Primavera ovvero la stagione della dieta

Come rinnovarsi e tornare in forma sfruttando la rinascita che accompagna la primavera....

Primavera ovvero la stagione della dieta

L’equinozio di Primavera, viene festeggiato il 21 di Marzo, momento in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio. E’ il momento in cui la Natura reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali, è il momento della rinascita, dei nuovi progetti, in cui è possibile realizzare quei sogni che sono nati nel periodo freddo. E’ il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità. Rinascere con la Natura, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.

Non è un caso infatti che ogni anno a primavera avvertiamo la necessità di rinnovarci:  facciamo le pulizie di primavera, a volte tinteggiamo le pareti di casa, buttiamo cose inutili, acquistiamo un nuovo capo di abbigliamento generalmente di colori solari………………… Pensando al nostro corpo viene spontaneo chiedersi come affrontare “la rinascita” ovvero rimettersi in forma dopo mesi di vita sedentaria  al chiuso e dopo aver seguito un’alimentazione ricca di proteine, grassi e povera di vegetali freschi che inevitabilmente portano ad accumulare tossine

Il primo passo sarà quello di depurare l’organismo cioè seguire un corretta alimentazione al fine di riattivare la funzione dei principali organi emuntori (fegato, rene, cute, polmoni) ovvero di attuare una sorta di “pulizia interiore”; per fare ciò sarà sufficiente abbandonare gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri e prediligere frutta e verdure fresche di stagione (carciofi, bietole, tarassaco, fragole ……); i cereali integrali, legumi possibilmente freschi (è la stagione di fave e piselli) noci e semi. Tutti questi alimenti sono ricchi di sostanze antiossidanti, vitamina C, B, betacarotene…. essenziali per proteggere il nostro organismo dall’attacco dei radicali liberi.

Considerando che alla base della nostra alimentazione ci sono i cereali cerchiamo di prediligere quelli integrali, in quanto grazie al loro contenuto di fibre insolubili favoriscono il transito intestinale, in particolare il cereale con più spiccate doti depurative è il riso sia per l’ effetto benefico svolto sulla fermentazione intestinale sia per la presenza nel suo germe di un olio ricco di vitamina E. 

Tra le verdure che hanno una spiccata azione depurante ricordiamo il tarassaco e il carciofo, entrambi appartenenti alla famiglia delle Composite, hanno azione colagogo-coloretica e diuretica.

Il tarassaco o dente di leone è un’erba selvatica ricca di carotenoidi e minerali tra cui calcio, viene considerata la pianta elettiva per il fegato poiché il principio attivo, la taraxicina, stimola il flusso biliare con effetto detossinante.

Il carciofo ha effetto diuretico, è indicato per i disturbi delle vie biliari, stimola l’eliminazione del colesterolo da parte del fegato, ha capacità antiuriche. E’ consigliabile consumarlo crudo sia perché il principio attivo, la cinarina, svanisce con la cottura; sia perché contiene una buona quantità di inulina, fibra utile all’intestino.

Buoni anche i ravanelli ricchi di vitamina C e potassio che grazie al rafanolo hanno un effetto positivo sulla funzionalità epatica.

Per quanto riguarda la frutta utilizziamo frequentemente il frutto tipico della primavera: le fragole ricche di vitamina C e antiossidanti dati dal colore rosso, esse sono diuretiche e favoriscono l’eliminazione degli acidi urici.

Non dimentichiamoci poi che dopo esserci occupati di depurare l’organismo spesso con la bella stagione torna il desiderio di dimagrire e a questo punto entra in gioco la dieta e allora bisogna fare molta attenzione a come si affronta il problema anche perché ormai le proposte sono infinite e soprattutto spesso ci si lascia abbindolare da promesse di facili dimagramenti ricordiamoci però che il nostro peso è determinato da più fattori: genetici, ambientali, metabolici, comportamentali, culturali, economici e pertanto che proprio per tale complessità bisogna sempre rivolgersi a un medico specialista che dopo aver considerato abitudini, preferenze, necessità del singolo, i suoi stati d’animo e le sue emozioni sarà in grado di consigliare un programma nutrizionale/dietologico adeguato e conseguentemente efficace.

Un buon programma nutrizionale deve privilegiare uno stile di vita salutare cioè promuovere quello che può essere definito “LIFE STYLE”: corretta alimentazione, regolare attività fisica, cura del corpo. Ricordiamoci poi che quando si parla di obesità, i maggiori esperti riconoscono che è una malattia infiammatoria cronica cui prestare attenzione per tutta la vita.

Un atteggiamento completamente diverso da quello di chi usa toni trionfalistici e promette soluzioni «lampo» e durature.

. . . . . . .  anche se i chili da perdere sono pochi, i rischi possono essere tanti, soprattutto se quella di mettersi a dieta è diventata una abitudine. Ricorrere in modo protratto e ripetuto alla restrizione calorica può portare, oltre che a carenze nutrizionali, ad una destabilizzazione del comportamento alimentare. E allora? Il problema va affrontato correttamente.

Vediamo qualche regola fondamentale . . . 

ESSERE REALISTICI PORSI OBBIETIVI RAGIONEVOLI

Di fronte ad un problema di sovrappeso o di vera e propria obesità è prima di tutto importante definire con lo specialista l’obiettivo. Ricordiamoci che è sufficiente anche una modesta perdita di peso(dal 5 al 10%), se mantenuta nel tempo, per godere di significativi benefici. Attenzione anche a cosa si perde  vanno evitate le diete drastiche che fanno perdere, oltre al grasso, anche la massa magra, mentre conviene puntare su una maggiore attività fisica e sulla correzione di eventuali errori alimentari.

 

COMPILARE UN DIARIO, CONSENTIRA’ DI CAPIRE GLI ERRORI

Esaminare con sincerità lo stile di vita.

Annotare l’attività fisica svolta durante la giornata e osservare se si dà spazio agli “extra”, come dolci, snack salati, bibite zuccherate, o ai piatti pronti, a scapito della frutta e della verdura, delle carni magre, del latte scremato, dei cereali integrali. Per rendersi conto di quali sono i veri punti deboli, può essere utile tenere per qualche tempo un diario nel quale annotare le attività svolte e gli alimenti assunti.

 

NO ALLE DIETE  TROPPO RIGIDE

Le diete troppo rigide portano inevitabilmente ad avere un rapporto particolare con il cibo, bisogna imparare a non negarsi tutto ciò che piace, anche perché diventa  facile poi abusarne non appena se ne presenta l’occasione. Concedersi sempre una giornata in cui è ammesso “lo sgarro” ovvero una giornata di libertà alla settimana: sarà una piacevole gratificazione e aiuterà a tollerare meglio la dieta è bene puntare su atteggiamenti flessibili nei quali si enfatizzano alcuni aspetti comportamentali, come l’importanza di controllare le porzioni e di mangiare lentamente, mentre si accetta qualche trasgressione, che può essere neutralizzata aumentando l’attività fisica

 

ATTENZIONE ALLA PRESENZA DI EVENTUALI INTOLLERANZE ALIMENTARI (Allergie alimentari ritardate) Prima di iniziare qualunque tipo di dieta sarebbe opportuno valutare la presenza di eventuali intolleranze alimentari (allergie alimentari ritardate) non esistono infatti “diete ideologiche”, cioè norme alimentari che vadano bene per tutti; alla base di ciascun programma alimentare devono essere fatte alcune considerazioni in quanto talvolta anche la miglior dieta dal punto di vista teorico, si scontra con il concetto di infiammazione e conseguentemente anche di ipersensibilità alimentare che a volte può spiegare quanto possono essere inutili gli sforzi che vengono compiuti da un singolo soggetto.

Appare quindi sempre più evidente come lo studio delle intolleranze alimentari (allergie alimentari ritardate), cioè del mondo in cui ciascuno, individualmente, reagisce ai cibi che introduce con l’alimentazione e il confronto con il cibo, che ha in sé una realtà immunologica fino ad oggi molto spesso sottovalutata, proietta possibilità terapeutiche di estremo interesse. La pratica clinica quotidiana e la ricerca applicata nel campo della nutrizione, hanno consentito di vedere come le persone possano tornare in condizioni di benessere quando si alimentano in un modo corrispondente ai propri bisogni e rispettosi delle caratteristiche individuali.
Ricordiamoci quindi che alla base delle risposte cliniche di ciascuno va posta anche la conoscenza degli equilibri personali e delle ipersensibilità alimentari esistenti

 

IMPERATIVO MUOVERSI 
Non si può pensare di dimagrire bene senza abbinare alla dieta un adeguato esercizio fisico. Attenzione  però: cerchiamo delle forme di attività che più incontrano i gusti individuali. Può andare bene camminare (munendosi magari di un contapassi), correre, andare in bicicletta, qualsiasi attività che aiuti a bruciare calorie, ottimo anche il ballo, aiuta a muoversi divertendosi. Non dimentichiamo infine che l’esercizio fisico è importante, oltre che per la salute in generale, anche per mantenere la massa magra e perché stimola la formazione di beta endorfine che danno un senso di benessere (conseguentemente sarà anche più facile seguire la dieta). E’ importante sottolineare che tali effetti positivi non danno beneficio  solo alle persone sane, ma forse, e più ancora, a coloro che hanno qualche patologia. Per trarre il massimo dei vantaggi ed evitare rischi è però fondamentale un programma mirato, formulato possibilmente da uno specialista in medicina dello sport che, una volta effettuato un check-up dello stato di salute mediante il calcolo del rischio cardiovascolare, l’esecuzione di una spirometria  e la valutazione della postura suggerisca un programma adeguato ai parametri e alle esigenze riscontrate e che tenga conto anche  della frequenza, della durata e dell’intensità delle sedute di allenamento e la gradualità con cui aumentarla.

 

ATTENZIONE ALLE EMOZIONI

Ciò che mangiamo e quanto mangiamo dipende non solo dalla fame del corpo, ma anche dai nostri stati d’animo Le emozioni negative o l’ eccesso di stress rendono difficile adottare e mantenere comportamenti corretti anche quando siamo perfettamente consapevoli della loro importanza. Inevitabilmente le emozioni fanno parte delle esperienze umane e incidono sulla nostra vita, sul nostro comportamento e sulle nostre abitudini. L’alimentazione è una delle condotte più importanti del repertorio comportamentale dell’uomo e quindi il nutrirsi, il mangiare e di conseguenza il cibo risultano strettamente connessi con l’emozione. Spesso infatti l’alimentazione è legata a determinate situazioni emotive e poche persone considerano il mangiare soltanto come un mezzo di nutrimento. Cerchiamo quindi di avere sempre al nostro fianco, qualcuno che ci ascolti quando ne sentiamo il bisogno, chi viene in palestra o a camminare con noi, chi ci appoggia nella scelta di una alimentazione più salutare fornisce di sicuro un grande aiuto.

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