Menù afrodisiaco per San Valentino

Si avvicina San Valentino e le offerte di menù afrodisiaci si sprecano, ma esistono davvero cibi afrodisiaci? Questi alimenti non sono certamente un'invenzione moderna, la loro origine risale all'antichità, dalle culture egiziana, greca e romana...

Si avvicina San Valentino e le offerte di menù afrodisiaci si sprecano, ma esistono davvero cibi afrodisiaci?

Il termine “afrodisiaco” deriva dal mito di Afrodite, dea greca dell’amore, che uscì dal mare dentro una conchiglia d’ostrica. Questi alimenti non sono certamente un’invenzione moderna, la loro origine risale all’antichità, dalle culture egiziana, greca e romana.

Gli Egizi coltivavano la lattuga, i cui cespi raggiungevano grandi dimensioni e per questo motivo era sacra al dio Min, protettore della fecondità.

I Greci consigliavano per esaltare lo stimolo sessuale cipolle, tartufi, miele, uova, pesce e crostacei.

Più che provocare una reale reazione fisica, i cibi afrodisiaci hanno il potere di suggestionare le persone in base alla loro denominazione e al rituale che circonda la loro presentazione.

Tuttavia una recente inchiesta che ha coinvolto 110 sessuologi e nutrizionisti ha evidenziato l’esistenza di un forte legame tra cucina e stimolo sessuale, e sembra che siano proprio i cibi made in Italy ad accendere la sensualità, via libera a spezie, peperoncino, formaggi e vino rosso. Che la buona tavola sia legata all’amore, non è certo un segreto, così come il fatto che attraverso il palato si arrivi al cuore del partner o della partner. Se per il 47% questo legame tra cibo e desiderio è soprattutto “mentale”, per il 46% c’entra anche la “chimica”. Ma quali sono allora gli alleati dell’amore?

Iniziamo dal peperoncino, quello selvatico piccante veniva consumato già 9.000 anni fa, mentre la sua coltivazione, sempre in Messico, sembra risalire a oltre 5.000 anni prima di Cri­sto.

Agli inizi del 1493 Bartolomé de Las Casas ne parla nel giornale di bordo della prima spedizione atlantica di Cristoforo Colombo. Riferendosi al peperoncino, scrive che viene consu­mato dagli indigeni come spezia e se­gnala l’abbondanza con cui si rinvie­ne, esprimendo un giudizio così posi­tivo da ritenerlo più importante dello stesso pepe nero. Dopo appena una cinquantina d’anni dalla sua introduzione in Europa, l’impiego del peperoncino piccante si espanse in tutto il Vecchio Mondo, dove,  oltre a essere coltivato e utiliz­zato sia come droga sia come medici­nale, veniva pure largamente impie­gato per la sua proprietà di conserva­re i cibi, particolarmente apprezzata nelle regioni a clima caldo.

In poco tem­po il peperoncino piccante meritò l’at­tributo di “droga di tutti” o, più signi­ficativamente, di “droga dei poveri”. Del resto il suo particolare aroma riusciva, a un prezzo praticamente nul­lo, a insaporire anche le mense più povere, al punto che pietanze dal sa­pore insignificante trovavano nel pe­peroncino un momento di esaltazione e, quindi, anche di appetibilità.

Questa proprietà, unita a quella di conservante naturale, hanno contri­buito in maniera determinante a far sì che oggi il peperoncino piccante sia, dopo il sale marino, il condimento più diffuso nel mondo.

Le sue proprietà afrodisiache sono legate alla presenza di elevante quantità di Vitamine E considerata la vitamina delle fertilità. Inoltre la presenza della capseicina stimola la produzioni di alcuni ormoni legati alla vasodilatazione e al desiderio.

Il Miele nella sua estrema dolcezza è una grande fonte di boro, un oligoelemento che aiuta ad aumentare i livelli di estrogeni. Numerosi studi hanno dimostrato che il boro innalza anche il testosterone nel sangue, ormone responsabile del desiderio sessuale sia negli uomini che nelle donne.

Le ostriche rientrano nella categoria dei cibi afrodisiaci per il loro elevato contenuto di zinco, che favorisce la produzione di spermatozoi e aumenta la libido.

L’Aglio nonostante sia uno degli alimenti con un odore molto forte e sgradevole, rientra nei primi tre cibi più afrodisiaci, il principale principio attivo è l’allicina, una sostanza che aumenta il nostro flusso sanguigno. Togliamogli però l’anima per evitare brutte sorprese.

Il cioccolato è uno dei migliori afrodisiaci naturali, contiene una serie di composti come l’anandamide, un neurotrasmettitore il cui nome deriva dal termine sanscrito ananda, “beatitudine interiore”. 
Il cioccolato è anche ricco di feniletilamina (PEA), un ormone della classe delle anfetamine che rilascia dopamina nei centri del piacere del cervello; stimola, inoltre, sentimenti di eccitazione, attrazione ed euforia. Inoltre il cacao contiene triptofano, un amminoacido chiave nell’aumento del livello di serotonina dell’organismo, principale neurotrasmettitore per la produzione di piacere e relax.

Le Mandorle così piccole e così gustose sono uno degli alimenti preferiti per risvegliare l’eros nel partner. Sono considerate alimenti afrodisiaci  fin dall’antichità. La mandorla nel Medioevo era uno degli ingredienti principali nella cucina di corte, indispensabile per i piatti afrodisiaci e i filtri d’amore. Si usa regalare confetti di mandorla in occasione di battesimi e matrimoni proprio perché simbolo di fertilità e prosperità. L’essenza afrodisiaca delle mandorle deriva soprattutto dalle loro proprietà nutritive e benefiche, ricche di vitamina A, calcio, ferro ma anche zuccheri contribuiscono a dare la giusta energia.

Gli asparagi oltre ad essere un alimento ricco di fibre, sali minerali (potassio, calcio, fosforo) e vitamina C, sono anche uno stimolante afrodisiaco. I Greci ritenevano che gli asparagi fossero un alimento afrodisiaco per chiunque ne facesse un uso regolare. A Bassano del Grappa è diffusa, ancora oggi, un’antica tradizione che considera gli asparagi un ingrediente fondamentale di pranzi o cene nuziali, credendolo propiziatorio per la coppia novella. La fama afrodisiaca degli asparagi avrebbe coinvolto anche alcuni grandi personaggi della storia come Napoleone III, che li reputava indispensabili durante le sue cene private; o Luigi XIV che, talmente tanto devoto al giardiniere che li coltivò tutto l’anno, fece erigere una statua in suo onore. Senza contare, poi, che anche un erborista inglese del 1600, Nicholas Culpepper, scrisse che gli asparagi “suscitano desiderio negli uomini e nelle donne”.Gli asparagi sono una ricca fonte di potassio, fibre, vitamina B6, vitamina A, e C, acido folico e tiamina o vitamina B1. Le quantità di vitamina E contenute negli asparagi, inoltre, stimolano gli ormoni maschili, favorendo una vita sessuale sana e una maggiore virilità.

L’avocado rientra fin dai tempi più antichi nella categoria dei frutti afrodisiaci, esportato in Europa è entrato a far parte in modo regolare del menù personale del re di Francia Luigi XV, ma il reale motivo per cui l’avocado viene considerato un cibo afrodisiaco, sono le sue proprietà nutritive, che forniscono all’organismo un elevato quantitativo di energia, evitando di sentirsi appesantiti dopo averlo consumato. Ricco di acido folico, vitamina B6, vitamina A, C e soprattutto potassio, l’avocado contiene anche il betasitosterolo sostanza che permette di tenere bassi i livelli di colesterolo, e il glutatione utile per la prevenzione di problemi cardiovascolari.

Anche i  formaggi,  soprattutto quelli italiani, ricchi di feniletilamina, ormone prodotto dal cervello quando ci innamoriamo non possono mancare nel menù di San Valentino, accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso.

I cibi possono aiutarci a rendere più piacevole la serata ma è importante non dimenticarsi della complicità e della seduzione del proprio partner anche grazie alla creazione di  un’atmosfera romantica, importante anche  la presentazione e i colori, sia delle pietanze che dell’atmosfera dove bisogna prediligere toni caldi, legati alla passionalità e al calore.

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