Colon irritabile e dieta

Il colon irritabile è un insieme di sintomi dovuti all’alterazione della motilità e/o della sensibilità viscerale. Le cause non sono totalmente note, spesso lo stress è il principale fattore.  I sintomi del colon irritabile per essere tali si devono presentare per almeno 3 giorni al mese per circa 6 mesi;

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) talvolta chiamata impropriamente “colite” colpisce 1 persona su 5, soprattutto donne e in particolare in autunno.

Il colon irritabile è un insieme di sintomi dovuti all’alterazione della motilità e/o della sensibilità viscerale.
Le cause non sono totalmente note, spesso lo stress è il principale fattore. 
I sintomi del colon irritabile per essere tali si devono presentare per almeno 3 giorni al mese per circa 6 mesi; essi generalmente migliorano dopo l’evacuazione. Essi sono:

  • gonfiore;
  • meteorismo;
  • dolore all’addome;
  • crampi;
  • stipsi o diarrea (o alternanza di entrambi).

In presenza di questi sintomi parlatene con il vostro medico curante.

Dato che le cause della sindrome dell’intestino irritabile non sono ben definite, non c’è una cura definita; si interviene sui sintomi, sulle abitudini alimentari e gli stili di vita.

Si consiglia:

  • Attività fisica, anche se moderata è sempre indicata per la buona salute dell’intestino: una camminata di mezz’ora a passo veloce ogni giorno
  • Chi ha il colon irritabile è particolarmente sensibile agli sbalzi di temperatura e al freddo, copritevi soprattutto nei periodi invernali;
  • Assumere probiotici può aiutare a tenere sotto controllo l’infiammazione. La somministrazione di altri farmaci: spasmolitici, che aiutano a regolare l’attività della muscolatura intestinale, antidepressivi, agiscono sulla componente neurologica della patologia e va attuata solo su prescrizione medica.
  • L’alimentazione influisce in maniera sostanziale, ma la dieta va adattata alle esigenze e ai sintomi di ciascuno in base alla presenza di stipsi o diarrea. Mangia lentamente, la consumazione di pasti veloci è frequentemente associata al colon irritabile.

Ci sono alcuni accorgimenti, alcuni davvero semplici da osservare, che possiamo prendere per far fronte a questa patologia.

Possibili rimedi per il colon irritabile:

 FODMAP e Colon Irritabile

Come precedentemente scritto, la sindrome del colon irritabile, è un disturbo che interessa moltissime persone, causando crampi e dolore addominale, gonfiore persistente e addome teso, così come alvo alterno – cioè diarrea e/o stitichezza. Questa sintomatologia può essere mantenuta in remissione eliminando i cosiddetti “zuccheri fermentabili”. Questi zuccheri sono in genere scarsamente assorbibili e vengono fermentati dai batteri intestinali causando gonfiore, gas, dolore addominale caratteristico della sindrome dell’intestino irritabile (IBS o colon irritabile).

La dieta FODMAP allevia i disturbi nel 75% dei casi.

FODMAP è un acronimo . . .

FFermentazione è un processo di trasformazione degli alimenti che ha luogo nell’ intestino, provocando sensazione di fastidio come gonfiore, a volte dolore, flatulenza e addome teso. È dimostrato che alcuni tipi di zuccheri (più di altri) possono accentuare i sintomi della sindrome del colon irritabile.

OOligosaccaridi comprendono fruttani e galattoligosaccaridi (GOS). I fruttani sono catene di alcune unità di fruttosio, lo zucchero presente nella frutta, che non sono digeribili per gli esseri umani. Sono poco assorbiti nell’intestino e finiscono nel 99% nel colon: qui i batteri li frammentano provocando fermentazione, spesso

eccessiva nelle persone con sindrome dell’intestino irritabile, ne sono ricchi asparagi, erba cipollina, cipolla, aglio, cavolo cappuccio, cicoria.

I GOS includono raffinosio e stachiosio (oligosaccaridi non digeribili), contenuti nella buccia delle leguminose (fagioli, ceci, lenticchie e fave).

DDisaccaridi (es. Lattosio) Le persone con sindrome del colon irritabile spesso hanno una carenza di lattasi, un enzima che è indispensabile per digerire il lattosio.

Generalmente anche un soggetto con colon irritabile può tollerare fino a 6 g di lattosio al giorno, che equivale a circa 125 ml di latte. È quindi consigliabile, limitare ma non eliminare completamente latte e latticini. Utile inoltre sapere che nei formaggi a pasta dura e lunga stagionatura (come parmigiano o grana 24-36 mesi) il lattosio è pressoché tutto fermentato, così come nel Brie e Camembert, formaggi francesi che prevedono passaggi di fermentazione nel loro processo produttivo.

MMonosaccaridi (Fruttosio) Una persona su tre ha difficoltà ad assorbire il fruttosio e si sente gonfia dopo aver mangiato frutta fresca.

È importante non eccedere con la quantità di frutta giornaliera (300/450gr ovvero 2/3 porzioni da 150 gr da suddividere nell’arco della giornata) evitando mela, pera, mango, banana verde ad esempio. Gli agrumi, l’ananas, il pompelmo fermentano molto meno della mela o della pera, che nel caso di soggetto con sindrome del colon irritabile andrebbe consumata previa cottura. Attenzione al miele e allo sciroppo d’acero: la percentuale di fruttosio è altissima.

AAnd

PPolioli (Sorbitolo, xilitolo, mannitolo, maltitolo . . )  Sono zuccheri ai quali è stato aggiunto chimicamente un gruppo idrossile, rendendoli praticamente non assorbibili e molto difficili da digerire per i nostri enzimi digestivi. Sono utilizzati nell’industria alimentare per sostituire parte dello zucchero perché il loro potere dolcificante è fino al 100% superiore a quello dello zucchero e sono a basso contenuto calorico.

Se assunti in quantità elevate alterare la funzione dell’alvo causando gonfiore, gas, dolore addominale caratteristico della IBS.

LA DIETA FODMAP

La FODMAP è in pratica una dieta da eliminazione cui deve seguire una reintroduzione graduale e progressiva di tutti gli alimenti, gruppo per gruppo.

Si evitano gli alimenti contenuti nella FODMAP per circa due/quattro settimane. Quindi, quando i sintomi sono in remissione, si reintroducono gruppo per gruppo tutti i cibi, un gruppo a settimana – monitorando la sintomatologia intestinale e l’attività dell’alvo e tenendo un diario alimentare.

È una dieta che funziona e migliora la qualità della vita dei soggetti con colon irritabile, ma evitate il “fai da te”.