Varici e capillari: cosa fare ?

Le varici sono causate principalmente da insufficienza delle valvole venose e debolezza delle pareti venose, Oltre alla predisposizione familiare esistono altri fattori di rischio alcuni dei quali sono tipicamente femminili pillo e gravidanza e abitudini di vita ...

varici e capillari

Varici e capillari: cosa fare ?

La società in cui viviamo privilegia e/o ci obbliga per mancanza di tempo o per scomodità agli spostamenti con i mezzi di trasporto (auto, moto, treno, aereo). Il tempo dedicato al movimento è insufficiente sia per i soggetti senza problemi di salute, ma soprattutto per chi ha dei problemi circolatori o per chi ha comportamenti o patologie  a rischio (obesità, lavoro in piedi o seduto). Soprattutto quest’ultimi dovrebbero ritagliarsi del tempo da dedicare all’attivazione della circolazione. Si può iniziare con l’evitare il costante utilizzo dell’ascensore, se ne ricaverà un immediato beneficio per le gambe, per il cuore, il cervello, i muscoli e tutto l’organismo in genere.
Le varici sono causate principalmente da una insufficienza delle valvole presenti lungo il percorso delle vene e dalla debolezza delle pareti venose stesse.
Oltre alla predisposizione familiare (debolezza della parete) esistono altri fattori di rischio alcuni dei quali sono tipicamente femminili, es. utilizzo di pillola anticoncezionale, e gravidanza, oppure abitudini di vita (prolungata posizione eretta o seduta, mancanza di attività fisica e soprattutto mancanza di una buona camminata, indossare jeans particolarmente stretti), sovrappeso ed obesità.
Le vene varicose o varici sono dilatazioni ed allungamento di vene che diventano tortuose; con valvole non funzionanti e con alterazione della parete.
E’ una patologia frequente che nella maggior parte dei casi dà solo problemi di tipo estetico (capillari/teleangectasie), ma talvolta può assume una gravità ed estensione maggiore (varicosità), fino ad arrivare a evidenziare complicanze come ulcera, flebite, trombosi, embolia. 
La malattia varicosa è causata da molti fattori concomitanti come:

  • Ereditarietà 
  • Vita sedentaria 
  • Lesione del sistema valvolare 
  • Anomalie della parete venosa 
  • Alterazione del sistema di “pompa muscolare” 
  • Influenza ormonale

Il 50 % delle donne conosce il problema dei “capillari” o meglio teleangectasie; sono dilatazione delle venule dello strato superiore della pelle dovuta ad un aumento di pressione o ad una tendenza familiare di debolezza della parete.
Quelle più dilatate e di maggior calibro in genere appaiono di colore blu, quelle più sottili di colore rosso; quasi sempre inferiormente si trova una vena più grande che non funziona bene e che causa l’aumento di pressione.
Possono essere isolate cioè sparse oppure disposte a ventaglio a stella o in grappoli.
Nonostante sia un “problema” estetico, molte pazienti riferiscono sensazioni tipo bruciore o tensione.
Talvolta le telangectasie non sono innocenti, ma sono il segno di un mal funzionamento della safena o delle vene profonde; per tale motivo è sempre necessario uno Eco-Doppler che escluda tale origine.

PREVENZIONE . . .

  •  riduzione del peso
  • camminare il più possibile per ridurre la stasi con la contrazione della muscolatura del polpaccio 
  • sgranchirsi le gambe in posizione seduta 
  • indossare se possibile le calze elastiche specialmente durante una prolungata stazione eretta
  • evitare calore diretto e bagni molto caldi.

Trattamento delle teleangectasie (capillari)  – Si basa sull’iniezione di sostanze sclerosanti (liquido o schiuma) = scleroterapia oppure sulla laserterapia transcutanea.  Le cause (sedentarietà, sovrappeso, familiarità . . . ) che hanno determinato la comparsa delle teleangectasie, spesso permangono dopo il trattamento e continuano ad agire sulla circolazione venosa; per questo può capitare che vi sia una recidiva delle stesse.
Trattamento delle vene varicose con malattia delle  safene – Il trattamento può essere chirurgico tradizionale (stripping) oppure mediante la chisura o riduzione del calibro delle vene varicose mediante tecniche endovasali quali laser o radiofrequenza.
Nel caso in cui  si debba semplicemente aiutare un arto in cui è presente ritenzione idrica senza una reale patologia vascolare concomitante allora il trattamento è in questo caso di natura medica e si basa sulla

  • mesoterapia
  • il drenaggio 
  • la dieta

Qualche consiglio per tutti e soprattutto per chi ha problemi circolatori (insufficienza venosa, varici . . . )
 Camminare – Questo è il consiglio più semplice ed è attuabile da tutti. Una passeggiata a passo veloce può essere praticata dovunque, a qualunque orario, a qualunque età, con ogni clima. Ad ogni passo il sangue viene spinto dal piede e dal polpaccio (pompa muscolare) verso la coscia e quindi verso il cuore, favorendo il ritorno venoso. Quando siamo in viaggio o non è possibile camminare sarà sufficiente eseguire movimenti di flessione ed estensione del piede; oppure spostare il peso alternativamente sulle punte dei piedi e sui talloni; oppure marciare sul posto.  Se c’è la possibilità consigliamo di passeggiare nell’acqua; in questo caso si favorisce il ritorno venoso ed aggiungendo un massaggio esterno dato dall’acqua.
Nuoto – Ai benefici dell’acqua appena accennati si aggiunge l’attivazione della muscolatura del corpo, in una posizione orizzontale che elimina il peso del sangue sulle gambe.
Sci di fondo – Esso determina un buon movimento delle articolazioni della gamba a cui si aggiunge un ottimo allenamento cardiaco e respiratorio.
Golf – E’ uno sport consigliato a tutte le età, esso consente lunghe passeggiate.
Danza – E’ un ottimo esercizio perché è armonico, divertente ed è alla portata di tutti.
Esercizi anti stasi – Sono esercizi praticati rimanendo distesi a terra. Es. muovere le gambe facendo “la bicicletta”, le caviglie in flessione-estensione o rotazione, le dita dei piedi in prensione e rilasciamento. Sono consigliabili anche esercizi di respirazione profonda (inspirazione) i quali aumentano la circolazione venosa (pompa respiratoria) e sono adatti alle persone sedentarie. 
Riposo notturno – Durante il riposo la pressione venosa si riduce e le gambe tendono a sgonfiarsi; per chi ha la tendenza agli edemi è utile sollevare i piedi del letto di 10-15 cm (da non fare nei pazienti che hanno insufficienza cardiaca e/o respiratoria). Per chi lavora seduto è bene utilizzare ogni occasione libera della giornata per sollevare le gambe, anche per brevi periodi, specie se si lavora in piedi e al caldo. 
Calzature – Si consiglia l’utilizzo di un tacco di altezza media, di circa 3-4 cm, possibilmente largo in quanto aiuta il massaggio dell’arco plantare, importante per un buon ritorno venoso. Si sconsiglia l’utilizzo dello stivale per tempi troppo lunghi perché creano una temperatura eccessiva della gamba impedendone la dispersione calorica. 
Calze o gambaletto elastico – Una compressione elastica sulle gambe crea un massaggio continuo che aiuta la circolazione superficiale e contrasta il deposito di liquidi nei tessuti. Anche in assenza di varici, le calze “riposanti” possono essere di aiuto o di prevenzione. Nella fase premestruale contrastano la ritenzione idrica degli arti, per chi lavora in piedi o seduto, a fine giornata rende le gambe meno affaticate, durante la gravidanza aiutano a contrastare la dilatazione della parete venosa. 
Esposizione al caldo e al freddo – L’eccessiva esposizione al sole causa il surriscaldamento dei tessuti, con lesione diretta della pelle e vasodilatazione venosa, fenomeni che favorisco l’edema. Se la funzionalità vascolare è già in parte compromessa, il sole è in grado di aggravarla o di farla precipitare. Il freddo crea invece vasocostrizione; quindi docce con acqua fredda dopo un bagno caldo vengono utilizzate come “ginnastica vascolare” per la prevenzione dell’insufficienza venosa. 
Controllo del peso – Il sovrappeso e l’obesità creano problemi alla circolazione venosa, dovuta alla sedentarietà, alla pigrizia, alla respirazione meno ampia . . . 
 
Per informazioni e consulti potete contattare presso il nostro studio la Dott.ssa M. Miccolis.

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