Un nuovo nutraceutico anti-colesterolo

Riportiamo lo studio Palimerica presentato al congresso della Società italiana di cardiologia in cui un nuovo prodotto a base di berberina, fitosteroli, polifenoli, trigonella (fieno greco) ed estratto di carciofo si è dimostrato in grado di esercitare un significativo controllo sui livelli di colesterolo totale e Ldl, nonché di migliorare trigliceridi e profilo glucidico.

Prevenzione primaria: efficace nuovo nutraceutico anti-colesterolo

Riportiamo lo studio Palimerica presentato al congresso della Società italiana di cardiologia  svoltosi lo scorso dicembre a Roma. Lo studio Palimerica, è un trial clinico monocentrico randomizzato, condotto presso il policlinico San Matteo di Pavia, in cui un nuovo prodotto a base di berberina, fitosteroli, polifenoli, trigonella (fieno greco) ed estratto di carciofo si è dimostrato in grado di esercitare un significativo controllo sui livelli di colesterolo totale e Ldl, nonché di migliorare trigliceridi e profilo glucidico. A coordinare la ricerca, Giuseppe Derosa, dell’Università di Pavia – Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, responsabile dell’area diabete della Società italiana di nutraceutica che, a Milano, ne ha presentato i risultati alla stampa. 
“Lo studio, della durata di tre mesi, è stato condotto in 36 soggetti che presentavano un colesterolo Ldl compreso fra 115 e 190 mg/dl e un’iperglicemia a digiuno con valori compresi fra 100 e 125 mg/dl”. “Dopo una fase di reclutamento di due settimane in cui i partecipanti seguivano solo raccomandazioni dietetiche e di attività fisica, è stato fatto un primo prelievo basale, seguito da un nuovo prelievo dopo uno, due e tre mesi per verificare il profilo lipidico, la glicemia e l’insulinemia”.

I 36 soggetti sono stati suddivisi in maniera randomizzata in due gruppi uguali in cui era prevista l’assunzione rispettivamente di una o due capsule al giorno del nutraceutico. In breve, dopo tre mesi abbiamo osservato un’azione di riduzione sul colesterolo totale, sul colesterolo Ldl e sui trigliceridi, prosegue Derosa. Inoltre, questo prodotto, che sfrutta più meccanismi d’azione, ha mostrato un effetto anche sul profilo glucidico. Per quanto riguarda il colesterolo Ldl, la riduzione è stata di 22,1 mg/dl, pari a una diminuzione percentuale del 14% nei soggetti che assumevano una capsula al giorno e di 40 mg/dl, corrispondente a una diminuzione del 25%, nel gruppo che assumeva due capsule. I livelli dei trigliceridi sono calati rispettivamente dell’11,2 e del 17% nei gruppi trattati con una e con due capsule del nuovo prodotto. Abbiamo osservato anche una riduzione della glicemia e dell’insulinemia, calate rispettivamente dell’8 e del 15,4% nel gruppo che riceveva una capsula al giorno e del 13,3 e del 22% nel gruppo trattato con due capsule al giorno, tanto che la maggior parte dei soggetti è tornata a essere euglicemici al termine dello studio. Abbiamo anche valutato la variazione dell’indice Homa, un valore ottenuto facendo il rapporto fra glicemia e insulinemia, che rappresenta un indicatore di insulinoresistenza, la condizione che precede la comparsa del diabete. Anche questo indice si è ridotto in misura significativa, del 22,2%, in chi assumeva una capsula al giorno e del 34% in chi ne riceveva due. La tollerabilità è stata ottima e l’adesione al trattamento è stata del 100%”.  
Si aggiungono così evidenze alla possibilità di utilizzare nutraceutici, in combinazione con dieta e attività fisica per interventi di prevenzione primaria anche in soggetti con livelli appena oltre i limiti di normalità dei lipidi, a partire dal colesterolo Ldl, e della glicemia.

“Gli eventi cardiovascolari in Italia sono intorno ai 230-240.000 all’anno, 140.000 dei quali sono infarti del miocardio”, ricorda il presidente della Società italiana di cardiologia. “Si tratta di eventi coronarici dovuti in gran parte al mancato controllo dei fattori di rischio cardiovascolare che in realtà sono in gran parte modificabili. Questo significa che politiche di prevenzione, in gran parte primaria, potrebbero contribuire a ridurre un grandissimo numero di eventi, Ciascuno dovrebbe verificare il proprio livello di rischio, consultando il proprio medico per verificare, eventualmente, con quali strumenti portarsi in una zona di maggiore sicurezza. Si tratta di interventi sullo stile di vita a cui si può pensare di aggiungere un nutraceutico che trova indicazione nelle persone a rischio basso, ma anche in quella a rischio moderato”.

Il responsabile dell’azienda che ha sviluppato il nutraceutico e sostenuto lo studio, è soddisfatto dei risultati ottenuti perchè è riuscito ad ottenere un nuovo nutraceutico che agisce nell’ambito della prevenzione primaria, che è affidabile e supportato da dati scientifici e con risultati così incoraggianti come quelli che abbiamo avuto modo di verificare.
Tratto da Nutrienti e Supplementi