Diabete … prevenzione

Per il controllo dei valori di glicemia vi segnaliamo la possibilità dal mese di marzo di poter prenotare presso il nostro studio un appuntamento per il programma "Prevenzione Diabete"

Diabete … prevenzione  –  In Italia il numero di persone affette da diabete tra il 2000 e il 2012 è cresciuta del 33%, sono circa 3 milioni i soggetti con diabete vero e proprio, ma solo la metà lo sa e solo 1 milione è trattato in modo adeguato. Per saperne di più sul diabete consigliamo una attenta lettura dell’articolo Diabete . . . qualche domanda e semplici risposte! in cui troverete oltre che la definizione come si fa diagnosi, quali sono i sintomi, le complicanze e qual è il rapporto tra diabete/peso corporeo e insulino resistenza. A crescere è soprattutto il diabete di tipo 2 quello legato alle abitudini alimentari e allo stile di vita, il diabete di tipo 1 che deriva dalla distruzione delle beta-cellule del pancreas ha invece un origine autoimmune, e anche se in crescita, le sue percentuali sono di molto inferiori a quello di tipo 2. Questi dati mostrano come il diabete, ma anche l’obesità, stiano diventando delle malattie sociali e il fatto di aver menzionato l’obesità non è casuale, essa costituisce infatti uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di diabete di tipo 2.

L’Organizzazione Mondiale della sanità ha dichiarato guerra ad entrambe “la DIABESITY”, e lo strumento principale è certamente la PREVENZIONE. Molti fanno gli esami del sangue raramente e solo quando qualcosa non va. Il diabete è una patologia silenziosa, e a volte quando la si scopre è già tardi, ovvero ha già provocato danni ai reni, alla retina, ai nervi, ai piedi ma soprattutto al cuore.

Tre sono gli strumenti della prevenzione:

1.      controllo periodico della glicemia

2.      corretta alimentazione

3.      attività fisica

1) Per il controllo dei valori di glicemia  vi segnaliamo la possibilità dal mese di marzo di poter prenotare presso il nostro studio un appuntamento per il programma “Prevenzione Diabete” durante il quale oltre al controllo dei valori di glicemia, verranno valutati anche altri importanti parametri come il BMI (indice di massa corporea), la % di Body Fat (massa grassa), la misurazione della circonferenza vita e della pressione arteriosa, tutti fattori utili, non solo alla valutazione del rischio di sviluppare diabete, ma anche del rischio cardiovascolare in generale.

2) Per quanto riguarda l’alimentazione consigliamo una consulenza nutrizionale con uno specialista in grado, non solo di elaborare un corretto programma nutrizionale, ma di fornire anche indicazioni generali per una sana e corretta alimentazione.
Ricordiamo inoltre il rapporto che lega a doppio filo l’eccessiva produzione di insulina e i livelli generali di infiammazione dell’organismo. L’aumento dell’infiammazione,  determina un peggioramento della resistenza insulinica e il conseguente aumento della richiesta di insulina da parte dei tessuti. A sua volta questo determina un incremento dell’infiammazione con risvolti negativi sulla sensibilità periferica all’insulina, instaurando così un circolo vizioso. Da sempre sottoliniamo il legame tra infiammazione e intolleranze alimentari,  per questo una loro valutazione potrebbe essere utile in questo programma di prevenzione.
Un programma nutrizionale rispettoso delle intolleranze alimentari individuali favorisce l’interruzione  di questo susseguirsi di eventi instaurando un circolo virtuoso fondato sulla calma insulinica e sul controllo della infiammazione generale. E’ bene ricordare che anche la migliore dieta dal punto di vista teorico, si scontra talora con il concetto di infiammazione e conseguentemente anche di ipersensibilità alimentare che a volte può spiegare quanto possono essere inutili gli sforzi che vengono compiuti da un singolo soggetto.

3)  Il terzo punto richiede necessariamente il vostro impegno costante, due recenti ricerche effettuate  nell’ambito del Diabetes Prevention Program e del Finnish Diabetes Prevention Study, hanno mostrato che una restrizione calorica anche modesta e soprattutto l’abbandono della sedentarietà permettono di ridurre del 58-60% il rischio di sviluppare il diabete in persone per così dire ‘predestinate’ a svilupparlo. Questi due studi hanno reclutato ampi gruppi di persone di età compresa fra i 30 e i 60 anni con un alto rischio di sviluppare il diabete, alcuni avevano anche una familiarità per tale patologia e tutti erano sovrappeso od obesi.
A un gruppo di persone scelte a caso è stato genericamente consigliato di dimagrire e di fare più esercizio fisico, a un altro gruppo invece la restrizione calorica e l’esercizio fisico sono stati prescritti in modo preciso, con interventi di educazione, programmi di allenamento e fitness, e con un certo grado di controllo sulla loro esecuzione. E’ risaputo che le persone con ridotta tolleranza ai carboidrati vanno incontro a un vero diabete in mancanza di modificazioni alimentari e di stile di vita. Nel gruppo che si è impegnato a moderare il cibo e fare esercizio fisico i casi di diabete sono stati molto contenuti; nel gruppo invece che aveva ricevuto un generico consiglio i casi di diabete sono stati più numerosi. È interessante notare che nessun farmaco è risultato efficace come l’esercizio fisico e la alimentazione corretta nel garantire la prevenzione del diabete. Ricordiamo inoltre che l’esercizio fisico moderato ma costante abbassa la pressione, aumenta il colesterolo HDL, riduce i trigliceridi, favorisce la ridistribuzione del grasso corporeo. Concludendo anche se non esiste ancora una cura per il diabete ma solo una  terapia, possiamo rallentare la sua progressione attraverso il controllo periodico della glicemia e una modificazione delle abitudini di vita.

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