Etichette alimentari . . . nuove regole

Il 22 novembre è stato pubblicato il nuovo regolamento europeo sulle diciture delle etichette alimentari. Si tratta di una conquista importante perchè permetterà ai consumatori di scoprire con più facilità i segreti dei prodotti esposti sugli scaffali dei supermercati.

Il 22 novembre è stato pubblicato il  nuovo regolamento europeo sulle diciture delle etichette alimentari

Si tratta di una conquista importante perché  permetterà ai consumatori di scoprire con più facilità i segreti dei prodotti esposti sugli scaffali dei supermercati.

Le novità sono rilevanti, per esempio non ci saranno più segreti per gli “oli/grassi vegetali” che dovranno indicare la tipologia ( soia, palma, colza), diventerà obbligatoria la tabella nutrizionale,  saranno vietate le diciture scritte con caratteri tipografici invisibili, dovranno essere ben evidenziati nell’elenco degli ingredienti gli allergeni, gli additivi e i conservanti.

 

Più precisamente le sostanze allergizzanti dovranno essere evidenziate in grassetto o in  colore.  Si potrà persino utilizzare il semaforo per indicare  i cibi contenenti  troppi grassi o troppi zuccheri.

 

Riassumiamo le novità importanti:

  • Gli alimenti confezionati devono avere una tabella nutrizionale con sette elementi (valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale) riferiti a  100 g o 100 ml di prodotto, che potrà essere affiancata da dati riferiti ad una porzione. Si possono utilizzare altri  schemi come i semafori attualmente in vigore nel Regno Unito, solo se di facile comprensione.
  • Le diciture devono essere visibili, è quindi previsto un carattere tipografico minimo di 1,2 mm (0,9 mm per le confezioni più piccole).

E’ obbligatorio indicare il Paese d’origine o il luogo di provenienza per la carne suina, ovina, caprina e il pollame (l’obbligo scatta entro due anni). 

La Commissione europea valuterà entro cinque anni se estendere l’origine:

  1.  latte e prodotti non trasformati o  mono-ingrediente;
  2.  ad alcuni ingredienti come il latte nei prodotti lattiero-caseari, la carne nella preparazione di altri cibi o altri quando rappresentano più del 50% dell’alimento

Un alimento congelato o surgelato venduto scongelato deve riportare sull’etichetta  la parola “scongelato”

  • La carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti della pesca venduti come filetti, fette, o porzioni che sono stati arricchiti con una quantità di acqua superiore al 5% devono indicare la presenza sull’etichetta
  • La carne, le preparazioni di carne e i prodotti della pesca proposti come una fetta o un filetto ma composti da diversi pezzetti uniti con additivi o enzimi devono  specificare che il prodotto è ottenuto dalla combinazione di più pezzi (per esempio: carne separata meccanicamente )
  • I salumi insaccati devono indicare quando l’involucro non è commestibile
  • Gli allergeni  devono essere evidenziati nella lista degli ingredienti con accorgimenti grafici (grassetto o colore)
  • La scritta “oli e grassi vegetali” deve essere abbinata all’indicazione del tipo di oli o grassi utilizzato (es. soia, palma, arachide). Nelle miscele è ammessa la dicitura “in proporzione variabile” 
  • L’acqua aggiunta quando la presenza nel prodotto finito è superiore al 5% deve essere dichiarata in etichetta
  • Caffeina: le bevande diverse da tè, caffè e dai drink a base di tè e caffè con un  tenore di caffeina maggiore di 150 mg/l devono riportare sull’etichetta oltre alla scritta “Tenore elevato di caffeina” (introdotta nel 2003)  l’avvertenza “Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento” 
  • La data di scadenza deve essere riportata anche sulle confezioni  preconfezionate all’interno del prodotto 
  • La carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti ittici  surgelati o congelati non lavorati, devono indicare  il giorno, il mese e l’anno della surgelazione o del congelamento.
  • Acidi grassi trans: entro 3 anni dall’entrata in vigore del regolamento verrà redatto un rapporto per valutare l’opportunità di riportare la presenza di acidi grassi trans nella tabella nutrizionale. Sino a quel momento è vietato riportare questa  indicazione anche in modo volontario
  • Le diciture obbligatorie, le indicazioni nutrizionali e quelle relative all’origine devono essere nello stesso campo visivo della denominazione di vendita.
  • Quando la superficie  della confezione è inferiore a 10 cmƒU è sufficiente riportare le notizie essenziali: denominazione di vendita, allergeni eventualmente presenti, peso netto, termine minimo di conservazione (“da consumarsi preferibilmente entro …”) o data di scadenza (“da consumarsi entro …”).

L’elenco degli ingredienti può essere indicato anche con altre modalità (ad esempio negli stand di vendita) e deve essere disponibile su richiesta del consumatore.

 

Il regolamento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue, e le nuove regole dovranno essere applicate entro tre anni (cinque per le informazioni nutrizionali).

 

A proposito di etichette riportiamo alcuni consigli per  una spesa intelligente

  1. Tenere sempre sotto controllo la dispensa, compilare una lista della spesa da utilizzare al supermercato evitando ci acquistare cose già presenti in casa e avere sempre prodotti freschi da consumare.
  2. Non andare mai al supermercato prima di pranzo o cena, potremmo essere mal consigliati dalla nostra pancia e il solo desiderio di mangiare potrebbe farci riempire il carrello in modo eccessivo.
  3. Sfruttare le offerte per i prodotti di uso quotidiano come il latte, le confezioni di acqua minerale, il caffè ecc.. per altri prodotti più deteriorabili controllare la data di scadenza.
  4. Acquistare preferibilmente frutta e verdura di stagione freschi e di provenienza italiana, sono più economici, e soprattutto mantengono più intatte le loro proprietà nutrizionali.  Per frutta e verdura di serra se non addirittura di altri paesi, il costo del trasporto incide notevolmente, per non parlare delle emissioni di Co2, quindi cerchiamo di acquistare prodotti nazionali aiuteremo non solo il nostro portafoglio ma anche il nostro ambiente.

Per esempio per produrre latte occorre del terreno che sarà dedicato alla semina e coltivazione di erbe e cereali indispensabili per l’alimentazione degli animali che poi produrranno il latte senza dimenticare circa 1000 litri di acqua necessari per la coltivazione e la raccolta.

Tutto questo comporterà consumo di energia, che produrrà da 1 a 2 Kg Co2 eq/litro di latte di gas (effetto serra), il latte poi di solito viene  imbottigliato utilizzando bottiglie in plastica, uno dei tanti materiali inquinanti prodotti dall’uomo.

Se poi lo importiamo pensiamo anche al consumo di petrolio e produzione di Co2 in relazione alla distanza compiuta nel viaggio da un paese lontano verso l’Europa, questo vale anche epr molti altri generi alimentari per esempio un Kg di carne importato dall’Argentina utilizza 6,7 kg di petrolio e produce 20,8 kg di Co2.

Per acquisti rispettosi dell’ambiente è nata l’etichetta Water Footprint ovvero un’etichetta che comunica e informa il consumatore sul quantitativo di acqua che è stato utilizzato per produrre l’alimento appena acquistato, per esempio per 1 kg di grano vengono utilizzati 1300 litri d’acqua, per 1 kg di carne bovina ben 15.300 litri, per una tazzina di caffè 140 litri di acqua.

 

Per concludere ricordiamo che è importante  essere consapevoli di quello che si acquista, per esserlo non basta leggere l’etichetta ma è necessario essere in grado di interpretare correttamente ciò che è scritto sui prodotti, a seguire alcuni consigli:

  • Gli ingredienti sono elencati in ordine della loro proporzione nel prodotto. I primi 3 ingredienti sono quello che voi principalmente state ingerendo.
  • Sull’etichetta la lettera E seguita da un numero indica che nel prodotto è presente un additivo autorizzato nell’Unione Europea.
  • Cercare l’etichetta nutrizionale! Ovvero il contenuto in macro (grassi proteine carboidrati) e micro (vitamine e sali minerali) nutrienti.
  • “da consumarsi preferibilmente entro il…“ la data di preferibile consumo: il prodotto conserva le sue specifiche proprietà in adeguate condizioni di conservazione, “da consumarsi entro il…” indica il termine perentorio entro il quale il prodotto deve essere consumato ed è obbligatoria per i prodotti altamente deperibili dal punto di vista microbiologico.
  • Se si è allergici controllare in etichetta la presenza di alcuni specifici additivi e anche essere attento a quelli che potrebbero essere stati utilizzati in uno degli ingredienti del prodotto. In alcuni soggetti asmatici ad esempio evitare i solfiti (E220, …..E228), la tartrazina (E 102).
  • Additivi (coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti, addensanti, ecc.) descritti con il nome della categoria, il nome specifico o la sigla E seguita dal numero di identificazione stabilito dall’Unione Europea (es. antiossidante: acido L-ascorbico o E 300). Le sostanze aromatizzanti vengono designate in etichetta come “aromi naturali” o “aromi” (di origine sintetica).

Attenzione anche a piccoli trucchi utilizzati per mascherare la reale composizione dei prodotti

  • Per mascherare per esempio il contenuto di zuccheri,  spesso vengono suddivisi nei diversi tipi, saccarosio, fruttosio, sciroppo di cereali, così la quantità di zuccheri non compare tra le prime posizioni dell’elenco.
  • Al fine di limitare l’ingestione di tossici chimici comprare biologico, o cibi freschi poco trattati.
  • Attenzione al contenuto in Grassi Vegetali idrogenati e non idrogenati in quanto abbassano Colesterolo HDL elevano LDL aumentano rischio cardiovascolare, aumentano i livelli di insulina e carico glicemico alterando la costituzione e il numero degli adipociti, interferiscono con la risposta immunitaria, alterano la fluidità delle membrane cellulari aumentando la produzione di radicali liberi.
  • Per i Junk-Food o cibi spazzatura, nella lista degli ingredienti vengono inseriti prodotti salutari (bacche, erbe, super cibi) ma che in realtà sono presenti in quantità irrilevanti e la cui somministrazione non produce alcun effetto sulla salute. 
     
     

 

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