Perdi peso mangiando i cibi giusti per te

Nel bestseller del The New York Times "The Plan. L'anti-dieta per perdere peso mangiando i cibi giusti per te" ..La nutrizionista spiega come a volte pur mangiando cibi sani continuiamo ad aumentare di peso...

Perdi peso mangiando i cibi giusti per te

“The Plan” è un libro uscito in questi giorni in Italia entrato nei primi posti della classifica dei bestseller del “New York Times”  scritto da Lyn-Genet Recitas, nutrizionista naturopata presso il Clayton College of Natural Health.
La nutrizionista in questo libro spiega come a volte pur mangiando cibi sani continuiamo ad aumentare di peso e non riusciamo a liberarci dei chili di troppo e spiega come spesso il corpo inviandoci alcuni segnali come stanchezza, problemi digestivi, cefalea ci sta dicendo di smettere di mangiare un certo alimento perché non è adatto a noi. Ma come poter capire a quale si riferisce? Come interpretare i se­gnali?
La specialista definisce il colpevole “il Killer silenzioso” e si riferisce all’infiammazione, e spiega come numerosi studi hanno collegato infiammazioni croniche di grado moderato a cancro, diabete, disturbi cardiaci, sindrome del colon irritabile, morbo di Chron, Alzheimer, Parkinson, sindrome ovarica policistica, infertilità, invecchiamento precoce e obesità. “Nella sua funzione primaria, l’infiammazione è una buona cosa. È la risposta immunologica dell’organismo a una ferita o a una malattia, che ci permette di combattere l’infezione” spiega l’autrice. I problemi cominciano quando l’infiammazione non si risolve, ma diventa cronica all’interno del nostro sistema. “Quando l’organismo è saturo di sostanze chimiche infiammatorie si riattivano patologie latenti, si invecchia precocemente e si acquista peso”. “Tutti abbiamo determinati cibi che ci provocano reazioni infiammatorie”. Di per sé si potrebbero considerare sani, ma se si combinano con la particolare chimica del nostro corpo, possono diventare perfino tossici”. Se mangiamo uno di questi alimenti, quell’eccezionale macchina che è il nostro corpo avverte che nel sistema è stato introdotto qualcosa di nocivo ed entra quindi in massimo allarme. Il trucco è individuare gli alimenti che danno reattività e che conseguentemente provocano la risposta infiammatoria, seguire una dieta appropriata al fine di perdere peso, migliorare il proprio aspetto e sentirsi in forma.

 

L’autrice in  The Plan propone un programma nutrizionale di 20 giorni diviso in 3 fasi:

Fase uno: la depurazione dei 3 giorni è la prima fase del piano alimentare e serve a lenire lo stato infiammato­rio dell’organismo
Fase due: i test terminata la depurazione, si torna alle abitudini consuete si cerca di identificare l’alimento che provoca reattività Fase tre: sperimentare al fine di inserire nuovi cibi, si testa un nuovo alimen­to ogni quattro o cinque giorni. Nel programmare il menu di una giornata di test, bisogna scegliere solo ingredienti già utilizzati in precedenza e aggiungerne solo uno nuovo accompagnandolo con cibi amici, in modo da identificare immediatamente la reattività, nel caso si manifesti. 

La nutrizionista nel suo libro spiega perché ogni volta che viene ingerito un alimento a cui si è ipersensibili si ha un aumento di peso: “Ogni volta che ingerite qualcosa che non va bene per la specifica chimica del vostro organismo” spiega la Recitas “si scatena una reazio­ne istaminica; a questa si deve l’aumento di peso, automatico, che potete rilevare il giorno dopo sulla bilancia”. Ma l’istamina provoca solo un aumento di peso in termini di liquidi? E ancora come si trasforma, in un aumento di peso?

“Semplice: la reazione istaminica induce un aumento di cortisolo in circolo, il quale, a sua volta, provoca un accumulo di grasso a lungo termine. Il picco di colesterolo altera l’equilibrio ormonale, con influenze negative sul tratto digestivo in generale. Ricordate che il 70% del sistema immunitario è nell’intestino. Per­tanto, ogni volta che ingerite un cibo reattivo, scatenate tutti questi meccanismi che vanno dall’aumento di peso al disequili­brio ormonale e, infine, all’alterazione del sistema immunitario”.

Le nostre riflessioni: questo programma nutrizionale propone oltre alla depurazione dei tre giorni un piano nutrizionale che tiene conto della reattività dei cibi chiedendo però a colui che intraprende questo percorso di testare poco alla volta tutti i cibi. Ma è necessario testare i cibi uno alla volta quando esiste la possibilità di eseguire dei test per la ricerca delle intolleranze alimentari?
Ricordiamo che ci occupiamo da oltre 20 anni di intolleranze alimentari e di infiammazione correlata al cibo e che per valutare la presenza di ipersensibilità ad un alimento ci avvaliamo del Test DRIA o del Food Intolerance Test (F.I.T.) che ci permettono in breve tempo di identificare il “cibo nemico” e stilare un programma nutrizionale finalizzato al recupero della tolleranza.   E’ bene precisare inoltre che è ormai risaputo che l’obesità è una malattia infiammatoria cronica e che le prime pubblicazioni risalgono a circa 10 anni fa. Un aumento dello stato infiammatorio inoltre provoca un aumento della resistenza insulinica, patologia comune nei soggetti obesi, controllare le proprie intolleranze può quindi aiutare a recuperare il proprio “peso ragionevole”, favorendo la perdita di peso ma non come massa magra (che comporterebbe una diminuzione del metabolismo), ma come percentuale di massa grassa.

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