Attenzione: nuovi limiti al Colesterolo

E’ stato introdotto il nuovo concetto dei fattori che aumentano il rischio e i livelli massimi di colesterolo sono stati abbassati a 190

Le nuove linee guida dell’American Heart Association (AHA) e dell’American College of Cardiology (ACC) sul colesterolo sono state modificate, dando più importanza alla stratificazione del rischio nel singolo paziente.
E’ stato introdotto il nuovo concetto dei fattori che aumentano il rischio.
Secondo la Società Europea di Cardiologia il livello massimo di colesterolo totale che comprende quello Ldl detto “cattivo” e quello Hdl detto buono” è stato abbassato a 190, non più 200 o 220, ma il cambiamento più importante riguarda i valori di LDL, ovvero la frazione cattiva del colesterolo, che devono essere compresi tra 160 e 70.

Ricordiamo che anche i valori della glicemia sono stati abbassati da 110 a 100.
In realtà per chi non presenta altri fattori di rischio c’è una tolleranza per valori intorno ai 200, tra i fattori di rischio troviamo

Comunque l’attenzione va posta più che sul valore totale, sul valore LDL che deve mantenersi:

  • Uguale o inferiore a 160 se la persona non presenta alcun fattore di rischio
  • Inferiore a 130 in presenza di due fattori di rischio.
  • Meno di 100 in presenza di rischio alto come diabete o un insieme di quattro o cinque fattori di rischio, come a esempio nella Sindrome Metabolica (obesità addominale, HDL-C < 40 negli uomini e < 50 mg% nelle donne, trigliceridi > 150 mg%, glicemia a digiuno > 100 mg%, ipertensione arteriosa)
  • Meno di 70 se si tratta di persone che hanno già subito un infarto o un ictus o un altro accidente cardiovascolare.

Un interessante studio della Società Europea di Cardiologia (Euroaspire III, 2006)  ha evidenziato che ben il 47,5% di quanti hanno avuto un infarto o un ictus oppure fatto un’angioplastica non riesce a raggiungere e a tenersi sotto quota 70 dell’Ldl.

Inoltre secondo l’Istituto Superiore della Sanità il 23% delle donne e il 21% degli uomini hanno un colesterolo totale molto alto e rispettivamente il 34% e 37% si tengono in zona sospetta tra 200 e 240. Secondo un altro ente rilevatore di dati, l’Istat, ben il 20% degli italiani non ha mai fatto un esame per il colesterolo.

Conosciamo meglio il colesterolo HDL

Il colesterolo associato alle cosiddette lipoproteine ad alta densità o HDL (High Density Lipoprotein) è considerato “buono”, perché  a differenza dell’LDL che tende accumularsi nel sangue, la frazione di colesterolo HDL viaggia verso il fegato per essere opportunamente smaltita.
Le lipoproteine ad alta densità ripuliscono il sangue dal colesterolo non utilizzato, limitandone l’accumulo sulla parete dei vasi e riducendo il rischio per il cuore e le arterie.
Il colesterolo HDL ha un valore ideale uguale o maggiore di 50 mg/dl di sangue: più ce n’è in circolo, più la probabilità di sviluppare disturbi circolatori si riduce.
Per valutare il rischio di eventi cardiovascolari che una persona corre, è necessario considerare anche il rapporto tra il valore del colesterolo totale e quello dell’HDL: il numero che si ottiene dovrebbe essere inferiore a 5 per l’uomo e a 4,5 per la donna.

Come possiamo aumentarlo?

  • Perdita di peso/raggiungimento e mantenimento del peso forma;
  • Attività fisica regolare di tipo aerobico (5 volte la settimana, per trenta minuti al giorno);
  • Alcool (consumo moderato) 1 bicchiere di vino preferibilmente rosso
  • Dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi e omega-tre contenuti soprattutto nel pesce
  • Acido laurico, un acido grasso saturo a media catena, abbondante nei latticini, nei grassi animali e negli oli tropicali. Le maggiori concentrazioni di acido laurico si riscontrano nell’olio di cocco.