Pasqua e le uova di cioccolato ….

Non è sicuramente trascurabile il legame mente-alimentazione con tutto ciò che concerne ed implica il rituale del dolce, del salato, dell'inebriante...

Pasqua e le uova di cioccolato …. Il cioccolato, chiamato Theobroma Cacao ovvero il cibo degli dei da Theo = Dio e Broma = cibo si è insinuato nelle abitudini e nelle stratificazioni sociali secondo una logica ben precisa.
Non è sicuramente trascurabile il legame mente-alimentazione con tutto ciò che concerne ed implica il rituale del dolce, del salato, dell’inebriante.
Il cioccolato è amico delle notti insonni e della solitudine, della gioia e della tristezza, dei bambini e degli adulti. Cosa si cerca con il cioccolato? Appagamento, tranquillità, serenità, euforia, forza o tutto insieme. Non a tutti piace, ma forse dovrebbe piacere a tutti. Di sicuro renderebbe più allegri.
Il cioccolato se consumato con moderazione, purché fondente, fa bene alla salute. Già da tempo è noto che i semi del cacao sono in assoluto i più ricchi di particolari sostanze, i polifenoli, il cui potere antiossidante svolge un’azione protettiva sul sistema cardiovascolare. In particolare, i flavonoidi sono importantissimi nel difendere l’organismo dall’attacco dei radicali liberi, riducono la tendenza ad aggregarsi delle piastrine, svolgendo così anche un’azione antitrombotica. Ha effetti benefici anche sull’umore, infatti contenendo la feniletilamina sembra imiti l’ormone che viene rilasciato quando si è innamorati. Il cioccolato stimola inoltre il rilascio delle endorfine, i tranquillanti naturali dell’organismo.
E’ chiaro che tutti questi effetti benefici sono legati all’assunzione di un cioccolato di buona qualità, vediamo allora la normativa che ne regola la produzione e che dovrebbe fornirci utili indicazioni per scegliere un prodotto realmente buono:
La normativa che disciplina il cacao ed il cioccolato è mutata a seguito dell’entrata in vigore (3 agosto 2003, termine ultimo dell’adesione) della direttiva comunitaria 2000/36/CE recepita con D.leg.vo 12/6/2003, n.178.
Tale direttiva consente l’introduzione di grassi vegetali diversi dal burro di cacao per un massimo del 5%: questo significa che tutto il cioccolato che consumeremo in futuro sarà nient’altro che surrogato?
La nuova direttiva stabilisce:
La possibilità per ciascuno Stato membro di evidenziare, nei prodotti di cioccolato, l’assenza di grassi vegetali diversi dal burro di cacao. Questa è la soluzione scelta dall’Italia, attraverso l’indicazione in etichetta del termine “puro”, abbinato al termine cioccolato o mediante la dizione “cioccolato puro”.
Tale denominazione vale anche per prodotti che impiegano il cioccolato come ingrediente: biscotti o gelati o…con cioccolato puro.
L’etichetta dei prodotti di cioccolato che contengono sostanze grasse vegetali diverse dal burro di cacao, deve presentare la precisa indicazione “contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao”.
Deve essere BEN LEGGIBILE e deve attirare l’attenzione del consumatore, in grassetto, vicino all’elenco degli ingredienti, ma da questi ben distinta.
È importante sottolineare che questi grassi – entro il limite massimo del 5% del prodotto finito – si aggiungono e NON SOTITUISCONO le percentuali minime fissate dalla normativa per il burro di cacao.
La nuova normativa prevede l’obbligo di riportare in etichetta il termine minimo di conservazione e la lista degli ingredienti.

. . . come dovrebbe essere conservato il cioccolato affinché nessuna delle sue caratteristiche si perda per strada . . .
1) I prodotti di cioccolato non vanno esposti in vetrina al sole Si conservano a temperatura ambiente, ma non troppo elevata.
2) È consigliabile conservare il cioccolato nella sua confezione originale, oppure, in alternativa, avvolgerlo in carta stagnola e poi nella pellicola trasparente.
Per mantenerlo inalterato, riporlo in un luogo fresco ed asciutto , lontano da fonti di luce e di calore.
3) Il cioccolato mantiene intatte per diversi mesi le sue caratteristiche.
Se il cioccolato viene conservato in maniera inadeguata può “fiorire”: l’evaporazione dell’umidità e lo sbalzo di temperatura sono le cause della fioritura del cioccolato.
Nel primo caso appaiono in superficie particelle di zucchero che rendono variegata la superficie; nel secondo caso, si formano macchie grigio-biancastre sulla superficie. Sebbene antiestetica, la fioritura è solo indice di una conservazione non corretta e quindi il prodotto può essere utilizzato senza problemi.
4) In presenza di ambienti più caldi o per prodotti molto delicati (gianduiotti, cioccolatini liquorosi,…), si consiglia la conservazione del prodotto in ambiente refrigerato, fino al consumo: si evitano, così, troppi sbalzi di temperatura.
5) Per quanto riguarda i cioccolatini a base di liquore o di creme liquorose, un’esposizione al calore, anche moderata, può causare la fuoriuscita del liquido contenuto.

                                         …ALLA FINE DEI CONTI
Potranno essere denominati “cioccolato puro” soltanto quei prodotti alimentari a base di cacao che contengono esclusivamente burro di cacao come ingrediente naturale.

Riporteranno, invece, la definizione di “cioccolato” i prodotti in cui vengono utilizzati altri grassi vegetali diversi.

N.B. è IMPOSSIBILE utilizzare solo ed unicamente burro di cacao per la preparazione delle creme. Se così fosse arriveremmo ad avere una pasta di cioccolato troppo densa per essere spalmata e allora…addio alle mitiche merende al sapore di pane e cioccolata!

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