Uova e colesterolo…un matrimonio felice

Per molto tempo le uova sono state incriminate come le killer delle nostre arterie, per il loro contenuto di colesterolo, in realtà numerosi studi epidemiologici non sono riusciti a trovare alcuna associazione tra l'assunzione di uova e il rischio cardiovascolare...

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Uova e colesterolo…un matrimonio felice

Per molto tempo le uova sono state incriminate come le killer delle nostre arterie, per il loro contenuto di colesterolo, in realtà numerosi studi epidemiologici su larga scala non sono riusciti a trovare alcuna associazione tra l’assunzione di uova e il rischio cardiovascolare.
Questa mancanza di associazione può essere correlata ad altre sostanze presenti nelle uova che possono influenzare il rischio di cardiovascolare, come i carotenoidi o antiossidanti (luteina e zeaxantina).

Le uova contengono anche fosfolipidi, in grado di contrastare infiammazione, metabolismo del colesterolo e funzione Hdl.
Sulla base di studi pre-clinici, la fosfatidilcolina e la sfingomielina dell’uovo sembrano regolare l’assorbimento dei lipidi, il metabolismo lipidico epatico e l’infiammazione.
Negli studi clinici, l’assunzione dei fosfolipidi dell’uovo è associata a cambiamenti positivi nei biomarcatori sierici relativi alla funzione Hdl. Tuttavia, le prove più recenti collegano l’ingestione di uova con aumenti postprandiali nel plasma del metabolita chiamato Tmao (ossido di trimetilammina), avente azione pro-aterosclerotica, e questo desta qualche preoccupazione. Si dovrà chiarire se i benefici portati dai fosfolipidi dell’uovo su marcatori di rischio cardiovascolari superano il rischio di potenziale formazione di Tmao in diverse popolazioni, come i diabetici.
Rimanendo legati al tema uova e malattie cardiovascolari, ricercatori dell’Università del North Carolina e di altri Centri, dopo aver analizzato 16 studi, hanno concluso che il consumo di uova non risulta associato col rischio di malattia e di morte per cause cardiovascolari, se non nei pazienti diabetici.
È vero che le uova sono ricche di colesterolo e che in genere è meglio moderare l’apporto di questo componente, ma è anche vero che l’assorbimento intestinale del colesterolo alimentare è piuttosto basso e molto variabile da individuo a individuo.
Inoltre, non è tanto il colesterolo alimentare ad aumentare la concentrazione del colesterolo nel sangue, quanto altri componenti alimentari, in particolare i grassi saturi, che sono quindi i primi a dover essere tenuti sotto controllo.
Tuttavia coloro che soffrono di diabete dovrebbero fare maggiore attenzione al consumo di uova poiché a parità di fattori di rischio, e in particolare a livello di colesterolo plasmatico, hanno una probabilità di eventi cardiovascolari molto più elevata rispetto a chi non è diabetico; ovvero a parità di valore di colesterolemia, associato a un determinato consumo di uova, può comportare un rischio più alto nel diabetico.
E’ vero che le uova sono alimenti ricchi di colesterolo, ma posseggono anche sostanze importanti dal punto di vista nutrizionale come vitamine A, B2 e B12, ferro e zinco, quindi in assenza di patologie particolari, per le quali è meglio chiedere consiglio al medico, se ne possono consumare 3-4 alla settimana.
Ricordiamo infatti che solo il 20% del colesterolo arriva dall’alimentazione, mentre l’80% viene sintetizzato dall’organismo. Quindi eliminare le uova è sbagliato, ma limitarne l’uso è consigliato.
Riassumiamo i motivi per cui, in assenza di particolari controindicazioni, l’assunzione di uova non è dannosa come si credeva.

-Il colesterolo introdotto con gli alimenti contribuisce solo in parte all’innalzamento della colesterolemia;

-Un organismo sano è in grado di regolare l’assorbimento di colesterolo riducendolo qualora la dieta ne apporti quantità eccessive.
-Il colesterolo NON è l’unico responsabile dell’aumento del rischio di patologie cardiovascolari; è quindi necessario che livelli di colesterolo anomali si associno ad altri fattori di rischio come: il fumo, l’obesità, la sedentarietà e una dieta ricca di grassi saturi.
Le uova sono un’ottima fonte di proteine di qualità, ma anche di vitamine e sali minerali.
In presenza di ipercolesterolemia, o di uno dei fattori di rischio sopraccitati, occorre dunque sostituire il più possibile gli acidi grassi saturi con quelli polinsaturi, contenuti soprattutto nel pesce ed in particolare in quello azzurro e/o che vive nei mari freddi del nord. E’ quindi buona norma limitare il consumo di uova solo nei casi di comprovata ipercolesterolemia o in presenza di patologie che richiedono il monitoraggio costante dei valori ematici di colesterolo; in caso contrario, è possibile consumare uova “quasi” con una certa libertà, facendo attenzione a non esagerare e a non abbinarle ad altri alimenti ricchi di colesterolo come alcune frattaglie e i crostacei, o a cibi ricchi di grassi di origine animale come insaccati, burro e formaggi.
Infine ricordiamo che, nel conto delle uova consumate è necessario inserire anche quelle presenti in molti alimenti di origine dolciaria e nella pasta fresca o secca all’uovo, se si ha l’abitudine di consumarli, perché contribuiscono ad incrementarne l’apporto complessivo facendo superare le razioni consigliate (circa 3-4 uova la settimana per un soggetto sano e sedentario).

 

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