Reflusso gastroesofageo

Arriva l'autunno portando con se un aumento dei disturbi dell' apparato gastrointestinale. Ne sono interessati il 25% delle femmine e circa l'11% dei maschi. Vogliamo occuparci di Reflusso gastroesofageo . . .

Arriva l’autunno portando con se un aumento dei disturbi dell’apparato gastrointestinale. Ne sono interessati il 25% delle femmine e circa l’11% dei maschi. Vogliamo occuparci di Reflusso gastroesofageo . . .
Dalla Consensus Conference di Ginevra e Montreal si è definita malattia da reflusso gastroesofageo (GERD o MRGE) come una condizione clinica che compare quando il materiale refluito dallo stomaco causa disturbi soggettivi fastidiosi e/o complicanze della mucosa esofagea e/o manifestazioni extraesofagee.
Il reflusso generalmente contiene acido e pepsina che sono contenuti nello stomaco, ma in alcuni casi il reflusso può contenere della bile, che risale dal duodeno fino allo stomaco.

Il reflusso è un disturbo molto diffuso;  è il disturbo più comune nel mondo occidentale dove riguarda il 10-40% di tutta la popolazione. Il reflusso colpisce più le donne che gli uomini; la probabilità di soffrire di reflusso aumenta con l’aumentare dell’età, le persone più colpite sono quelle tra i 55 i 64 anni.

Esistono 3 tipologie di persone che soffrono di reflusso:
chi ne soffre solo ogni tanto;
chi ne soffre spesso ma con sintomi lievi;
chi ne soffre cronicamente e presenta qualche complicanza.
Di fatto il reflusso è un fenomeno che si verifica in tutti gli individui sani, essa diventa una malattia quando gli episodi diventano molto frequenti e irritativi.

CAUSE

Malfunzionamento, ipotonia dello sfintere esofageo inferiore – Il cardias o sfintere esofageo inferiore è un anello muscolare che circonda la parte inferiore dell’esofago, là dove va a concludersi con lo stomaco. La chiusura di quest’anello impedisce il reflusso; quando il cibo o la saliva vengono deglutiti la muscolatura si rilassa per permettere passaggio all’interno dello stomaco, per poi chiudersi immediatamente. L’ipotonia del Cardias quindi impedendo una buona contrazione di questa anello non riesce  ad evitare la risalita di materiale gastrico in esofago creando appunto il reflusso.
Ernia iatale – Quando vi è un’ernia iatale una parte dello stomaco, più precisamente quella attaccata all’esofago si spinge oltre il diaframma attraverso lo iato esofageo nel torace.
Ritardato svuotamento gastrico – La maggior parte dei reflussi gastrici avviene dopo i pasti, in alcuni pazienti lo svuotamento gastrico avviene in maniera più lenta e questa condizione oltre a prolungare i tempi di digestione aumenta la possibilità che il reflusso si verifichi.
Assunzione di farmaci che favoriscono e/o peggiorano il reflusso (teofillinici, calcioantagonisti, benzodiazepine, anticolinergici, FANS).

SINTOMI

Bruciore – Quando l’acido contenuto nello stomaco risale in esofago, le fibre nervose esofagee vengono stimolate. Questa stimolazione nervosa risulta in bruciore, che è anche il sintomo caratteristico del reflusso. È una sensazione che dai pazienti viene descritta come un dolore nel centro del petto, che parte molto forte dall’addome fino a salire in alcuni casi al collo; simil episodio cardiaco. La frequenza con il quale si verificano questi sintomi determina il grado della malattia e il tipo di trattamento.
Rigurgito – Il rigurgito è la comparsa di liquido refluito nella bocca. Nella maggior parte dei pazienti affetti da MRGE, di solito solo piccole quantità di liquido raggiungono l’esofago e generalmente il liquido rimane nella porzione inferiore dell’esofago. Tuttavia in alcuni pazienti con reflusso, grandi quantità di liquido contenenti spesso prodotti alimentari, raggiungono la porzione superiore dell’esofago e alcune volte la bocca.
Nausea – Anche se rara nel reflusso, in alcuni pazienti può presentarsi nausea e talvolta causare il vomito. Non è chiaro perché alcuni pazienti con MRGE sviluppino la nausea al posto del bruciore.

COMPLICANZE

Ulcere – Il reflusso può causare nel corso del tempo danno all’esofago. Il corpo risponde a questi danni con l’infiammazione (esofagite). Lo scopo dell’infiammazione è quello di neutralizzare l’agente nocivo e iniziare il processo di guarigione. Se il danno però è profondo all’interno della struttura dell’esofago, si forma un’ulcera. Le ulcere possono anche ledere i vasi e dare luogo a sanguinamenti.
Stenosi – Le ulcere dell’esofago guarendo creano delle cicatrici (fibrosi). Col tempo, il tessuto cicatriziale si restringe, restringendo la cavità esofagea (stenosi).
Esofago di Barret – Reflussi di vecchia data o mal curati possono provocare in alcuni pazienti alterazioni delle cellule che rivestono l’esofago. Queste cellule sono all’inizio pre-cancerose e diventano in fine cancerose (adenocarcinoma), questa condizione è denominata esofago di Barret e si verifica nel 10% dei pazienti con MRGE.
Tosse e asma – L’esofago è riccamente innervato, alcuni di questi nervi vengono stimolati dal reflusso acido con conseguente dolore e bruciore. Altri nervi che vengono stimolati non producono dolore, invece stimolano altri nervi che provocano la tosse. In questo modo, il reflusso può causare tosse anche se non raggiunge la gola. In modo simile, il reflusso in esofago può stimolare nervi che si collegano a nervi dei polmoni (riflesso vagale indotto dall’infiammazione esofagea). Anche se molto controverso pare che questa stimolazione possa indurre tosse ed asma.
Infiammazione di gola e laringe – Se il liquido refluito passa lo sfintere esofageo superiore, può entrare in faringe e qui passare alle vie respiratorie superiori causando mal di gola, raucedine. Se il reflusso acido passa la laringe (spt. di notte) può entrare nei polmoni; questa condizione spesso si traduce in tosse e sensazione di soffocamento. Con o senza questi sintomi, i passaggio di acido ai polmoni può portare infezioni e causare polmonite; quando non è accompagnato da sintomi, può provocare una lenta, progressiva cicatrizzazione dei polmoni (fibrosi polmonare).

DIAGNOSI

Talvolta la diagnosi è solo clinica, ovvero il medico può essere in grado di diagnosticare il reflusso gastroesofageo (MRGE) anche solo da pochi dati sintomatologici. Gli esami strumentali . . . si utilizzano tecniche strumentali endoscopiche (gastroscopia), test funzionali (pHmetria esofagea delle 24 ore o con capsula intraesofagea o multicanale delle 24 ore o l’impedenziometria esofagea multicanale = IEM) e test clinico-farmacologici (farmaci inibitori di pompa protonica = PPI test).

Gastroscopia – L’endoscopia è un modo per esaminare visivamente l’interno dell’esofago. Durante l’endoscopia, il medico inserisce in gola fino allo stomaco un tubo sottile e flessibile, dotato di una luce e una microscopica telecamera (fibre ottiche). L’endoscopio consente al medico di esaminare l’esofago e lo stomaco e raccogliere un campione di tessuto (biopsia). Un test per monitorare la quantità di acido nell’esofago – Un test ambulatoriale molto usato per il reflusso, utilizza una sonda con un dispositivo di misurazione per identificare quando, e per quanto tempo, avviene il rigurgito acido dello stomaco o nell’esofago. Durante la prova, il tubo resta al suo posto e si connette a un piccolo computer che si indossa attorno alla vita o con una cinghia a tracolla. La sonda trasmette un segnale a un piccolo computer che si indossa intorno alla vita per circa due giorni. Un test per misurare il movimento dell’esofago – Il test motilità esofagea misura il movimento e la pressione nell’esofago. Il test consiste nel posizionamento di un catetere attraverso il naso e nell’esofago.

TERAPIA

La terapia della MRGE varia in base alla gravità del quadro clinico, ovvero nei casi più lievi basta modificare le abitudini di vita, evitare di mangiare alcuni alimenti e se possibile smettere di fumare (il fumo rilassa il tono dello sfintere GE). Nei casi più gravi, oltre a seguire queste regole, è necessario assumere dei farmaci. Mantenere un peso sano. I chili in eccesso possono fare pressione sull’addome, spingendo in alto lo stomaco e causando reflusso acido in esofago. Evitare indumenti attillati. I vestiti troppo stretti attorno alla vita provocano una pressione sull’addome e sullo sfintere esofageo inferiore. Evitare cibi e bevande che scatenano bruciore di stomaco. Identificare quali cibi contribuiscono al bruciore ed eliminarli può realmente aiutare a prevenire il reflusso.

Alimenti NO . . . alimenti ricchi digrassi (rallentano lo svuotamento gastrico e riducono il tono dello sfintere esofageo inferiore), fritti, insaccati, formaggi, caffè e the (si dec), il cioccolato, agrumi, pomodori, menta, liquirizia, pepe, curry, peperoncino, noce moscata, bibite gassate, alcolici e superalcolici, aceto, alimenti troppo cotti, “bruciati”, chewingum.

Alimenti SI . . . alimenti ricchi di proteine come uova, pesce, carne aumentano il tono della valvola. Spinaci, sedano, carote fresche, zucchina, uva, banana, albicocca. Il latte essendo un alimento alcalino tende a tamponare l’acidità della secrezione gastrica, però essendo ricco in grassi tende ad aumentare l’acidità e lo svuotamento gastrico, per tale motivo se ne consiglia un utilizzo in quantità limitata. Bere a volontà acqua.

Mangiare piccoli pasti. Evitare di mangiare troppo, ed optare per piccoli pasti. Masticare lentamente per favorire la triturazione e l’amalgamamento degli alimenti con la saliva. Non coricarsi dopo un pasto. Attendere almeno tre ore dall’ultimo pasto prima di coricarsi o andare a letto. Sarebbe meglio non guidare dopo il pasto. Elevare la testa del letto. Se si verificano regolarmente bruciore di stomaco durante la notte o mentre si cerca di dormire, alzare la parte della testa di circa 22-25 cm. Non fumare. Il fumo diminuisce la capacità dello sfintere esofageo inferiore di funzionare correttamente.

Terapia Medica – Trattamenti iniziali per controllare il bruciore di stomaco (antiacidi che neutralizzano l’acidità di stomaco – farmaci antiacido (H-2-bloccanti il recettore) – farmaci che bloccano la produzione di acido, antisecretivi (inibitori della pompa protonica) – farmaci procinetici che aiutano lo stomaco a svuotarsi più rapidamente e a rinforzare la valvola tra lo stomaco e l’esofago).

Terapia Chirurgica – 1. L’intervento chirurgico di gastroplastica laparoscopica, ha l’obiettivo di ripristinare la naturale barriera anti-reflusso a livello del cardias. La sua efficacia è pari all’85% dei casi. 2. La correzione dell’alterata funzionalità del cardias, valvola che collega esofago e stomaco avviene attraverso un innovativo dispositivo introdotto per via orale sotto guida endoscopica. La forma a coda di gambero della sua parte finale, che gli permette di girarsi a 90°, consente di effettuare una plastica antireflusso a 270° attraverso un sistema di retrazione della parete gastrica (helical retractor) e il posizionamento di suture in polipropilene che saldano esofago e stomaco ricostruendo la naturale barriera anti-reflusso in modo simile alla chirurgia  3. La nuova procedura è una metodica endoscopica, poco invasiva. L’intervento si svolge in due fasi: in un primo momento viene eseguita una gastroscopia grazie alla quale si monitorizza l’esofago del paziente. In un secondo momento, sempre attraverso la bocca, si posiziona un piccolo catetere a livello dello sfintere esofageo inferiore. Qui si distende il palloncino del catetere dal quale escono 4 aghi che, una volta a contatto con l’esofago, emettono caldo, ovvero viene applicata una radiofrequenza prestabilita a livello dello sfintere esofageo.
L’intervento, chiamato Stretta, dura circa 30 minuti e, viene eseguito in anestesia generale, necessitando l’immobilità del paziente. Il calore applicato rende lo sfintere esofageo inferiore più tonico e resistente. Inoltre è possibile che vengano compromessi i recettori sensoriali dell’esofago sensibili all’acido (riduzione della sensazione di bruciore).

 

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