SOS Infarto

In Italia la mortalità per cause cardiache supera l'incidenza di tutti i tumori, l'infarto viene visto come un evento improvviso ed inevitabile ; in molti casi può essere evitato solo con una leggera modifica dello stile di vita.....

SOS Infarto

L’infarto è dovuto ad un’ischemia acuta, ovvero una riduzione dell’apporto di sangue al cuore, che se protratta a lungo provoca la necrosi cellulare, cioè la morte non programmata di cellule e tessuti cardiaci, che causa così un’alterazione irreversibile del miocardio (tessuto muscolare cardiaco).
Nella maggior parte dei casi gli infarti sono causati da aterosclerosi; le placche aterosclerotiche quando vanno incontro ad ulcerazione possono provocare occlusione arteriosa acuta (infarto) sia attraverso la formazione di emboli che attraverso la trombosi sovrapposta all’ulcerazione.
Nella maggior parte dei pazienti l’anamnesi cardiovascolare può essere negativa, l’infarto è la prima manifestazione della cardiopatia ischemica. Il sintomo fondamentale è il dolore, al quale spesso si associano, astenia, sudorazione fredda, nausea e vomito.
In Italia la mortalità per cause cardiache supera l’incidenza di tutti i tumori, ma sembra che nessuno se ne preoccupi, l’infarto viene visto come un evento improvviso ed inevitabile e non si fa nulla o molto poco per evitarlo; invece in molti casi può essere evitato solo con una leggera modifica dello stile di vita.

Uno stile di vita sbagliato porta a soprappeso e/o obesità, a ipercolesterolemia, diabete se non addirittura alla Sindrome Metabolica, che sono certamente dei fattori predisponenti allo sviluppo di malattie cardiovascolari.
Recentemente è uscito un articolo sulla rivista Nature, relativo alla scoperta di Lawrence Young della Yale University presso New Haven in USA, i ricercatori hanno scoperto che il cuore è in grado di attivare un sistema di emergenza in caso di infarto per limitarne i danni: azionandosi fornisce al cuore un surplus di zuccheri per sopravvivere all’attacco ischemico.
Durante tale attacco il cuore entra in debito di ossigeno e quindi continua a lavorare consumando meno energia possibile per far fronte alla penuria di “carburante”. Gli esperti hanno scoperto che in questa fase entra in gioco una particolare molecole chiamata MIF che aziona un complesso sistema di emergenza.

MIF, infatti, accende un altro ‘pulsante’ molecolare, la proteina chinasi AMPK, la quale a sua volta attiva l’assorbimento di dosi extra di zuccheri che le cellule cardiache utilizzeranno per far fronte alla penuria di carburante e produrre nuova energia vitale che le mantenga in vita, permettendo loro di superare la crisi.
Poiché MIF dirige tutto il sistema di emergenza, è possibile, almeno secondo l’ipotesi messa in campo dai ricercatori, che ciascun individuo abbia un tipo di ‘leva’ più o meno efficiente.
Se MIF risulta poco efficiente il sistema di SOS non funziona bene e l’individuo riporterà danni maggiori dall’infarto.
Questa scoperta, forse, ci aiuterà da una parte a mettere a punto un test di screening della funzionalità di MIF per individui a rischio cardiovascolare; dall’altra si potranno ideare farmaci che potenzino il sistema di emergenza acceso da MIF, in modo da limitare il più possibile i danni di un infarto, senza dimenticare che un corretto stile di vita rimane sempre la prevenzione migliore.

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