Vitamina D, sovrappeso e obesità

Tra le ricerche presentate a ECO2015, anche uno studio tutto italiano della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico che ha mostrato come nei soggetti sovrappeso o obesi con carenza di vitamina D

Vitamina D, sovrappeso ed obesità – Obesità una minaccia europea
Al Congresso Europeo sull’Obesità svoltosi a Praga si evidenzia come l’obesità sia una minaccia dell’intero Vecchio Continente; ci si aspetta un’epidemia di proporzioni enormi se i governi non decideranno di mettere immediatamente in atto delle efficaci misure per contrastarla. L’allarme viene dal Congresso Europeo sull’Obesità ECO 2015 dove sono state presentate le proiezioni elaborate dall’OMS e dallo UK Health Forum, riguardanti 53 paesi dell’area europea e che preannunciano un’Europa di obesi entro il 2030. 

In Italia . . .
Nemmeno l’Italia verrà risparmiata da questa piaga: si stima che tra 15 anni ad avere il problema di obesità sarà il 20% della popolazione maschile e il 15% di quella femminile (% che nel 2011 erano rispettivamente del 12% e del 10%).
Per quanto riguarda il sovrappeso, le % aumentano, con 1 italiana su 2 (50%) e 7 italiani su 10 (70%) extra-large. Una situazione assolutamente preoccupante, sia per la salute pubblica che per l’impatto economico del fenomeno.  

Altri paesi . . .
Persino i paesi con una tradizionale scarsa tendenza all’obesità verranno investiti dal fenomeno, con crescite anche repentine:
In Svezia, si parla di un 26% di uomini (dal 14% del 2010) e 20% di donne (dal 12% del 2010).
In Grecia, si prevede un aumento del doppio, gli obesi passando dal 20% al 40% della popolazione.
Ad avere la peggio sembra l’Irlanda, dove nel 2030 la stragrande maggioranza della popolazione potrebbe essere sovrappeso, il 89% degli uomini (inclusi gli obesi, il 48%) e l’85% delle donne (incluse le obese, 57%).  

I bambini . . .
I dati relativi ai bambini con meno di 5 anni indicano che in Italia è obeso 1 bambino su 10. In più alti livelli di obesità infantile riguardano l’Irlanda (27%) e il Regno Unito (23%), mentre i più bassi il Kazakistan (1%), la Repubblica ceca (6%) e il Belgio (7%).
Potrebbe esserci, secondo gli esperti, una relazione con l’obesità e lo stile di vita dei genitori, cui il sovrappeso infantile andrebbe ricondotto. 

E’ possibile porvi rimedio . . .
Non va dimenticato che l’obesità è un fattore di rischio per varie patologie, come le malattie cardiovascolari, oncologiche e metaboliche. Inoltre, i dati più recenti indicano che nel mondo ad essere colpito dal fenomeno, non più confinato ai paesi ricchi, è il 30% dell’umanità. 

Quelle presentate a Praga, in quanto proiezioni, hanno un certo margine d’incertezza, devono essere prese con cautela e sono state calcolate senza prevedere alcun intervento da parte dei governi per fermare questa emergenza per la salute.

Vitamina D e peso
Tra le ricerche presentate a ECO2015, anche uno studio tutto italiano della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico che ha mostrato come nei soggetti sovrappeso o obesi con carenza di vitamina D l’integrazione sia di aiuto per liberarsi dei chili di troppo.
In altre parole, riportare la vitamina D a livelli ottimali promuove la perdita di peso, potenzia gli effetti di una dieta ipocalorica e migliora il profilo metabolico del soggetto. Quindi, «tutte le persone obese dovrebbero controllare i propri livelli di vitamina D e, in caso di deficit, assumere supplementi» hanno detto gli autori guidati dalla Dott.ssa Luisella Vigna, responsabile del Centro Obesità e Lavoro del Dipartimento di Medicina Preventiva, Clinica del lavoro dell’Ospedale Maggiore Policlinico
Nel Nord Italia la carenza grave di vitamina D interessa il 6% dei sovrappeso (indice di massa corporea BMI tra 25 e 30) e il 30-40% dei sovrappeso e che quasi tutti gli obesi (MBI maggiore di 30) hanno un livello non ottimale di vitamina D. 

La vitamina D è una vitamina molto particolare, il nostro corpo non è in grado di produrla, pochi sono i cibi che la contengono e di conseguenza molte persone non hanno nel loro corpo una quantità sufficiente di vitamina D.
Due forme di Vit. D sono importanti nell’uomo: ergocalciferolo (vitamina D2) e colecalciferolo (vitamina D3). La vitamina D2 è sintetizzata dalle piante, la vitamina D3 è sintetizzata nella pelle quando questa è esposta ai raggi ultravioletti B della luce solare.

Alimenti che contengono vitamina D sono:

  • Pesce grasso (come sardine, aringhe, trote, tonno, salmone e sgombro)
  • Gli alimenti fortificati, come la margarina, alcuni cereali, alimenti per lattanti, latte
  • Le migliori fonti alimentari di vitamina D sono il pesce grasso e l’olio di fegato di merluzzo

Latte e latticini, a meno che non siano fortificati, non contengono molta Vitamina D. Tuorlo d’uovo, fegato e funghi contengono solo piccole quantità di vitamina D.
La SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) in un articolo del 2014, sostiene che l’80% degli italiani soffre di carenza di Vit. D: l’80% degli italiani è carente.
La vitamina D si può assumere attraverso il cibo oltre a quelli sopraelencati la troviamo anche nelle uova e nelle verdure a foglia verde.
Un modo per aumentare il livello di vitamina D è esporsi al sole, infatti la nostra pelle, stimolata dai raggi solari, riesce a sintetizzarla.
L’unico modo per testare la quantità di vitamina D nel nostro corpo è attraverso l’esame del sangue, tuttavia esistono dei segnali e delle situazioni che ci possono far sospettare di soffrire di un deficit di vitamina D.
Qualche segnale dei fattori che potrebbero essere legati ad una carenza di vitamina D:

  1. Colore della pelle scura: Le persone di colore, in particolare gli africani e gli afro-americani, hanno una maggiore probabilità di soffrire di carenza di vitamina D. Questa vitamina infatti, viene prodotta attraverso l’esposizione al sole, la pelle scura funziona come un filtro solare, per questo le persone di colore hanno bisogno di esporsi al sole 10 volte di più delle altre per produrre la stessa quantità di vitamina D.
  2. Depressione: Un deficit di vitamina D è piuttosto comune nelle persone di una certa età e può causare problemi di tipo psichiatrico e neurologico. Nel 2006 un team di scienziati ha osservato che persone anziane con bassi livelli di vitamina D soffrivano maggiormente di depressione.
  3. Età superiore ai 50 anni: Con l’aumentare dell’età il corpo produce meno vitamina D, per due motivi, da una parte la pelle risponde di meno all’esposizione al sole, dall’altra i reni fanno più fatica a convertire la vitamina D nella forma che viene utilizzata dal corpo. Le persone di una certa età inoltre, solitamente tendono a passare più tempo in casa e quindi ad esporre di meno il proprio corpo al sole. In particolare, le donne in menopausa tendono a soffrire maggiormente di deficit di vitamina D come ha dimostrato uno studio italiano del 2003.
  4. Sovrappeso o obesità: Le persone in sovrappeso soffrono maggiormente di carenza di vitamina D. Inoltre, bassi livelli di vitamina D e sovrappeso sembrano favorire l’insorgenza della sindrome metabolica e del diabete mellito di tipo 2
  5. Dolori alle ossa: La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio, un minerale essenziale per avere ossa forti e sane.
  6. Testa sudata: Uno dei primi segni di carenza di Vitamina D è un’eccessiva sudorazione a livello della testa, soprattutto nei neonati.
  7. Morbo di Crohn, celiachia o malattie infiammatorie a livello intestinale. La vitamina D è liposolubile e viene assorbita dall’apparato gastrointestinale come i grassi, se ci sono problemi a livello del sistema digestivo e intestinale, il corpo può non riuscire ad assorbire la vitamina D in maniera corretta.

La vitamina D non solo è essenziale per la salute del corpo, ma diversi studi hanno dimostrato che aiuta a prevenire diverse malattie.
In particolare questa preziosa vitamina:

  • Riduce l’incidenza di diversi tipi di neoplasie. Uno studio pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, ad es., ha dimostrato che le donne che in giovane età si erano esposte maggiormente al sole, da adulte avevano il 70% di probabilità in meno di soffrire di tumore al seno. La vitamina D inoltre, riduce del 30 – 50% il rischio di cancro al colon e alla prostata, questo perché ha un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo delle cellule.
  • E’ importante contro le infezioni, il raffreddore e l’influenza, in quanto rafforza il sistema immunitario. Uno studio giapponese ha dimostrato che gli studenti che assumevano 1200 unità di vitamina D al giorno, durante la stagione invernale, erano riusciti a ridurre il rischio d’influenza del 40%.
  • Riduce il rischio di ipertensione arteriosa, cardiopatia arteriosclerotica, infarto del miocardio e ictus.
  • Aiuta a prevenire le malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla o la malattia infiammatoria intestinale.
  • Favorisce i processi di riparazione del DNA e riduce l’invecchiamento, agendo come un antiossidante.

In conclusione, la vitamina D è essenziale per il nostro organismo, soprattutto se non siamo più giovanissimi, il miglior modo per accumulare vitamina D è uscire all’aria aperta, godersi delle belle passeggiate al mare o in montagna, sembra che bastino 10 minuti al giorno di sole per mantenere i livelli di vitamina D nel sangue a livello ottimale. Concedetevi quindi, ogni giorno, una piccola pausa e lasciatevi avvolgere dai raggi solari.

1 Trackback & Pingback

  1. Ipertensione arteriosa come prevenirla - Studio Medico Perrone & Associati

I commenti sono bloccati.