La visita omotossicologica

omotox

 I punti fondamentali di una visita Omotossicologica

  1. Anagrafica (età, sesso, razza, paese d’origine, professione, stato civile).
  2. Motivo della visita
  3. Anamnesi patologica prossima (inquadramento nella tavola della omotossicologia)
  4. Anamnesi patologica remota (inquadramento nella tavola della omotossicologia)
  5. Anamnesi familiare (nosode costituzionale, cioè la malattia cronica di fondo della famiglia).
  6. Anamnesi fisiologica
  7. Storia di una giornata “tipo” del paziente  e individuazione della Costituzione
  8. Esame Fisico (inquadramento neurovegetativo).
  9. Esame psicologico (inquadramento neurovegetativo).

In seguito alla raccolta di tali informazioni si inquadrano nella tavola dell’omotossicologia le diverse patologie che il paziente riferisce. E’ questo un tipo di schema della storia clinica patologica remota del paziente, che può unire e correlare varie patologie che, frequentemente, sono in sequenza, come risultato di una soppressione, di un peggioramento, di una evoluzione dovuta all’età, a diversi eventi fisici e psichici. E’ importante per capire l’evoluzione della patologia, per stabilire una prognosi, per prevenire eventuali peggioramenti correlati a vicariazioni regressive, per scegliere l’utilizzo di rimedi (nosodi) specifici.
L’ omotossicologia, quindi con l’ausilio dei progressi della medicina accademica (analisi mediche, esami diagnostici, ecc.) trova l’esatta posizione della malattia nella tabella delle 6 fasi, e tramite rimedi omotossicologici aiuta il corpo a riattivare le funzioni di eliminazione delle tossine e, in caso di danni cellulari, ripristina la struttura enzimatica cellulare.

In conclusione la terapia omotossicologica non elimina il sintomo, ma lancia un vero e proprio impulso verso la guarigione basato sulla disintossicazione: questo con l’ausilio sia di farmaci omeopatici (sia unitari che composti), che di farmaci che rappresentano la sintesi perfetta fra antico e moderno, fra tradizione e avanguardia.