Mal di testa e alimentazione

Il mal di testa è un disturbo estremamente comune a livello globale. Una revisione dei dati della letteratura (Stovner) relativi agli studi sulla popolazione mondiale adulta tra il 1990 e il 2015 ha indagato la prevalenza della cefalea a livello mondiale.

Mal di testa e alimentazione
Il mal di testa è un disturbo estremamente comune a livello globale. Una revisione dei dati della letteratura  relativi agli studi sulla popolazione mondiale adulta tra il 1990 e il 2015 ha indagato la prevalenza della cefalea a livello mondiale. Dai risultati emersi, si è rilevata una prevalenza media globale di circa il 45%, con una percentuale leggermente superiore al 50% nelle donne e poco meno del 40% negli uomini.
La cefalea è una malattia sociale caratterizzata da un impatto notevole sia dal punto di vista economico che sociale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha inserita tra le 20 patologie più invalidanti per le donne tra i 15 e i 45 anni.

Cos’è il mal di testa?
La cefalea (il “mal di testa”) è un disturbo doloroso del capo faccia e collo, originata da una serie di eventi che generano una sorta di iperalgesia (periferica) del distretto trigemino-vascolare, seguita nel tempo da fenomeni di sensibilizzazione centrale. Dal 70 all’80% della popolazione generale lamenta nel corso di un anno un attacco di cefalea.

Le cefalee vengono distinte in 

♥  primarie (non legate a una causa organica specifica) circa 90%
♥  secondarie (sostenute da una causa organica)

Tra le Cefalee primarie ricordiamo
Emicrania – E’ una patologia che comprende oltre al dolore al capo, una sintomatologia neurovegetativa ed un coinvolgimento emotivo: si manifesta con attacchi che possono andare da frequenze sporadiche (uno al mese) a frequenze elevate (1-2 attacchi a settimana) Nella maggior parte delle emicranie il dolore è spesso pulsante, sincrono con il polso e può cambiare di sede, c’è nausea e spesso vomito, fotofobia e fonofobia, aggravamento con l’attività fisica. L’emicrania è caratterizzata da attacchi di dolore moderato o forte e deve includere una delle seguenti caratteristiche: dolore in un solo lato della testa, senso di nausea, fotofobia e fonofobia o dolore che peggiora col movimento. 

Gli altri due tipi di cefalea sono il mal di testa vascolare e il mal di testa a grappolo

Cefalea muscolo-tensiva – E’ la forma più frequente di cefalea, dovuta a una infiammazione, contrattura o compressione di muscoli extracranici e cervicali. Si stima che circa 2/3 delle persone siano affetti da questo tipo di cefalea, raramente la cefalea tensiva assume un decorso cronico. Gli episodi si caratterizzano per un dolore della durata variabile da 30 minuti a 7 giorni e con almeno due delle seguenti caratteristiche: localizzazione bilaterale, qualità oppressiva-compressiva, intensità media-moderata, non aggravato dall’attività fisica. E’ spesso presente un dolore alla palpazione della muscolatura pericranica. Devono inoltre essere assenti sia nausea che vomito e può essere presente fotofobia o fotofobia.

Cefalea a grappolo – Definita un tempo come cefalea istaminica di Horton viene riconosciuta per l’inizio improvviso e la ripetizione dei sintomi per settimane o mesi, con periodi di remissione più o meno lunghi Tale cefalea si caratterizza per la comparsa di un dolore violento, strettamente unilaterale,nella zona orbito frontale ed irradiato alla nuca della durata di 15-180 minuti se non trattato. Questa forma di cefalea è associata ad almeno un sintomo fra i seguenti: congestione nasale rinorrea edema periorbitario sudorazione facciale e della fronte, miosi e/o ptosi, senso di irrequietezza e di agitazione; in circa il 20% dei casi sono riportate fotofobia e nausea.

Ci sono poi le cefalee secondarie:

Post-traumatiche
Vascolari
Infiammatorie
Tumorali o da ipertensione endocranica
Da lesioni extracraniche
Possono esserci fattori esogeni come stress, fumo, sforzi fisici, o endogeni, malattie intercorrenti, trattamento estroprogestinico, mestruazioni, o dietetici, cioccolato, vini rossi, latticini, farinacei, che scatenano un attacco, quindi sarebbe utile una precisa analisi dello stile di vita del soggetto per identificarli ed eliminarli o correggerli. Ci sono anche alcuni farmaci in grado di scatenare un attacco, come per esempio quelli che liberano serotonina, o quelli che inducono vasodilatazione.
La patologia cefalalgica comprende una vasta gamma di forme differenti per quanto riguarda la presentazione clinica, la storia naturale, l’origine e la prognosi: la cefalea può essere sia un sintomo di altre patologie, sia una patologia autonoma.

Mal di testa, quali sono le cause?
Oltre alla predisposizione individuale e familiare, esistono molti “trigger” della cefalea, che possono essere di natura alimentare, ormonale, psicologica, ambientale, endogena, metabolica e farmacologica. L’alimentazione non è considerata la causa primaria, ma alcune sostanze presenti negli alimenti possono contribuire ad esacerbare i sintomi e scatenare attacchi di mal di testa in individui predisposti. L’elenco dei cibi spesso coinvolti è piuttosto lungo e comprende alimenti che contengono sostanze come le amine biogene (come l’istamina, la feniletilammina e la tiramina) che possono influire sulle vie cerebrali vascolari  A tale proposito sarà infatti utile seguire una dieta ipoistaminica, che punta alla riduzione dell’ infiammazione, e che si basa sulla riduzione o eliminazione di quei cibi ad elevato contenuto di istamina o dei suoi precursori.

Ecco alcuni degli alimenti più frequentemente associati alla comparsa del mal di testa:

Formaggi stagionati – fermentati.
Cioccolato, cacao e frutta a guscio.
Agrumi, pomodori, crauti e lamponi.
Banane, avocado, fichi e prugne.
Cibi processati: Hot dog, carni stagionate, inscatolate, conservate o trattate (salsicce, salumi, pesce secco salato).
Glutammato monosodico (usato come esaltatore di sapidità in alcuni cibi, come dadi da brodo, salsa di soia, snack e preparati per zuppe).
Aspartame (un dolcificante), nitriti (conservanti utilizzati principalmente nei salumi e nelle carni in scatola) e solfiti (additivi presenti nei vini).
Cibi grassi e fritture.
Gelato e altri alimenti freddi.
Aringhe e frutti di mare.
Bevande contenenti caffeina.
Bevande alcoliche, in particolare vino rosso e birra.
È importante tenere presente che, oltre agli alimenti stessi, alcune abitudini possono scatenare una crisi di mal di testa, come:

Disidratazione
Riduzione del consumo di caffeina rispetto a quanto abitualmente si assume
Digiuno, come saltare i pasti o ritardarli (saltare la colazione, ad esempio, può causare mal di testa durante la mattina; oppure, un fastidioso mal di testa al risveglio potrebbe essere causato da una cena consumata con eccessivo anticipo rispetto al riposo notturno).
Il consiglio è quello di prestare attenzione all’alimentazione, soprattutto se si soffre di mal di testa, e imparare a monitorare e annotare gli alimenti che possono causare fastidio e peggiorare la cefalea. Tenere un diario alimentare può aiutare a individuare eventuali correlazioni tra cibi e mal di testa.

Per concludere consigliamo la lettura dell’articolo   Cefalea . . . . . uno studio osservazionale
in cui viene descritto il legame tra cefalea e ipersensibilità alimentare