Wheat belly: via il frumento via la pancia?

E' appena uscito un nuovo libro scritto dal cardiologo statunitense William Davis dal titolo "Wheat Belly" ovvero "pancia da frumento" in cui si afferma che l'eliminazione del frumento dalla nostra dieta sarebbe lo strumento più idoneo a raggiungere una perdita di peso permanente ...

Qualche tempo fa è uscito un libro scritto dal cardiologo statunitense William Davis dal titolo “Wheat Belly” ovvero “pancia da frumento” in cui si afferma che l’ eliminazione del frumento dalla nostra dieta sarebbe lo strumento più idoneo a raggiungere una perdita di peso permanente, e aiuterebbe a risolvere alcuni problemi di salute nonché a migliorare il sistema immunitario. Secondo il Dott. Davis  il grasso in eccesso non è solamente legato ad uno stile di vita sedentario o a diete ricche di grassi, ma è invece dovuto al consumo di alimenti come pane, pasta e dolci. A tal proposito il dottore suggerisce una dieta che prevede l’eliminazione radicale del frumento e del glutine contenuto, che secondo lo specialista sono i colpevoli della grave epidemia di obesità che affligge il mondo occidentale e gli USA in particolare.
William Davis spiega che ci sono molti pericoli associati a una dieta contenente alimenti a base di grano e frumento e che quando li assumiamo non solo si innesca una risposta insulinica che promuove lo stoccaggio dei grassi – in particolare il grasso della pancia – ma a causa della presenza di alcuni ormoni aumenta anche l’appetito in maniera tale che si assumono più calorie.

Il commento . . .

  • E’ ovvio che l’eliminazione radicale del frumento dall’alimentazione a nostro avviso non è corretta in quanto riteniamo che  se esiste una reazione al frumento, questa può essere sconfitta con il recupero della tolleranza mediante una dieta di rotazione che come abbiamo ripetutamente detto permette di evitare pericolose diete di eliminazione, utili solo in caso di allergia classica –Ig E mediata- e di consentire il rispetto della socialità e del piacere legati all’alimentazione.
  • E’ interessante la correlazione che il Dott. Davis evidenzia tra intolleranza al frumento/glutine e l’infiammazione Ci eravamo già occupati in passato della reattività al glutine (Approfondimento: Celiachia o Gluten Sensibility ?) come causa di infiammazione e di intolleranza alimentare
  • Da studi eseguiti in passato (approfondimento: INTOLLERANZE ALIMENTARI . . . quali e quante ?) e confermati tuttora nella pratica clinica quotidiana, sicuramente il frumento gioca un ruolo fondamentale  come responsabile dell’infiammazione ma non è l’unico; risulta pertanto indispensabile studiare individualmente l’ipersensibilità da cibo attraverso test specifici (Test Dria , Food Intolerance Test . . .) bisognerebbe inoltre ricordare che ognuno di noi è una realtà immunologica a sé stante e che  non esiste un modo di alimentarsi che vada bene per tutti.
  • Molto interessante la relazione evidenziata dal cardiologo statunitense tra intolleranza al frumento e peso rimandiamo ai numerosi articoli scritti precedentemente.

Articoli di approfondimento
Tessuto adiposo Bianco e Bruno: è solo ciccia?
Dimagrire con le intolleranze alimentari


Gli articoli citati dimostrano come l’infiammazione indotta dalla reazione ad alcuni alimenti può facilitare l’aumento di peso provocando resistenza insulinica; è ormai noto che chi assume cibi verso cui si sia creata una reattività può aumentare la trasformazione dei carboidrati assunti con l’alimentazione in grasso.  Nel tessuto adiposo infatti si accumulano particolari cellule (chiamate macrofagi) che producono sostanze infiammatorie (BAFF, IL6 e TNF, citochine) che innescano un circolo vizioso che genera ingrassamento, ulteriore infiammazione e così via. 

Per concludere diciamo che nel libro vengono messe in evidenza alcune realtà che fanno riflettere sul ruolo dell’infiammazione e lo stato di salute, anche se riteniamo non sia necessario rinunciare totalmente al piacere dei cereali riteniamo corretto adottare una dieta di rotazione (che significa equilibrio e varietà nella nostra alimentazione) verso quel cibo che crea ipersensibilità.

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