La dieta Low Fodmaps

Considerato l’elevato numero di alimenti che contengono FODMAPs e la sensibilità soggettività del paziente ad un particolare gruppo di carboidrati fermentabili rispetto ad un altro, la dieta low FODMAPs deve essere costruita su misura da un medico nutrizionista esperto in base alla storia clinica e dei dati clinici disponibili.

La dieta LOW FODMAPS

Si consiglia prima di iniziare la lettura di La dieta LOW FODMAPS di consultare come approfondimento l’articolo Colon irritabile e dieta fodmaps
Nel paziente con sospetta IBS è importante impostare una dieta a basso contenuto di FODMAPs anche prima di una conferma diagnostica, per monitorare la comparsa e/o l’evoluzione della sintomatologia.
Considerato l’elevato numero di alimenti che contengono FODMAPs e la sensibilità soggettività del paziente ad un particolare gruppo di carboidrati fermentabili rispetto ad un altro, la dieta low FODMAPs deve essere costruita su misura da un medico nutrizionista esperto in base alla storia clinica e dei dati clinici disponibili.

Solitamente si inizia con una dieta priva (o a bassissimo contenuto) di FODMAPs per un periodo di 4-6 settimane durante le quali si dovrebbe osservare un miglioramento dei sintomi. Successivamente, vengono reintrodotti gradualmente i cibi contenenti FODMAPs per determinare la sensibilità e la tolleranza del paziente ad un particolare gruppo di queste sostanze e liberalizzare quanto più possibile la dieta. In caso di inadeguata efficacia sui sintomi, al termine delle 6 settimane la dieta deve essere interrotta.

Come condurre una dieta low FODMAP

L’intervento dietetico può portare importanti benefici: eliminando per un breve periodo i cibi FODMAPs è stato riscontrato un netto miglioramento dell’intera sintomatologia.

  1. Si consiglia di eliminare per almeno 15 giorni (in accordo con il proprio medico curante) i cibi ricchi di FODMAP: se i disturbi presenti sono legati a questi alimenti, in pochi giorni si noterà un miglioramento.
  2. Dopo circa 15 giorni reintrodurre gradualmente i cibi più ricchi di FODMAP (uno alla volta) compilando ogni giorno un diario alimentare indicando i sintomi riscontrati: solo in questo modo si capirà qual è la soglia di tollerabilità.

Inserire ogni giorno un cibo dell’elenco degli alimenti ricchi di FODMAP: scrivere tutti gli alimenti e le bevande assunti durante la giornata e indicare, se compaiono dei sintomi (dare un punteggio da 0 a 5 in base all’intensità= 0 minima intensità; 5 massima intensità).
La dieta low FODMAPs non è una panacea e porta ad una buona risoluzione dei sintomi in molti pazienti con disturbi funzionali del tratto gastroenterico. La letteratura scientifica sostiene l’efficacia di una dieta low FODMAPs nel controllo delle manifestazioni gastrointestinali di tipo funzionale, ovvero in assenza di documentate allergie o lesioni organiche, in soggetti sintomatici.

Ad oggi, ad eccezione dell’aderenza alla dieta non si conoscono altri fattori predittivi che possano identificare i pazienti rispondenti alla dieta low FODMAPs.

Molti pazienti che ottengono un miglioramento dei sintomi sono poco propensi a tornare ad assumere alimenti sospetti di essere causa dei loro problemi, tuttavia, questo procedimento è essenziale per non escludere inutilmente e per lunghi periodi di tempo alimenti importanti per l’equilibrio e il fabbisogno giornaliero dell’organismo. Non esistono, infatti, ad oggi dati sulla sicurezza di una dieta low FODMAPs nel lungo periodo. Limitare l’assunzione di alimenti che contengono FODMAPs come cereali, frutta, verdura, latte e derivati del latte, anche quando sostituiti da cibi alternativi, può portare a carenze nutrizionali come, ad esempio, una carenza di calcio.

Gli alimenti che scatenano i sintomi variano da persona a persona.

Per alleviare i sintomi di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e SIBO, è essenziale EVITARE gli alimenti ad elevato contenuto di FODMAP, come . . .

  • Latte (da mucca, pecora, o capra), burro, fiocchi di latte, gelato, salse a base di crema/formaggio, formaggi a pasta molle, latte dolce condensato, formaggi molli (brie, ricotta), mozzarella, panna montata, yogurt, kefir;
  • Grano, farro, kamut, orzo, segale;
  • Carciofi, asparagi, barbabietole, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, finocchio, fagiolini, funghi, aglio, cipolle, porri, topinambur, zucca trombetta, fagioli, soia, lenticchie, fave
  • Avocado, mele, albicocche, datteri, frutta sciroppata, ciliegie, frutta fichi, mango, pere, papaya, pesche, susine, prugne secche, cachi, melone, anguria, succhi di frutta, nespole, anacardi, pistacchi, ceci, fave, piselli secchi, cocco;
  • Miele, marmellate, gelatine, melassa, sciroppo d’agave, dolcificanti artificiali: sorbitolo, mannitolo, isomalto, xilitolo (gocce per la tosse, gomme da masticare, mentine), vini dolci/liquorosi, rum, superalcolici, Ketchup

Occorre, invece, basare i propri pasti su alimenti a ridotto contenuto di FODMAP, come . . .

  • Latte e latticini senza lattosio, formaggi a pasta dura (Reggiano, Pecorino, formaggio svizzero)
  • Riso, riso integrale, mais, quinoa, tapioca, grano saraceno, miglio, avena, amaranto, sorgo, cereali senza glutine
  • Banana, frutti di bosco, fragole, kiwi, arancia, mandarini, ananas, papaya, rabarbaro, limone, uva,
  • Carote, sedano, melanzana, lattuga, verdura a foglie verdi, olive, zucca, patate, pomodori, zucchine, erbe aromatiche e spezie, peperone, cavolo, broccoli, cetriolo, oliva, bietole, cetriolo, finocchi, sedano, spinaci, germogli di soia,
  • Zucchero, zucchero di canna, sciroppo d’acero
  • Tutti i grassi, noci, anacardi, olio di cocco, olio extravergine di oliva, mandorle e latte di mandorla, semi oleosi, nocciole, pinoli,
  • Pesce in generale, e spt. pesce azzurro, manzo, pollame, maiale, molluschi, tofu, uova, capra
  • Si possono inoltre utilizzare: senape, wasabi, cioccolato 85%, aceto, burro
  • Le bevande come acqua, birra (35 cl), caffè, tè, tisane e vino (sempre in quantità moderata), possono essere assunte.

FRUTTA A BASSO CONTENUTO DI FODMAP Agrumi (arance, mandarini, clementini, lime, limoni, pompelmo) Ananas Frutti di bosco Kiwi Litchi Frutto della Passione Melone Papaya Rabarbaro Uva

FRUTTA AD ALTO CONTENUTO DI FODMAP Albicocche Anguria Avocado Cachi Ciliegie Datteri Fichi Frutta Secca Mango, mele. More Pere Pesche Pesche Noci Prugne e prugne essiccate Succhi di frutta

CEREALI A BASSO CONTENUTO DI FODMAP (cereali, pasta, pane, crackers…) Avena Grano Saraceno Mais Amaranto Miglio Quinoa Riso Sorgo Tapioca Teff

CEREALI AD ALTO CONTENUTO DI FODMAP Cereali da colazione a base di grano, orzo e segale Orzo Pane, pasta, farina, cous-cous a base di grano comune Pane, pasta, farina, cous-cous a base di grano Kamut Pane, pasta, farina, cous-cous a base di segale

ORTAGGI A BASSO CONTENUTO DI FODMAP Bietole Broccoli Carote Castagne Cavoletti di Bruxelles (da assumere in piccole quantità) Cavolo Verza (da assumere in piccole quantità) Cetrioli Erbe aromatiche (tutte, senza limitazioni) Fagiolini Finocchi Germogli di soia Indivia belga e Lattuga (tutti i tipi) Mais, Melanzane Patate Peperoni Piselli Pomodori Rape Ravanelli Sedano, Sedano Rapa Spinaci Zenzero Zucca (tutti i tipi, esclusa la zucca trombetta) Zucchine

ORTAGGI AD ALTO CONTENUTO DI FODMAP Aglio Asparagi Barbabietole rosse Carciofi Cavolfiore Cipolle Funghi Funghi essiccati Porri Taccole Topinambur Zucca Trombetta

FONTI PROTEICHE A BASSO CONTENUTO DI FODMAP Carni bianche Carni rosse Pesce Frutti di mare Crostacei Seitan Tempeh Tofu Uova Noci, nocciole, arachidi, mandorle, pinoli, semi di chia, semi di zucca, semi di lino, semi di sesamo e semi di girasole

FONTI PROTEICHE AD ALTO CONTENUTO DI FODMAP Piatti di carne e pesce preparati con brodi e salse. Ceci secchi Edamame Fave, Lenticchie Piselli Fagioli Anacardi Pistacchi

LATTE E LATTICINI A BASSO CONTENUTO DI FODMAP Latti vegetali (canapa, mandorle, cocco, riso) Latte senza lattosio Yogurt senza lattosio Gelato senza lattosio Formaggi stagionati – da assumere comunque con moderazione (parmigiano, pecorino stagionato, grana)

LATTE E LATTICINI AD ALTO CONTENUTO DI FODMAP Formaggi freschi Formaggi a pasta molle Gelato Kefir Latte condensato Latte di mucca, capra e pecora Latte di soia

Il sostegno del microbiota attraverso l’uso di probiotici e prebiotici rappresenta una valida strategia di trattamento dell’IBS.

La coesistenza tra microbiota e ospite è una simbiosi in continua evoluzione per garantire una salute ottimale nel corso della vita; la digestione, la risposta immunitaria, l’assorbimento di nutrienti, la crescita e il metabolismo vengono influenzati dal microbiota. Alcuni dei numerosi batteri che compongono il microbiota svolgono un ruolo chiave nel mantenimento della salute intestinale. Un esempio è il Faecalibacterium prausnitzii, appartenente ai Firmicuti. Questo batterio è uno dei maggiori produttori di acido butirrico, importante per la normale funzione intestinale, poiché è coinvolto nell’espressione di alcune proteine delle giunzioni cellulari e fornisce energia agli enterociti e ad alcune specie batteriche. Un’altra componente importante del microbiota intestinale è rappresentata dai Bifidobatteri. Questa specie batterica svolge un importante ruolo immunomodulatorio e protettivo nei confronti di alcune patologie come il tumore del colon-retto e l’ipercolesterolemia.

In che modo l’IBS e una dieta low FODMAPs alterano l’equilibrio del microbiota intestinale? Abbiamo visto che fruttani e galatto-oligosaccaridi sono substrati della fermentazione intestinale da parte del microbiota che porta a formazione di acido butirrico. La dieta low FODMAPs riduce fino al 50% l’apporto di fruttani e galatto-oligosaccaridi, mancando così il substrato per la fermentazione batterica e la produzione di acido butirrico. Oltre alla disponibilità del substrato per la fermentazione batterica, la dieta low FODMAPs influisce anche sulla composizione batterica del microbiota gastrointestinale.

Le alterazioni del microbiota intestinale hanno un ruolo importante nella distensione addominale e nella permeabilità intestinale. Considerando che lo stesso microbiota è influenzato dalle abitudini alimentari, il cerchio si chiude.

La composizione del microbiota è anche un importante fattore coinvolto nell’IBS. Studi microbiologici colturali su materiale fecale proveniente da pazienti con IBS dimostrano variazioni della composizione batterica, con una perdita di Lattobacilli e Bifidobatteri, e un aumento di Streptococchi ed Escherichia coli.

In soggetti con disturbo infiammatorio intestinale, si può riscontrare la presenza di pochi esemplari di F. prausnitzii e Bifidobatteri e un aumento di Batteroidi, supportando l’esistenza di batteri specifici nella patogenesi di malattia.

Sulla base delle evidenze del coinvolgimento del microbiota intestinale nella fisiopatologia dell’IBS e nell’intolleranza ai FODMAPs, si sono aperte nuove strade verso lo sviluppo di strategie di prevenzione e intervento. Tra le nuove strategie, si stanno maggiormente studiando gli effetti della supplementazione con probiotici, microrganismi ad azione benefica sulla salute, e con prebiotici, fibre alimentari solubili che stimolano la crescita di particolari specie del microbiota commensale. Studi clinici hanno già dimostrato come l’assunzione di determinati ceppi probiotici possa determinare un miglioramento dell’IBS, con riduzione del dolore e del gonfiore dopo trattamento con probiotici, e possa contribuire al mantenimento della popolazione di Bifidobatteri durante una dieta low FODMAPs.