Fentermina-Topiramato contro l’obesità

Il 27 giugno e il 17 luglio 2012 la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato , rispettivamente, l'uso di lorcaserina, un nuovo farmaco che agisce sul sistema serotoninergico, e l'uso di fentermina topiramato

Fentermina-Topiramato contro l’obesità

Riportiamo le ultime notizie emerse al Congresso SIO-ADI svoltosi a settembre a Milano presso l’Università degli Studi dal titolo “Nuove acquisizioni in tema di nutrizione clinica, dell’obesità e delle sue complicanze”  

Come più volte sottolineato l’obesità è una vera e propria patologia infiammatoria cronica, e i farmaci oggi disponibili per curarla sono molto pochi, soggetti a continue sperimentazioni per i loro effetti collaterali.

Tra quelli più recenti ritirati dal commercio ricordiamo:

La sibutramina che purtroppo non offriva un’adeguata protezione cardiovascolare

Il Rimonabant che agiva sul senso di appettito, ma aveva anche un’azione deprimente che poteva portare a pensieri suicidi.

La  fentermina che aveva un’azione dannosa a livello cardiaco, in particolare a livello valvolare e, se usata in dosi elevate, aumentava la frequenza cardiaca.

Tutti questi farmaci sono stati accantonati perché agendo sul metabolismo basale avevano un’azione eccitante sul sistema cardiovascolare, che nei soggetti obesi talvolta risulta già compromesso, e quindi non erano totalmente sicuri.

Il 27 giugno e il 17 luglio 2012 la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato , rispettivamente, l’uso di lorcaserina, un nuovo farmaco che agisce sul sistema serotoninergico (la serotonina regola l’appetito), e l’uso di fentermina topiramato , una combinazione di un farmaco -fentermina- ad azione noradrenergica (la noradrenalina è un neurotrasmettitore che agisce sui depositi energetici )  e di un farmaco -topiramato- impiegato nel trattamento dell’epilessia e nella profilassi dell’emicrania, per il trattamento dell’eccesso ponderale in pazienti con BMI uguale o superiore a 30 Kg/m2 o in pazienti con BMI uguale o superiore a 27 Kg/m2 in presenza di comorbilità. Approfondimento: Lorcaserina, la pillola magica antiobesità

L’approvazione da parte dell’FDA di lorcaserina e fentermina-topiramato rappresenta una grande novità nei confronti dei farmaci antiobesità: sono infatti trascorsi 13 anni dall’ultima approvazione di un farmaco di questa classe, la sibutramina, e viene dopo il rifiuto dell’approvazione di rimonabant nel 2008, e la sospensione della commercializzazione di sibutramina nel 2010. Per la approvazione del farmaco in Europa si aspetta il verdetto dell’EMA che è atteso  in autunno, e ci auguriamo che l’obesità possa ritornare ad essere trattata in modo uniforme in tutto il mondo anche perché la letteratura scientifica è identica in tutte le latitudini.

Fentermina-Topiramato è un nuovo farmaco per il trattamento dell’obesità nato dall’associazione tra la fentermina, molecola anoressizzante ad azione noradrenergica e il topiramato, farmaco antiepilettico. Il nome commerciale di tale associazione sarà Qsymia, ma era precedentemente noto col nome di QNEXA.

Il Qsymia, differisce dalla mera associazione dei due principi attivi attualmente in commercio, perché unisce la fentermina HCl (che è prontamente assorbita nel tratto gastrointestinale e agisce nelle prime fasi del giorno), a una formulazione di topiramato a rilascio controllato (con effetti persistenti sulla  perdita di peso durante tutto il giorno). In questo modo, si ottiene la possibilità di un’unica somministrazione giornaliera, riducendo così la dose dei singoli principi attivi.

Delle due molecole solo la fentermina era fino ad oggi approvata per la terapia dell’eccesso ponderale da parte della FDA. Ora è approvata anche l’associazione, ma non l’uso di topiramato singolarmente per la terapia dell’obesità. L’effetto del farmaco non è influenzata dall’assunzione del cibo e quindi può essere assunto indipendentemente dal pasto.

Nei due studi principali (EQUIP e CONQUER), il calo di peso ottenuto nei pazienti trattati è stato notevole, raggiungendo in coloro che avevano completato lo studio (completers), una media del 14,4% contro il 2,1% del placebo. Una percentuale significativamente maggiore di soggetti trattati con FEN/TPM RC ha ottenuto un calo ponderale maggiore del 5%, 10% e del 15% rispetto ai soggetti trattati con placebo.

Controlled-release phentermine/topiramate in severely obese adults: a randomized controlled trial (EQUIP) Obesity (Silver Spring). 2012 Feb;20(2):330-42.

Effects of low-dose, controlled-release, phentermine plus topiramate combination on weight and associated comorbidities in overweight and obese adults (CONQUER): a randomised, placebo-controlled, phase 3 trial. (CONQUER) Lancet. 2011 Apr 16;377(9774):1341-52. Epub 2011 Apr 8.

  

Ai farmaci anti-obesità vengono chiesti standard di sicurezza nettamente superiori a quelli richiesti per altri farmaci, per questo motivo, nonostante che la fentermina e il topiramato siano in commercio da lustri e siano assunti annualmente da milioni di soggetti, le commissioni consultive della Food and Drug Administration (FDA) sono state particolarmente attente a richiedere chiarimenti su alcuni rischi potenziali dell’associazione fentermina/topiramato, in particolare: il rischio cardiovascolare legato al potenziale aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca (FC) dovuto alla fentermina e il rischio di malformazioni fetali (palatoschisi) legato all’assunzione di topiramato durante il primo trimestre di gestazione.

In realtà, i gruppi trattati con Qsymia hanno mostrato una riduzione significativa della pressione arteriosa sia sistolica che diastolica e non vi sono state variazioni significative della frequenza cardiaca tra il gruppo trattato con dose raccomandata e il gruppo placebo. Il gruppo trattato con la dose piena, invece, ha avuto un lieve aumento della FC rispetto al placebo (0,6 – 1,6 b/m). Tali risultati, sono da ascrivere all’effetto del topiramato che mitiga, fino ad annullarla, l’azione stimolante della fentermina sul sistema cardio-vascolare. Non vi sono state differenze tra i gruppi riguardo ad anomalie cardiache di nuovo riscontro all’esame fisico o con l’elettrocardiogramma (ECG). Dati retrospettivi sull’uso del topiramato come antiepilettico non hanno mostrato un aumentato rischio complessivo di malformazioni congenite maggiori, mentre il rischio di palatoschisi risulta aumentato da 2 a 5 volte. Per questo motivo, nonostante  le dosi di topiramato nel Qsymia, siano nettamente inferiori rispetto a quelle usate nell’epilessia (fino all’88,5% in meno della dose massima raccomandata), si consiglia alle donne fertili che assumeranno Qsymia di eseguire un test di gravidanza prima dell’inizio del trattamento e, poi, con cadenza mensile.

Ricordiamo infine che il ricorso alla terapia farmacologia per il trattamento dell’obesità dovrebbe riguardare solo quei soggetti, con BMI uguale o superiore a 30 Kg/m2 o in pazienti con BMI uguale o superiore a 27 Kg/m2 in presenza di comorbilità, che  hanno fallito tentativi di dietoterapia e attività motoria correttamente monitorati.

Inoltre la terapia farmacologica non è una terapia definitiva, se si perde peso ma non si acquisiscono corrette abitudini alimentari e di vita, il farmaco non impedirà di riacquistare i chili persi.

Fonte: SIO Società Italiana Obesità

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