Olio d’oliva e Fibroblasti

Si è evidenziato che l'OLEUROPEINA, una proteina estratta dalle foglie dell'ulivo europeo e dalle olive, possa allungare la vita media dei fibroblasti umani . . .

olio oliva

Olio d’oliva e Fibroblasti

Un gruppo di ricercatori della National Hellenic Research Foundation di Atene (Grecia) hanno incubato (coltivato e fatto crescere in laboratorio) dei fibroblasti  umani (cellule della cute) con oleuropeina e si è evidenziata una stimolazione delle attività antiossidanti del fibroblasta. In pratica i fibroblasti diventano più resistenti all’invecchiamento fisiologico e quindi risultano maggiormente protetti contro i radicali liberi.
Questa scoperta evidenzia sempre più i benfici degli alimenti che normalmente fanno farte della dieta mediterranea, i quali possiedono funzioni di attivazione dei meccanismi antiossidanti contrastando gli effetti degenerativi inevitabili dell’invecchiamento cellulare.

NOTA: facciamo chiarezza su questo “oro liquido” (così lo chiamò Omero)
Ricavato dall’ Olea Europea, la sua origine è antichissima, comparso per la prima volta probabilmente nell’Asia occidentale, ben presto si diffuse in tutta l’area mediterranea dove il suo culto fu consacrato da tutte le religioni.
La sua storia, vanta origini diverse: conosciuto dagli Assiri e dai Babilonesi, per gli Egizi fu introdotto come dono dalla dea Iside, per i greci fu Minerva a far spuntare dalla terra la prima pianta di olivo, per gli Ebrei era già conosciuto dai tempi di Adamo, ma, qualunque sia stata la sua origine, l’olivo ha sempre simboleggiato pace, fecondità, forza e purificazione.
L’ olivo veniva offerto sia dagli Ateniesi che dai Romani ai vincitori o ai cittadini più meritevoli.
I Cristiani lo consideravano un segno di augurio e di pace, Successivamente i maggiori medici dell’antichità, quali Ippocrate e Galeno le assegnarono un valore terapeutico confermato poi nei secoli successivi

COMPOSIZIONE CHIMICA
L’olio di oliva, al pari di tutti gli oli vegetali, è composto da una frazione saponificabile (Trigliceridi) e da una frazione insaponificabile (componenti minori).
La frazione saponificabile costituisce il 99% dell’olio, in esso esiste una netta prevalenza dell’acido oleico, monoinsaturo, una scarsa percentuale di acidi grassi saturi (palmitico e stearico) ed una discreta percentuale di acidi grassi polinsaturi più precisamente linoleico (omega 6) e linolenico (omega 3). E’ stato ripetutamente accennato al significato biologico degli acidi grassi polinsaturi che, non potendo essere sintetizzati, debbono venir forniti ogni giorno con la dieta.
E’ da precisare però che in tali acidi grassi ci sono dei legami insaturi che conferiscono agli oli particolari qualità biologiche, ma li rendono però anche attaccabili dall’ossigeno determinando il fenomeno dell’auto-ossidazione che viene però neutralizzato dalla presenza di sostanze anti-ossidanti che gli consentono di mantenere una particolare stabilità, tali sostanze, fanno parte della frazione insaponificabile dell’olio di oliva.
Innanzi tutto ricordiamo i tocoferoli, rappresentati per il 90% dalla forma alfa, biologicamente la più attiva. Essi oltre a costituire un importante elemento stabilizzante sui processi di auto-ossidazione, rappresentano una preziosa sorgente vitaminica alimentare.
Un’altra importante azione anti-ossidante viene svolta dai composti fenolici (fenoli, acidi fenolici e polifenoli). Sotto questo aspetto l’olio di oliva, in particolare quello extravergine, presenta una situazione particolarmente interessante in quanto, oltre all’a-tocoferolo, possiede una serie di acidi fenolici e di fenoli presenti in quantità rilevante. L’insieme di queste sostanze determina un fenomeno di esaltazione della stabilizzazione contro l’ossidazione
Nell’olio di oliva sono inoltre contenuti  altri componenti minori:
Steroli: Il patrimonio in fitosteroli dell’olio di oliva è peculiare, infatti è l’unico olio che possiede una concentrazione particolarmente elevata di β-sitosterolo, sostanza che si oppone all’assorbimento intestinale del colesterolo.
Altri fitosteroli presenti sono il campesterolo e lo stigmasterolo.

Idrocarburi: In parte saturi ed in parte insaturi, probabilmente si formano come prodotti collaterali durante la sintesi degli acidi grassi. Tra gli idrocarburi, troviamo lo squalene in quantità notevoli ed il β-carotene, dotato di azione vitaminica A ed anti-ossidante
Alcoli terpenici: Sono presenti nell’olio di oliva sia liberi che esterificati con gli acidi grassi. Di particolare interesse tra questi è il cicloartenolo la cui azione favorisce l’escrezione fecale del colesterolo per un aumento dell’escrezione degli acidi biliari
Fosfolipidi: Presenti in quantità non molto elevate, sono rappresentati dalla fosfatidilcolina e dalla fosfatidilietanolamina.
Le sostanze coloranti sono rappresentate dai carotenoidi, ma soprattutto dalla clorofilla.
Infine ricordiamo le sostanze aromatiche, che contribuiscono a creare quei particolari caratteri organolettici. Tali caratteri organolettici sembra influenzino positivamente la digestione.

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