Osteoporosi e infiammazione

Da un recente studio è emersa una correlazione fra una dieta altamente infiammatoria e fratture nelle donne di meno di 63 anni, in particolare con un rischio di frattura all’anca maggiore del 50% rispetto a quelle che si posizionavano nel gruppo con punteggi infiammatori più bassi.

osteoporosi

Osteoporosi e infiammazione

Quando si ipotizza uno schema alimentare per controllare l’osteoporosi si pensa solo ad integrare nella propria dieta calcio e conseguentemente ad assumere  latte e derivati anche in maniera a volte smodata per integrare il suddetto minerale e non si attua invece una dieta anti-infiammatoria  che come emerso da un recente studio, della Ohio State University, pubblicato sulla rivista Journal of Bone and Mineral Research, può prevenire anche le fratture

Lo studio
Gli studiosi hanno preso in esame un’ampia ricerca condotta su donne di età compresa tra i 50 e i 79 anni dal 1993 al 1998, la Women’s Health Initiative, analizzando i dati sulla dieta di 160191 donne e assegnando a 32 componenti di cibi, in particolare consumati nei tre mesi precedenti all’arruolamento allo studio, un punteggio in termini di infiammazione. Per 10mila donne sono stati poi raccolti dei dati sulla densità minerale delle ossa, mentre per tutto il campione sono stati esaminati dati relativi alle fratture. Dai risultati è emersa una correlazione fra una dieta altamente infiammatoria e fratture nelle donne di meno di 63 anni, in particolare con un rischio di frattura all’anca maggiore del 50% rispetto a quelle che si posizionavano nel gruppo con punteggi infiammatori più bassi. “Questo suggerisce che una dieta di alta qualità e meno infiammatoria può essere particolarmente importante nella riduzione del rischio di frattura dell’anca nelle donne più giovani”, scrivono i ricercatori. Non solo: se è vero che le donne che seguivano una dieta meno infiammatoria avevano una più bassa densità minerale ossea all’inizio dello studio, probabilmente per una costituzione corporea più piccola, ne hanno persa comunque meno rispetto alle loro coetanee in sei anni di osservazione

La Dieta anti-infiammatoria per la salute delle ossa :

  • seguire una dieta ricca di frutta, verdura, pesce e cereali integrali 
  • mantenere un controllo dei picchi insulinici attraverso il corretto bilanciamento di carboidrati preferibilmente integrali e proteine
  • controllare le reazioni infiammatorie da cibo nel rispetto della propria realtà immunologica, il profilo alimentare individuale potrà essere stilato dopo aver indivuato tramite appositi test ( Test DRIA e F.I.T.) eventuali ipersensibilità alimentari
  • arricchire la propria dieta con fosforo e magnesio: il fosforo lo troviamo nella carne, nel pesce, nel pollo, nelle uova, nei latticini e nella frutta secca; il magnesio si ritrova nelle verdure a foglia larga e verdi in particolare, ma una buona fonte ne è anche il lievito di birra (attenzione ad una eventuale ipersensibilità); in questi cibi si trova anche vitamina E, presente inoltre nell’olio extravergine di oliva e nell’olio di germe di grano;
  • assumere cibi contenenti calcio che si trova nel latte, nello yogurt, nel formaggio, nel pesce e nei semi, in particolare in quelli di sesamo: va ricordato che alcuni tipi di cibo (come gli spinaci, il pane bianco in eccesso e il cioccolato) assunti assieme a prodotti contenenti calcio lo fanno precipitare, rendendolo quindi inutilizzabile per l’organismo.
  • non dimentichiamoci inoltre dei cibi contenenti Vitamina D, essa è presente naturalmente nel pesce, nell’olio di fegato di merluzzo e nel tuorlo d’uovo, ma va attivata dall’esposizione del corpo al sole, perché senza l’azione del sole questa preziosissima vitamina serve a poco. E’ da segnalare che sarebbe opportuno durante un normale prelievo ematico effettuare un dosaggio di tale vitamina ed eventualmente integrare con Vitamina D3 (metabolita già attivo)
  • svolgere regolarmente attività fisica

Una importante osservazione: ricordiamoci che l’assorbimento del calcio e dei minerali implicati nel mantenimento del metabolismo delle ossa è dipendente anche dalle condizioni intestinali. Quando per esempio vi sia un malassorbimento per carenze enzimatiche, vi sia una gluten sensitivity, o eventuali intolleranze alimentari (infiammazione da cibo), l’intestino non è in grado di assorbire efficacemente i minerali necessari.  È quindi importante conoscere il proprio profilo alimentare, che tenga conto delle eventuali ipersensibilità alimentari. per capire quale deve essere l’impostazione nutrizionale individuale più corretta. In alcuni casi quando troviamo un’alterazione dell’ecosistema intestinale, ovvero . . . . quando la flora batterica gastrointestinale perde la sua funzione protettiva dell’intestino e quindi di tutto l’organismo, sarà opportuno correggere questo squilibrio mediante l’assunzione di PRObiotici e di PREbiotici

Un consiglio per concludere: quando si sospetti un possibile squilibrio della fissazione minerale indotta da metalli pesanti e si vuole conoscere il dosaggio dei vari oligoelementi nel proprio organismo è sempre importante effettuare un Mineralogramma. Questo anche perché talvolta si somministra calcio in organismi che spesso sono invece già sovraccaricati di calcio ma che non lo sanno utilizzare. Le informazioni fornite dal mineralogramma permetteranno di consigliare al paziente degli interventi nutrizionali e una eventuale integrazione personalizzata allo scopo di ottimizzare le capacità del singolo individuo e ottenere un generale benessere psico-fisico

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