Resta inteso che il medico specialista a seconda dell’anamnesi raccolta e dei parametri ematochimici riscontrati saprà consigliare l’integratore più idoneo in quanto ormai abbiamo a disposizione una notevole scelta tra cui:

Fitosteroli  agiscono riducendo l’assorbimento intestinale del colesterolo. Questo meccanismo si basa sulla sostituzione del colesterolo all’interno delle micelle dato che esse hanno una capacità limitata di incorporare fitosteroli, la concentrazione di colesterolo nelle stesse viene ridotta e, in tal modo, ne viene assorbito meno attraverso la membrana intestinale. Il colesterolo non incorporato all’interno delle micelle forma co-cristalli con i fitosteroli e insieme, vengono eliminati attraverso le feci. I fitosteroli rispetto al colesterolo non sono in grado di produrre placche aterosclerotiche , hanno però come effetto collaterale la diminuzione nel sangue dei livelli di carotenoidi, molecole molto importanti e protettive nei confronti di alcune malattie tra cui quelle degenerative. 

Policosanoli una miscela di alcoli primari alifatici saturi, a lunga catena (da 24 a 36 atomi di Carbonio) di cui il più abbondante è l’1-octacosanolo. Sono estratti allo stato naturale dalla cera della canna da zucchero (Saccharum officinarum), nella cera d’api e possono essere estratti da sottoprodotti della lavorazione dei cereali (germe di grano, cera di riso). Il policosanolo riduce la biosintesi del colesterolo, mediante inibizione della sintesi dell’enzima 3-idrossi-3-metilglutaril CoA (HMG-CoA) riduttasi.

Tocotrienioli (si ricavano dal frutto della palma) agiscono inibendo l’enzima HMG-CoA riducendo la concetrazione di questo enzima senza causare effetti collaterali tra cui l’inibizione della sintesi del coenzima Q10.

Bioflavonoidi come la tangeretina e la nobiletina (estratti dalla buccia del mandarino) essi sono in grado di ridurre la concentrazione di una proteina necessaria per la sintesi del colesterolo LDL
Berberina è un alcaloide contenuto nella radice del biancospino ed in altre piante. A oggi è indicata nella gastrite, nelle coliti spastiche, negli spasmi viscerali di origine psicosomatica, nella psoriasi, nell’orticaria e nel prurito. La berberina riduce il colesterolo plasmatico aumentando l’uptake epatico delle lipoproteine LDL, attraverso l’aumento dell’espressione dei recettori epatici. Studi preclinici in vitro e in vivo hanno dimostrato che la berberina è in grado di aumentare i livelli cellulari di RNA messaggero delle proteine del recettore delle LDL (mRNA LDLR), aumentandone l’espressione e la quantità disponibile. L’aumento dell’attività recettoriale determina un aumento dell’uptake epatico delle LDL e una riduzione della colesterolemia
Questi studi in vitro e in vivo hanno inoltre dimostrato che la berberina è in grado di promuovere anche il catabolismo epatico degli acidi grassi, substrato per la biosintesi dei trigliceridi, attraverso l’attivazione di una fosfochinasi (AMPK) capace di inattivare l’Acetil-CoenzimaA-Carbossilasi, un enzima chiave nella regolazione della sintesi dei trigliceridi.
Attraverso questo meccanismo la berberina riduce la sintesi epatica dei trigliceridi riducendone i valori plasmatici. La berberina grazie alla sua attività ipotrigliceridemizzante completa l’azione ipolipidemizzante consentendo di ridurre, oltre al colesterolo plasmatico anche i valori di trigliceridemia.
Per un maggior approfondimento rimandiamo ai seguenti articoli

Fitosteroli e nutraceutici . . . un valido aiuto per il trattamento dell’ipercolesterolemia
Dalla Natura un aiuto nella lotta al Colesterolo
COLESTEROLO: fatti e misfatti

 

Informazioni su Studio Medico Perrone & Associati (546 Articoli)
Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.