Capodanno si festeggia con la Veneziana

Capodanno si festeggia con la Veneziana
Per aspetto la veneziana ricorda un po’ il panettone (anch’essa infatti è un dolce a lunga lievitazione, un’evoluzione dell’antica fugassa prodotta a Venezia durante il periodo natalizio e pasquale) ma ci sono due importanti differenze che la caratterizzano.
♠La prima, gli ingredienti: i prodotti che vengono usati nella produzione della veneziana sono gli stessi del panettone, ovvero burro, farina, lievito e uova, ma cambiano le percentuali.
♠La seconda, la veneziana è ricoperta di una glassa, fatta con mandorle, albume e acqua, che il panettone non ha.
La storia della veneziana è simile a quella del panettone, la cui origine è intorno al XV secolo. Il consumo di questo dolce è stato tradizionalmente legato ai matrimoni e alle festività natalizie, mentre nel secondo dopoguerra si mangiava anche quotidianamente come colazione. Oggi viene consumato in occasione del capodanno
Soffice, burrosa, con una glassa di granella di zucchero e mandorle …. e all’interno tanti canditi. Molti pensano che sia un tradizionale dolce natalizio milanese ma non è così.
La veneziana si chiama così perché è nata proprio a Venezia, con il nome di fugazza o fugassa, era un dolce tipico delle festività pasquali e natalizie cucinato in casa mescolando burro, uova, miele e zucchero all’impasto del pane. Le famiglie più facoltose aggiungevano poi spezie che Venezia importava dall’oriente, e la radice di giaggiolo, che regalava al dolce un profumo di violetta.
Insomma, era un dolce decisamente aristocratico, molto apprezzato fra le classi più agiate. 
Ma la veneziana vera e propria , così come la conosciamo e la apprezziamo oggi, nacque quando le pasticcerie rielaborarono questa pagnotta dolce rendendola più piatta rispetto al panettone, ricca ed elegante con una copertura di glassa di mandorle e granella di zucchero. 
Diversamente dal panettone, i cui ingredienti sono stabiliti da un rigido protocollo, non esistono regole sulla sua preparazione e dipende dalle scelte dei singoli pasticceri aggiungere all’impasto mandorle, frutta secca o canditi singolarmente o mescolati fra loro. 
La tradizione vuole che i milanesi dedichino alla Veneziana la conclusione del cenone di Capodanno, oppure del pranzo il primo giorno dell’Anno. Non si sa esattamente come sia avvenuta questa associazione ma la storia suppone che sia la conseguenza della rivincita del “povero” panettone che aveva occupato per primo periodo del Natale, e che era il dolce di quei fortunati che almeno sotto il Natale potevano permettersi di aggiungere canditi e uova all’impasto di una pagnotta….. 
La veneziana è il dolce che ormai ha conquistato tutta l’Italia. Viene preparata con lievito madre mescolato a farina, zucchero, latte, uova fresche e una abbondante quantità di burro. L’impasto viene poi lavorato e lasciato lievitare più volte lungo un arco di 48 ore per dargli la massima morbidezza. Infine viene decorato con una glassa di mandorle siciliane guarnita di zucchero a granelli prima di infornarlo. Chi cerca un doppio piacere lo troverà in questo dolce che unisce una pasta morbida e profumata a una deliziosa glassa croccante.
Storia e curiosità della veneziana di capodanno
Il nome Veneziana ha probabilmente origine nel Rinascimento, quando le famiglie nobili milanesi aggiungevano all’impasto di questo dolce spezie come la cannella o i chiodi di garofano importate dall’Oriente proprio dalla Repubblica di Venezia. Panettone e veneziana come abbiamo detto, condividono lo stesso tipo di impasto.  Infatti il panettone nasce come dolce del popolo, di quei fortunati che almeno sotto il Natale potevano permettersi di aggiungere canditi e uova all’impasto di una pagnotta. Invece la veneziana viene subito concepita come un dolce che attiri le classi agiate grazie a un impasto ricco di burro e un aspetto più elegante, offerto dalla sua glassatura. Fino alla prima metà del XX secolo la veneziana svolgeva addirittura una sorte di ruolo propiziatorio nei matrimoni della nobiltà e della ricca borghesia. Offrirla alla vigilia delle nozze era infatti un modo per gli sposi di allontanare quelle avversità che avrebbero minacciato la loro unione. Ma nel dopoguerra diventa accessibile a tutte le classi sociali, con le pasticcerie che la confezionano in monoporzioni da consumare a colazione in alternativa a brioche e croissant. 

Valori nutrizionali medi per 100 g di prodotto
  • Energia 1435.22 kj – 342.38 kcal.
  • Grassi 13.08 g.
  • di cui acidi grassi saturi 6.8 g.
  • Carboidrati 51.27 g.
  • di cui zuccheri 15.75 g.
  • Fibre 1.55 g.
  • Proteine 6.92 g.
  • Sale 0.01 g.

E per brindare al nuovo anno…. si consigliano da abbinare a questo delizioso fine pasto,  vini dolci come un buon Marsala che si abbina benissimo con le mandorle Siciliane oppure un vino dolce come un moscato.