Meno sale, meno peso più salute

Una recente notizia diffusa da Adnkronos salute ha evidenziato come sia sufficiente ridurre di soli 3 grammi al giorno il consumo di sale per diminuire del 20% il rischio di ictus e del 15% quello di infarto....

Meno sale, meno peso più salute  –  Una recente notizia diffusa da Adnkronos salute ha evidenziato come sia sufficiente ridurre di soli 3 grammi al giorno il consumo di sale per diminuire del 20% il rischio di ictus e del 15% quello di infarto, percentuali importanti se si pensa che le vittime di queste 2 patologie sono circa 17 milioni di persone l’anno.

Si stima che nel 2025 1 adulto su 3 avrà la pressione alta, la riduzione del consumo di sale abbassa la pressione del sangue e riduce il rischio di malattie cardiovascolari in persone con una pressione normale ma migliore le condizioni anche di chi ha già la pressione alta.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda di non superare i 4/5 grammi di sale al giorno, che equivale a un cucchiaino da the, tutto incluso: acqua della pasta, insalata, salse, sale nei cibi conservati o in scatola”.

Purtroppo è molto difficile controllare il sale contenuto nei cibi confezionati, come cracker, patatine, salumi, snack, l’unica possibilità è ridurne il consumo e limitare quello che utilizziamo per cucinare, ricorrendo magari per dare più sapore alle pietanze alle dimenticate ma molto utili spezie.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Hypertension ha messo in evidenza un’importante correlazione tra consumo di sale e obesità infantile, i ricercatori hanno scoperto che i bambini che mangiano cibi particolarmente salati sono anche quelli che bevono più bibite zuccherate e ipercaloriche. Secondo i ricercatori, basterebbe una cospicua riduzione giornaliera del consumo di sale per tagliare all’incirca 250 calorie dalla dieta dei bambini. I ricercatori inglesi hanno analizzato i dati raccolti nel 1997 dal National Diet and Nutrition Survey che riguardavano circa 1.600 bambini di età  compresa dai 4 ai 18 anni. Dall’elaborazione dei dati è emerso che i bambini che consumano cibi con un basso contenuto di sale bevono anche meno bevande zuccherate.

E’ sufficiente infatti una diminuzione di sale giornaliera  di un grammo per provocare un decremento dell’introito di liquidi di 100 grammi nell’arco della giornata, questo dato che sembra banale invece è molto importante, poiché stiamo parlando di liquidi particolari, ovvero bevande zuccherate, e dato che recenti dati epidemiologici  testimoniano un aumento dell’obesità infantile anche nei paesi in via di sviluppo, sembra che in parte questo possa essere imputato a una maggiore diffusione proprio di queste bevande.

Se la popolazione di età compresa tra quattro e 18 anni diminuisse della metà il consumo di sale, pari a una riduzione di circa 3 grammi al giorno, potremmo assistere a un decremento di circa due bibite alla settimana, corrispondenti a circa 250 Kcal in meno alla settimana.
Così non solo si avrebbe una riduzione del rischio di ipertensione dovuto proprio al minore introito di sale, ma anche una riduzione dell’obesità derivante dal minor consumo di bibite zuccherate.

Un altro importante lavoro pubblicato su Diabetes Care, sottolinea come spesso genitori di ragazzi soprappeso od obesi non percepiscano la situazione patologica dei propri figli, lo studio ha monitorato 104 adolescenti con diabete di tipo 2 e ha valutato la percezione della problematica sia da parte dei genitori che dei ragazzi. Si è visto che solo il 41% dei genitori riconosce il proprio figlio come obeso e si accorge della stessa evidenza solo il 35% dei ragazzi. Se i genitori non vedono lo stato patologico dei propri figli è molto difficile che i ragazzi stessi lo percepiscano e possano cambiare il proprio stile di vita e intraprendere una dieta adeguata.

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